Objection! The Last of Us Parte II e minacce, ma cos’è il videogioco d’autore?

Objection! The Last of Us Parte II e minacce, ma cos’è il videogioco d’autore?
Fonte immagine: screenshot pagina YouTube ufficiale di PlayStation

Abbiamo pochi dubbi sul fatto che ci sia stato più di qualche problema nello sviluppo di The Last of Us Parte II, con ben due rinvii, voci di polemiche interne in Naughty Dog, e soprattutto, con la diffusione sul web di spoiler pesantissimi.

La polemica che ne è conseguita non si rifà tanto a una critica verso la diffusione di spoiler del genere, quanto ai giocatori che, dopo aver letto tali anticipazioni, hanno criticato ferocemente gli sviluppatori per alcune scelte nel gioco, al punto tale da arrivare a comportamenti beceri: petizioni per chiedere a Naughty Dog di riscrivere parti del gioco (come se fosse possibile riscrivere un videogioco in fase gold), diffusione di questi spoiler anche per protesta, e addirittura minacce di morte verso Neil Druckmann, director di entrambi i capitoli di The Last of Us.

Paradossalmente, gli appassionati amano i videogiochi d’autore senza realizzare cosa siano davvero, ed è questo l’argomento del nuovo numero di “Objection!” La rubrica per parlare dei videogiochi e dei generi videoludici che più fanno discutere.

The Last of Us 2 tra cani, omosessualità, e politiche interne

Non ho visto gli spoiler su The Last of Us Parte II né intendo vederli, come sicuramente non avrebbero voluto vederli molti altri redattori del campo videoludico. Difficile, con questa premessa, giudicare la reazione di chi è venuto a conoscenza di tali elementi, perciò partiamo dalle critiche note.

La prima critica è rivolta al noto bacio tra Ellie e Dina mostrato nel trailer dell’E3 2018. Oltre al fatto che l’omosessualità di Ellie fosse nota già dal DLC The Last of Us: Left Behind, sarebbe scontato dire che le critiche all’omosessualità andrebbero considerate assurde, ma il problema è che queste critiche sembrerebbero essere nate anche all’interno del team di sviluppo. Difatti, si vocifera che tra gli sviluppatori di Naughty Dog sia presente un’ala politicamente conservatrice non pienamente soddisfatta di una trama che tratta in maniera importante argomenti LGBTQ+.

Rimarrebbe comunque un fatto assurdo: una software house contraria allo sviluppo di un videogioco in quanto contraria ai temi trattati? Dovremmo dedurre che gli sviluppatori di Naughty Dog sono invece favorevoli a macchiarsi dei peggiori crimini pur di sopravvivere? Perché è questo ciò che avviene nel mondo post apocalittico di The Last of Us, a volte anche da parte dei protagonisti.

Per fare un esempio, se il cristianesimo insegna che Dio sacrificò il suo figlio prediletto per salvare l’umanità, in The Last of Us si ragiona in maniera opposta (chi ha giocato The Last of Us capirà cosa intendo dire).

the last of us 2
Fonte immagine: screenshot pagina YouTube ufficiale di PlayStation

A proposito di crimini, un’altra delle critiche mosse a The Last of Us Parte II è la presenza di cani tra le fila nemiche: i giocatori non vorrebbero essere costretti a dover uccidere animali.

Capisco il giusto rispetto per gli animali, ma oltre al fatto che l’assassinio di questi è da sempre presente in moltissimi videogiochi, davvero crea disturbo uccidere dei cani in un videogioco che vi spinge tranquillamente a uccidere esseri umani, anche innocenti o non considerabili del tutto malvagi (anche loro lottano per sopravvivere), anche uccidendo in maniera brutale? Per non parlare delle vere vittime innocenti in The Last of Us: gli infetti, quelli che nessuno considera semplicemente perché divenuti mostruosi, ma non è stata colpa loro.

The Last of Us è un videogioco d’autore

Se risulta impossibile giudicare le reazioni di alcuni fan senza incappare negli spoiler, rimane possibile, invece, giudicare le loro richieste assurde. Riscrivere The Last of Us Parte II perché non piace a chi ha visto gli spoiler? Qualcuno ha chiaramente dimenticato che questo è un videogioco d’autore, ed è grazie a titoli come The Last of Us che il medium videoludico si è spinto sempre più verso la maturità, cosa che invece dovrebbero fare di più i fruitori di questo medium, altrimenti non dovrebbero lamentarsi quando vengono prodotti videogiochi che puntano prevalentemente a vendere.

Ovviamente anche i videogiochi d’autore devono vendere, ma ciò non significa che il compratore debba avere potere decisionale sul prodotto. Nel caso del videogioco d’autore, lo sviluppatore propone la sua opera esprimendo la propria creatività: senza i soldi degli acquirenti The Last of Us non avrebbe avuto successo, ma senza Naughty Dog i giocatori non avrebbero mai avuto The Last of Us; d’altro canto, a Naughty Dog sarebbe bastato continuare a sviluppare degnamente la saga di Uncharted per far felici i fan, e invece si tratta di una software house che ha sviluppato killer application diverse per ogni generazione di PlayStation.

Diverso il concetto di Game as Service, dove bisogna spingere l’utenza a continuare a giocare a un determinato videogioco, soprattutto al giorno d’oggi con i giocatori streamer, ma se l’opera d’autore non vende, nella maggior parte dei casi si va avanti: ci riesce, ad esempio, Remedy Entertainment che va avanti da oltre vent’anni con budget limitato, figuratevi se possa essere un problema per Naughty Dog. Probabilmente la risposta giusta l’ha data lo stesso Neil Druckmann: se proprio non vi piace, potete anche non comprare The Last of Us Parte II.

Se avessi ascoltato i miei clienti, avrei dato loro un cavallo più veloce.

Henry Ford

Con questa citazione che mi sembrava adatta al contesto, vi do appuntamento al prossimo numero di “Objection!” Il mese prossimo? O forse anche prima? Chissà, il format si è già modificato dal numero di settembre, potrebbe farlo ancora in futuro… nel frattempo, vi lascio il link dei numeri precedenti:

N°1: Objection! Discutiamo di Open World

N°2: Objection! Un open world fatto bene – Horizon Zero Dawn

N°3: Objection! Un open world fatto male – Final Fantasy XV

N°4: Objection! Speciale Days Gone

N°5: Objection! Un open world per chi non ama il genere – Marvel’s Spider-Man

N°6: Objection! Gli open world del futuro

N°7: Objection! Final Fantasy VIII non è un capolavoro

N°8: Objection! The Last Of Us è un ottimo Multiplayer

N°9: Pokédex di Galar? Non è la prima volta – “Objection!” a Pokémon Rubino e Zaffiro

N°10: Objection! – Death Stranding è il gioco dell’anno

N°11: Objection! Discutiamo di DLC

N°12: Objection! Un’ode a Sekiro e ad altri (i gamers vogliono giocare)

N°13: Objection! Final Fantasy VII è davvero il migliore della saga?

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