Objection! Crash Bandicoot è il vero Super Mario 3D

Objection! Crash Bandicoot è il vero Super Mario 3D
Fonte immagine: 2duerighe

Settembre: termina l’estate, riaprono le scuole (con tutte le difficoltà del caso quest’anno), e ritorna “Objection!” La rubrica che tratta i videogiochi e i generi videoludici che più fanno discutere.

Da qui ai prossimi mesi avremo molte novità: la next gen, nuovi giochi di spessore, ecc. Nei prossimi quindici giorni, ad esempio, avremo il ritorno di due grandi icone videoludiche: Super Mario e Crash Bandicoot.

L’idraulico più famoso dei videogames quest’anno compie trentacinque anni, e Nintendo lo festeggia con Super Mario 3D All-Stars: una raccolta per Nintendo Switch che include Super Mario 64, Super Mario Sunshine, e Super Mario Galaxy.

D’altro canto, il marsupiale arancione creato da Naughty Dog non ha avuto la stessa fortuna negli ultimi vent’anni, periodo in cui la sua IP è passata per diverse mani, se non per la fortunata Crash Bandicoot ‘N’ Sane Trilogy; per l’appunto, un remake della trilogia di PlayStation. Tuttavia quest’anno sta per tornare con un titolo che sembrerebbe essere degno di nota, Crash Bandicoot 4: It’s About Time, che dal nome dimostra il chiaro intento di cancellare cronologicamente tutta la storia di Crash degli ultimi vent’anni e riprendere da dove ci si era fermati su PlayStation.

Una rivalità che riprende a distanza di vent’anni? Sarebbe bello, anche perché ho sempre ritenuto Crash Bandicoot come il Super Mario 3D che ho sempre desiderato.

Super Mario 64 – Rivoluzionario ma…

Super Mario 64 non si limitò a trasporre per la prima volta il mondo di un platform in 3D, ma fece vedere anche cosa avrebbe potuto permettere il gameplay con la nuova tecnologia.

La mappa del mondo vista in Super Mario Bros 3 e Super Mario World viene sostituita dal castello della Principessa Peach, liberamente esplorabile all’interno, nel giardino, nei sotterranei, ecc.

Ogni area del castello include nuovi quadri, ovvero i livelli del gioco. Non più livelli a scorrimento, bensì con una struttura più sandbox: Mario deve accumulare le Stelle per sbloccare nuovi percorsi e (tanto per cambiare) salvare la Principessa Peach dalle grinfie di Bowser. Le Stelle possono essere raccolte in diversi modi: sconfiggendo un boss, raggiungendo una determinata area, svolgendo una missione secondaria (come quella celebre del pinguino), ecc.

Super Mario 64 mostrò per la prima volta un mondo con un gameplay in tempo reale molto più vivo rispetto alle controparti in due dimensioni.

super mario 3d all stars
Fonte immagine: IGDB

Super Mario 64 creò anche le basi per i giochi di Super Mario sviluppati in seguito su Game Cube, Wii, e Switch, il che ha dato una grossa mano per il successo di questi titoli, eppure sembrerebbe che nessuno abbia mai notato il rovescio della medaglia.

Da critico devo essere oggettivo, e riconoscere l’influenza dell’essere fan dei Super Mario 2D, ma Super Mario 64 presenta oggettivamente dei difetti rispetto ai suoi predecessori.

Un platform con ambienti 3D liberamente esplorabili, ma anche poveri di contenuti: dove sono finiti i numerosi nemici di Mario? Nei Super Mario 2D erano diventati sempre di più e tutti con capacità diverse; in un livello di Super Mario 64 si contano sulle dita di una mano. Inoltre, in Super Mario Bros 3 sono presenti moltissimi power up, così come le diverse possibilità con Yoshi in Super Mario World; in Super Mario 64 i power up sono pressoché spariti, Mario è quasi invincibile, può persino prendere Bowser per la coda e lanciarlo!

Infine, i livelli dei Super Mario 2D equivalgono praticamente a percorrere un rettilineo, seppur pieno di ostacoli, ma sono molto numerosi e diversi tra loro. Alcuni possono somigliarsi molto, altri possono essere brevi, ma non è come Super Mario 64 che, pur presentando livelli sandbox, ti chiede praticamente di giocare cinque volte lo stesso quadro con un obiettivo diverso.

