Objection! Un open world per chi non ama il genere – Marvel’s Spider-Man

Objection! Un open world per chi non ama il genere – Marvel’s Spider-Man

Bentornati a “Objection!” per gli ultimi due numeri in cui tratteremo il genere open world, come da previsione iniziale interrotta momentaneamente il mese scorso per uno speciale su Days Gone.

Nei primi tre numeri abbiamo parlato delle caratteristiche che dovrebbe avere un open world ben realizzato, prendendo ad esempio alcuni giochi in particolare, e dedicando poi l’intero secondo numero a Horizon Zero Dawn: un videogioco apprezzatissimo da critica e pubblico ma che ha anche ricevuto qualche critica di troppo. Io ho voluto elogiarlo sia come open world che come videogioco in generale, rispondendo anche a queste critiche.

Dopotutto con “Objection!” voglio trattare sia i generi videoludici che più fanno discutere, sia i singoli videogiochi più discussi. Il terzo numero in cui ho criticato l’open world di Final Fantasy XV è stato più per approfondire l’argomento e per mostrarmi anche “avvocato accusatore” oltre che della difesa.

Tuttavia alcuni giocatori potrebbero non apprezzare affatto il genere open world, indipendentemente dalla qualità del videogioco in questione: troppe cose da fare, troppo dispersivo, il rischio che cada nei difetti di cui abbiamo parlato, ecc.

Per questo motivo, oggi voglio proporre un videogioco open world che, a mio parere, è adatto anche a chi non ama questo genere videoludico. Sto parlando di Marvel’s Spider-Man.

The Amazing Spider-Man

“Da un grande potere derivano grandi responsabilità.” E’ quello che avrà pensato anche Insomniac Games quando gli è stato proposto di creare un videogioco in collaborazione con Sony e Marvel; ed è quello che avranno pensato anche i giocatori dopo aver apprezzato negli ultimi anni un’altra serie videoludica dedicata a un supereroe: la saga di Batman: Arkham.  

In realtà il paragone tra Marvel’s Spider-Man e la fortunata serie dedicata al Cavaliere Oscuro, sia a livello qualitativo che di gameplay, c’è stato solo inizialmente, anche perché era abbastanza chiaro cosa il pubblico si aspettasse da un videogioco sull’Uomo Ragno, e fortunatamente questo gioco non ha deluso le aspettative.

Marvel’s Spider-Man presenta una storia originale che, ovviamente, si ispira anche alle storie dei fumetti; esattamente come avviene nel Marvel Cinematic Universe e nei vari universi fumettistici alternativi.    

In questa storia Peter Parker ha 23 anni; sono trascorsi quindi otto anni da quando è diventato Spider-Man, e ha già affrontato diversi dei suoi nemici storici; ma ce ne sono molti (anche importanti) che, al contrario di quanto avviene nei fumetti, ancora non sono nati.

La main quest inizia proprio con la polizia e Spider-Man che finalmente riescono a incastrare e arrestare uno dei nemici storici dell’Uomo Ragno: Wilson Fisk, noto anche come Kingpin, il vero padrone della malavita a New York. Tuttavia Spider-Man sa bene che le ultime parole di Kingpin prima di finire al fresco sono vere: senza un capo, la malavita di New York non avrà alcun freno e la situazione rischia di peggiorare.

Spider-Man dovrà farsi trovare pronto, perché le cose peggioreranno più di quanto si potesse temere, così come saranno maggiori le sue responsabilità negli eventi in cui sarà coinvolto molto più di quanto si aspettasse.  

Marvel’s Spider-Man presenta una trama degna delle migliori storie dell’arrampicamuri e fa venire voglia di un sequel subito dopo aver finito la storia principale. In questo videogioco ritroviamo tutti gli argomenti tipici della sua controparte fumettistica: amore, drammaticità, epicità, ironia, colpi di scena, ecc.

Se un giocatore ha dei dubbi su un open world per il solito rischio che la storia si disperda nella libertà del mondo di gioco, con Marvel’s Spider-Man può andare sul sicuro grazie a una trama di livello e a un open world parecchio story driven.

A tutto questo si aggiunge un gameplay che può dirsi davvero in grado di far impersonare Spider-Man al giocatore.  

Il sistema di combattimento si basa principalmente sul premere il tasto per le schivate seguendo i sensi di ragno, in modo tale da evitare il principale ostacolo ad un’azione davvero fluida.

Spider-Man, infatti, possiede un enorme repertorio di tecniche di combattimento: combo di terra, combo aeree, attacchi in slancio, ecc.

Non mancano ovviamente gli attacchi con il lanciaragnatele, con il quale Spider-Man può avvolgere i nemici o agganciare oggetti e usarli contro di loro.

Il lanciaragnatele può usufruire anche di una ruota dei gadget che permette l’uso di attacchi diversi: ragnatela a impatto, bomba ragnatela, ragnatela trappola, ecc.

Oltre ai gadget del lanciaragnatele ci sono anche quelli propri dei numerosi costumi sbloccabili. Una volta sbloccati, si può combinare qualsiasi gadget con qualsiasi costume.

Spider-Man può anche combattere i nemici in maniera stealth, atterrandoli di soppiatto o legandoli al soffitto con le ragnatele. A volte lo stealth è facoltativo, altre volte invece è obbligatorio per salvare gli ostaggi.

Infine, si sa che uno dei problemi di Spider-Man è il dover anche essere semplicemente Peter Parker, e il gioco permette di vivere questa situazione anche tramite alcune sessioni di gameplay.

