The Last Of Us è un ottimo Multiplayer – Objection!

The Last Of Us è un ottimo Multiplayer – Objection!

The Last of Us Part II vedrà finalmente luce il 21 febbraio 2020, ma Naughty Dog ha recentemente annunciato anche un’altra grossa novità: questo gioco, a differenza del primo capitolo, non avrà una modalità multiplayer.

Una scelta condivisa dalla maggior parte dei fans, perché The Last of Us eccelle per il suo single player, per la sua storia. La modalità multiplayer non c’entra niente, il multiplayer al giorno d’oggi è il male assoluto (insieme ai DLC), ecc.

Non condivido niente di tutto ciò, soprattutto il pensiero negativo verso il multiplayer e i DLC. Un pensiero che meriterebbe un articolo a parte, ma è di The Last of Us che andremo a parlare in questo nuovo numero di “Objection!” La rubrica in cui vengono trattati i videogiochi e i generi videoludici che più fanno discutere.

Questo perché, in realtà, la modalità Fazioni di The Last of Us, esattamente come le modalità multiplayer nella serie Uncharted, sempre sviluppata da Naughty Dog, è una delle migliori modalità multigiocatore, ed è un vero peccato che, almeno per il momento, non la vedremo di nuovo.

The Last of Us – Fazioni

Niente infetti nel multiplayer di The Last of Us, ma solo le vicende degli esseri umani. Le fazioni, appunto, già conosciute nella campagna single player: scegliere i Cacciatori, predoni che vogliono semplicemente sopravvivere, o le Luci, coloro che credono di poter trovare una cura all’epidemia.

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Non c’è alcuna differenza tra una fazione e l’altra, l’obiettivo di questa modalità sarà sempre lo stesso per tutti: aumentare il numero di superstiti del proprio clan, e prendersene cura.

I superstiti sono praticamente i punti nella classifica generale dei giocatori online, il loro numero può aumentare in base ai risultati delle partite, ma attenzione: avranno bisogno anche di risorse per sopravvivere, altrimenti saranno affamati o malati.

All’inizio non sarà un problema, ma con l’aumentare del numero dei superstiti, saranno necessarie sempre più provviste, quindi prestazioni migliori nelle partite non solo per salire in classifica, ma anche per evitare di restare bloccati, in quanto la graduatoria dipende dal numero massimo di superstiti raggiunto, e ripartire da un numero di superstiti inferiore al numero massimo equivarrebbe a rallentare.

Inoltre, la modalità Fazioni si svolge in cicli da dodici settimane, nei quali ogni partita equivale ad un giorno trascorso. Se i membri del clan dovessero scendere a zero prima del termine di questo periodo, il ciclo si interrompe e si riparte dal primo giorno della prima settimana. E’ presente anche una graduatoria in base a quanti cicli si riesce a sopravvivere.

Per mantenere i superstiti è necessario ottenere almeno il numero di provviste richiesto. Le provviste possono essere raccolte in gioco dai nemici uccisi e dalle cassette dei materiali, oppure al termine di una partita, quando i pezzi ottenuti verranno trasformati in provviste.

Questi pezzi sono l’equivalente dei materiali per modificare le armi nel single player, ma in Fazioni possono essere usati per acquistare munizioni, un’arma da corpo a corpo, e gli inediti casco e armatura. Si possono ottenere compiendo diverse azioni: uccidere i nemici, curare gli alleati, ecc.

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Fazioni permette di personalizzare il personaggio giocante con una pistola, un fucile, un’arma da corpo a corpo, e tre abilità passive, esclusive della modalità multiplayer.

Equipaggiare il personaggio giocante richiede una spesa di punti equipaggiamento, per i quali ogni arma e abilità ha un costo differente. Un sistema che impedisce ovviamente di avere una build con tutti gli equipaggiamenti migliori.

Si possono creare equipaggiamenti personalizzati così come selezionare una build preimpostata. Inoltre, è possibile anche personalizzare gli abiti del proprio avatar, e sbloccare bonus monouso da attivare in una singola partita.

Una volta scesi in campo, il gameplay è lo stesso della modalità single player, con alcune differenze: la presenza di una minimappa che indica la posizione degli alleati, e la posizione delle cassette di scorte, dalle quali è possibile ottenere i materiali necessari alla creazione di oggetti.