Con Super Mario 64, Nintendo da per scontato che al giocatore piacciono i personaggi di Mario e dei suoi amici, quando in realtà è il contesto ad affascinare, e questo si è perso in gran parte con il passaggio al 3D, pur guadagnando caratteristiche che furono rivoluzionarie nel 1996.

Crash Bandicoot è il vero Super Mario 3D

La fortuna di Naughty Dog, all’epoca studio indipendente sotto contratto con Universal, fu probabilmente quella di mostrare al mondo Crash Bandicoot nello stesso anno di Super Mario 64, in modo tale da non rischiare di essere offuscato dal suo “rivale” che all’epoca aveva già undici anni di carriera.

La storia del primo Crash Bandicoot, per quanto caratterizzata in maniera diversa, è davvero molto simile alla semplicissima trama di un Super Mario 2D: Crash è un Bandicoot antropomorfo (no, non è una volpe), geneticamente modificato dagli esperimenti del malvagio Dr. Neo Cortex che vuole conquistare il mondo con un esercito di marsupiali antropomorfi. Crash riesce a scappare dalla fortezza-laboratorio di Cortex e finisce trascinato dalla corrente marina su un’altra delle tre Isole Wumpa in cui è ambientato il gioco, ma dovrà percorrere le isole fino a tornare nella tana del suo nemico per salvare Tawna, un Bandicoot antropomorfo femmina di cui Crash è innamorato.

crash bandicoot
Fonte immagine: IGDB

Non solo la trama, Crash Bandicoot è molto simile ai Super Mario 2D anche nel gameplay: quella linea retta di cui parlavamo prima, Crash la percorre con la telecamera alle spalle, in un mondo 3D che possiede tutto quello che si è perso con il passaggio di Super Mario dalle due alle tre dimensioni: livelli numerosi (sebbene alcuni si ripetano), pieni di dettagli, di nemici, di ostacoli, attraversati guidando un protagonista fragile (esattamente com’è il Mario in 2D), che nel primo capitolo possiede solo due attacchi, ma che può difendersi o diventare temporaneamente invincibile grazie alle maschere di Aku Aku.

Crash Bandicoot ha visto queste meccaniche arricchirsi nel corso della trilogia di PlayStation, la quale è stata riproposta nel 2017 con un’ottima collection di remake: anche qui, ben altro lavoro rispetto a Super Mario 3D All-Stars, che presenta semplicemente una emulazione di tre videogiochi per Nintendo 64, Game Cube, e Wii.

Non ci resta che attendere il 2 ottobre per il ritorno in pompa magna di Crash Bandicoot, dopo un ventennio deludente durante il quale è caduto nel dimenticatoio. Riuscirà a tornare ai fasti della trilogia Naughty Dog? Riuscirà a riaccendere la sua rivalità con Mario? Oppure l’idraulico di Nintendo è troppo popolare per essere messo in discussione?

Con questa ultima riflessione chiudo questo numero di “Objection!” piuttosto polemico, vi lascio con i link dei numeri precedenti, e vi do appuntamento alla prossima.

N°1: Objection! Discutiamo di Open World

N°2: Objection! Un open world fatto bene – Horizon Zero Dawn

N°3: Objection! Un open world fatto male – Final Fantasy XV

N°4: Objection! Speciale Days Gone

N°5: Objection! Un open world per chi non ama il genere – Marvel’s Spider-Man

N°6: Objection! Gli open world del futuro

N°7: Objection! Final Fantasy VIII non è un capolavoro

N°8: Objection! The Last Of Us è un ottimo Multiplayer

N°9: Pokédex di Galar? Non è la prima volta – “Objection!” a Pokémon Rubino e Zaffiro

N°10: Objection! – Death Stranding è il gioco dell’anno

N°11: Objection! Discutiamo di DLC

N°12: Objection! Un’ode a Sekiro e ad altri (i gamers vogliono giocare)

N°13: Objection! Final Fantasy VII è davvero il migliore della saga?

N°14: Objection! The Last of Us Parte II e minacce, ma cos’è il videogioco d’autore?

N°15: Objection! Videogames e social network: la generazione del ‘non va mai bene niente’

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