Peter è sempre stato un appassionato di scienza e una mente geniale, per questo il gioco mette a disposizione la possibilità di muoversi in laboratorio e svolgere alcuni minigiochi: non particolarmente complessi, ma che premiano con punti esperienza utili per sbloccare nuove mosse di combattimento.  

Un’altra tematica tipica di Spider-Man è sempre stato il rapporto con la sua storica compagna Mary Jane Watson, che si potrà controllare per giocare alcune sessioni stealth e investigative.

Il tessitele

C’è una componente di gameplay a cui dedicare un’intera parte dell’articolo, trattandosi di un elemento che riguarda fortemente il genere open world: lo spostamento con le ragnatele.

Marvel’s Spider-Man permette di muoversi liberamente nel distretto di Manhattan, e si tratta di un open world che non spingerà mai a usare il viaggio rapido (nonostante questo sia possibile tramite la metropolitana), perché lanciarsi per i palazzi con le ragnatele è davvero divertente, oltre che molto veloce.

Non appena si ottiene dimestichezza con i comandi, sarà possibile simulare gli spostamenti di Spider-Man allo stesso modo di quelli realizzati nei film a lui dedicati. A tal proposito, ogni volta che si inizia a oscillare tra i palazzi parte l’ottima colonna sonora, andando a creare un effetto davvero cinematografico.

Una nota di merito anche alla realizzazione di Manhattan, non priva di difetti ma davvero molto curata in ogni singolo elemento, nonostante si passi la maggior parte del tempo a saltare da un tetto a un altro.

Oltre ovviamente agli obiettivi della main quest, ci si può spostare in città anche per svolgere diverse attività secondarie.

Innanzitutto è bene riattivare le antenne della polizia, per ottenere una mappatura delle varie aree di Manhattan e degli altri obiettivi.

Tra i vari obiettivi troviamo covi dei nemici da ripulire, ad esempio i cantieri di Fisk, ma anche semplici crimini casuali segnalati dalla radio della polizia mentre ci si sposta in città: rapine, spacci di droga, fughe in auto, ecc.

Per il resto ci sono molti collezionabili, tra vecchi zaini nascosti di Peter contenenti oggetti che ricordano un momento della sua storia, luoghi storici da fotografare, ecc.

Infine, non mancano le missioni secondarie, ma di queste è necessario parlarne nell’ultima parte dell’articolo

Essere migliori

Marvel’s Spider-Man è un ottimo titolo che ha avuto un notevole impatto sia per la qualità dell’opera che per la fama del personaggio. Più di qualcuno gli avrebbe anche voluto dare il premio di gioco dell’anno 2018, ma le motivazioni per cui non è potuto arrivare a questo premio sono parecchio oggettive.

Partiamo dai problemi dell’open world, essendo l’argomento trattato in questi primi numeri della rubrica e forse anche il difetto principale di Marvel’s Spider-Man.

Le missioni secondarie, appunto, sono ben lontane da quelle viste nei migliori videogiochi degli ultimi anni, le quali presentano una tale cura nella realizzazione al punto da poter arrivare, in alcuni casi, addirittura al livello della main quest.

In Marvel’s Spider-Man c’è soltanto una serie e mezza di missioni secondarie di questo tipo, le altre invece sono abbastanza “vecchio stile”: ripulire un covo, inseguimenti, sfide a tempo, minigiochi, ecc.

Va bene consigliare questo titolo open world per chi non ama il genere, essendo story-driven e con un’ottima trama, veloce e divertente negli spostamenti, e con un ottimo gameplay, ma un open world resta pur sempre un open world: il mondo di gioco non può essere trattato come un semplice scenario in cui muoversi.

Gli altri difetti vistosi di questo gioco si trovano nel gameplay, dove il sistema di combattimento è ottimo nell’uno contro tutti ma lascia a desiderare nell’uno contro uno.

Questo avviene perché il gameplay è strutturato prevalentemente per combattimenti multipli, e non ha lo stesso rendimento nelle boss fight in cui c’è un solo nemico. Avrebbero dovuto creare delle sessioni di gameplay dedicate alle boss fight anziché limitarsi a inserire soltanto alcuni QTE.

Infine, Marvel’s Spider-Man permette di scegliere il livello di difficoltà, ma rimane abbastanza facile anche se giocato in modalità “Ultimate”. Un videogioco non deve per forza essere difficile, ma così facendo le numerose scelte offerte dal sistema di combattimento, anziché essere necessarie, servono per lo più a decidere come giocare.

Inoltre si sà che l’IA ha sempre lasciato a desiderare in questa generazione, ma in questo caso è davvero scarsa per un titolo del genere, soprattutto nelle fasi stealth dove la percezione visiva e uditiva dei nemici è ridotta al minimo.

Marvel’s Spider-Man non è un capolavoro per via di difetti troppo vistosi, rimane però un titolo che permette davvero di impersonare l’Uomo Ragno, e lo consiglio a chiunque voglia un videogioco con una bella storia, un ottimo gameplay, e tanto divertimento e spettacolo.

Con questo vi do appuntamento tra un mese con il prossimo numero di “Objection!”, nonché l’ultimo in cui tratterò il genere open world. Vi lascio come sempre i link dei numeri precedenti:

N°1: Objection! Discutiamo di Open World

N°2: Objection! Un open world fatto bene – Horizon Zero Dawn

N°3: Objection! Un open world fatto male – Final Fantasy XV

N°4: Objection! Speciale Days Gone

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