Sworn – Un Hades-like o Hades-clone?
Hades è uno degli indie games più impattanti del decennio in corso, ed è comprensibile che possa influenzare l’opera videoludica di altri.
Proprio nel periodo di lancio sul mercato di Hades II, arriva anche Sworn, un Hades-like talmente simile all’opera di Supergiant Games, per struttura e direzione artistica, da essere considerabile più un clone di Hades.
Nonostante ciò, l’opera di Windwalk Games, pubblicata dallo storico Team 17, tramite il suo gameplay intraprende un percorso differente, nel bene e nel male, da quello del videogioco a cui palesemente si ispira.
Re Artù e il fascino del male
“O muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo.” Sembrerebbe essere questa l’aspettativa che il pubblico ha sui personaggi positivi. Basti vedere i pareri su Superman: quante sue versioni da cattivo sono state create? Injustice, The Boys… Quanti sono rimasti sorpresi da vedere il Superman di James Gunn e scoprire che l’eroe dei fumetti è ben distante dalla versione, tanto criticata, di Zack Snyder?
Sworn racconta proprio di un Re Artù corrotto dal Graal, che sparge il male sulla Tavola Rotonda e tutto il regno di Camelot. A combattere questo male ci pensa Merlino tramite il Soulforged (Forgiato dell’anima), una magia che permette a un’anima di dare vita a una corpo di un guerriero caduto pronto ad affrontare la missione, con l’aiuto delle benedizioni dei Signori delle Fate e altre figure della saga arturiana.

Ogni qual volta il Soulforged dovesse cadere tra le insidie della Camelot decaduta, la sua anima tornerebbe alla Fonte, pronta a ripartire con eventuali nuove armi, power-up permanenti, e magari anche un nuovo corpo. Da solo o in compagnia…
In missione per salvare Camelot
Le similitudini con Hades si notano fin dall’avvio della prima partita in Sworn. Un videogioco con visuale isometrica, in cel-shading, dove il personaggio giocante, da solo o in multigiocatore, deve attraversare le stanze sconfiggendo i nemici che vengono generati al loro interno. Una volta sconfitti, il giocatore ottiene un premio da raccogliere, per poi scegliere un’altra stanza (non sempre c’è una scelta multipla) e ripetere l’operazione.
Sulla porta di ogni stanza è indicato, con un simbolo e con una descrizione, il premio ottenibile una volta superata la sfida. In alcuni casi, questo può essere indicato come abbinato a una sfida più ardua, o a un boss, oppure essere una stanza di soli premi come quella dello Shop.
Anche i premi delle stanze ricordano moltissimo Hades: ripristino della salute, denaro da spendere nei mercati, oggetti per potenziamenti e per sbloccare altri premi alla Carmarthen Tower, ma soprattutto il favore delle Fate, simile ai favori degli dei lungo il percorso di Zagreus in Hades.
Scegliere quale di tre benedizioni ricevere tra due signori delle Fate possibili, il tutto casualmente. Questi poteri forgiano la build del personaggio giocante di cui il giocatore dovrebbe riuscire a padroneggiare il maggior numero possibile, per ottenere più chance di successo.

Essendo un Rogue-lite, in Sworn ogni volta che si viene uccisi, si ricomincia daccapo, portando con sé soltanto i premi ottenuti e i personaggi non giocanti incontrati. Più si allestisce la Carmarthen Tower e più si raccoglie materiale per sbloccare premi, più agevole sarà il prossimo tentativo della quest.
Anche il numero di stanze superate permette di guadagnare premi importanti, ma è attraverso il sistema di combattimento che Sworn prende decisamente la sua strada. Si intuisce già dal movimento del personaggio giocante, meno rapido e aggraziato rispetto al protagonista di Hades, con una camminata goffa da cavaliere cartoonesco, e dagli attacchi tutt’altro che velocissimi, salvo rare eccezioni.
Persino i power-up, permanenti e non, in grado di aumentare la velocità d’attacco e di movimento non aiutano molto, a dimostrazione che Sworn vuole essere un action più ragionato rispetto a Hades. A differenza del titolo di Supergiant Games, dove una build ben strutturata permette al personaggio giocante di spazzare via ogni cosa a schermo, in Sworn non si riesce mai a diventare davvero intoccabili, ritrovandosi a cimentarsi nell’uno contro uno anche nelle fasi più avanzate della quest.
Per fare ciò, il gioco incrementa in maniera netta la difficoltà con il passaggio da un bioma all’altro del regno, difeso da un Cavaliere della Tavola Rotonda, non tanto con l’aumento della forza dei nemici quanto nel rendere più complicati i loro attacchi e il terreno di scontro.
Un altro degli elementi che contribuisce a tutto questo è lo scatto, con la funzione anche di schivata, che richiede un tempo di ricarica: breve ma non indifferente, tant’è che il gioco permette di aumentare il numero di cariche dello scatto, sia in maniera permanente che temporanea.

La vera differenza in Sworn la fanno le classi disponibili per il personaggio giocante, ognuna differente per attacchi, movimenti, armi e abilità. Ogni classe permette di scegliere tra quattro armi diverse, potenziabili ma da sbloccare nella quest, e tra quattro abilità diverse, anch’esse sbloccabili.
E’ possibile sbloccare anche un personaggio non giocante che permette la personalizzazione estetica per ogni classe, in cambio di un determinato materiale ottenibile nell’avventura.
La possibilità di scegliere la classe del personaggio giocante aiuta un’altra particolarità di Sworn: la possibilità di giocare in cooperativa.
Sworn è un Rogue-lite co-op?
Sworn può essere giocato anche in cooperativa online fino a quattro giocatori, il che porta a chiedersi, abbinato a quanto detto prima, se possa essere un Rogue-lite pensato principalmente per essere giocato in co-op.
Portare a termine una partita in singolo può richiedere circa mezz’ora, com’è tipico per un videogioco che prevede di ricominciare la partita dall’inizio dopo ogni sconfitta, e non che si stia parlando della differenza tra giocare in singolo o in co-op in Elden Ring Nightreign, ma il peso dell’avventura in singolo è maggiore rispetto a quel Hades a cui è stato tanto paragonato in questo articolo.
A complicare la situazione sono anche i tre biomi in cui si divide il regno corrotto di Camelot, composti da un numero maggiore di stanze rispetto ai biomi di Hades, con la presenza di due boss in ognuno di essi: una Legendary Beast a metà del percorso, che può essere di due tipi dalla seconda volta che la si affronta, e un Cavaliere della Tavola Rotonda, fisso, a guardia del bioma successivo.

Nonostante qualche dubbio sul bilanciamento, e pur non presentando né un cel-shading di assoluta qualità (ad esempio, durante i dialoghi sarebbe stato meglio utilizzare gli artwork dei personaggi anziché una versione 3D) né il rapporto con i personaggi non giocanti che si può apprezzare nella narrazione di Hades, Sworn è un videogioco molto valido per il suo genere e con un’identità propria, al di là degli inevitabili paragoni con un titolo ben più famoso.