La minimappa indica anche la posizione dei nemici, ma solo mentre sparano o stanno correndo. Ovviamente, bisogna tenere conto del fatto che il proprio personaggio giocante, può apparire sulla minimappa dei giocatori avversari per gli stessi motivi.

Un altro modo per stanare i nemici è la modalità Ascolto, il cui uso in multiplayer è però indicato da una barra grigia, vicino la barra della salute, che si consuma mentre si ascolta. Quando questa barra si azzera, bisogna aspettare il suo ripristino in automatico per poter utilizzare nuovamente il comando per ascoltare.

Un comando inedito è invece la possibilità di curare un compagno abbattuto, standogli vicino e tenendo premuto il tasto Triangolo per qualche secondo.

Un giocatore abbattuto può solo muoversi carponi per un breve tempo, al termine del quale morirà e dovrà attendere per tornare in partita; a meno che non venga curato da un compagno, o ucciso da un avversario, il quale può anche eseguire un’esecuzione speciale e ottenere qualche pezzo in più come premio.

Un giocatore morto può, durante la breve attesa per tornare in partita, usufruire del negozio o selezionare un nuovo set di equipaggiamento, oppure seguire la partita tramite la telecamera fissa o quella di un compagno.

Il negozio è accessibile anche quando si è in gioco; da qui si possono acquistare anche gli inediti casco e armatura, che riducono il danno finché non vengono staccati.

Le partite online si dividono in tre modalità: Caccia ai rifornimenti, Sopravvissuti, e Interrogatorio.

Caccia ai rifornimenti è un “deathmatch” quattro contro quattro, con un determinato numero di ondate per ogni squadra: ogni volta che un giocatore muore e torna in gioco, questo numero cala, fino a raggiungere lo zero e arrivare all’ultimo sangue, dove la partita terminerà nel momento in cui gli ultimi quattro giocatori della squadra saranno morti.

Sopravvissuti è un quattro contro quattro senza possibilità di respawn: la prima squadra che perde tutti i suoi membri, ha perso la partita. Questo tipo di match è diviso in più round.

Interrogatorio è sicuramente la modalità dalle partite più longeve: sotto la minimappa sono presenti due barre per ogni squadra divise in più parti; bisogna riempire la propria barra per rivelare la posizione della cassaforte nemica da scassinare.

Per riempire la propria barra è necessario interrogare gli avversari, ovvero abbattere un nemico, per poi avvicinarsi a lui e utilizzare il comando “interroga”: l’equivalente del comando per l’esecuzione speciale, che va portato a termine senza interruzioni per far si che l’interrogatorio venga conteggiato.

Una volta rivelata la posizione della cassaforte nemica, bisogna raggiungerla per poi scassinarla pian piano, riempiendo un cerchio diviso in tre “checkpoint”. Attenzione però: se il nemico dovesse a sua volta riempire la propria barra dell’interrogatorio, bisogna anche difendere la propria cassaforte.

Ogni modalità ha anche un timer, al termine del quale vincerà la fazione in vantaggio.

Infine, durante le dodici settimane possono avvenire alcuni eventi speciali, come le malattie o gli attacchi dei predoni. Si tratta di eventi che possono penalizzare il clan, ma anche offrire premi se vengono soddisfatte determinate condizioni durante il loro svolgimento.

Fazioni è una modalità multiplayer dalla quale escono spesso fuori partite molto combattute e divertenti.

E’ un multiplayer tattico, da gioco di squadra, in quanto i giocatori, esattamente come Joel nella modalità single player, sono abbastanza lenti, piuttosto fragili, e un po’ inesperti con la mira.

Persino un’azione banale potrebbe essere utile: correre per apparire sulla minimappa nemica e attrarre così gli avversari; usare il fumogeno durante una sparatoria per poi sorprendere il nemico con il corpo a corpo; camminare carponi quando si è abbattuti, in modo da attirare il nemico e dare il tempo ai compagni di arrivare in aiuto.

Una modalità che offre diverse possibilità di approccio, con alcune armi semplici ed efficaci, e altre più difficili da usare (ad esempio, l’arco) che però premiano di più una volta che si ha dimestichezza con loro.

Un difetto di questo multiplayer sono, purtroppo, le microtransazioni. Mi riferisco in particolare ad alcune armi a pagamento. La modalità Fazioni non è assolutamente un “pay-to-win”, non ci sono sbilanciamenti in particolare, ma non è neanche una bella cosa il fatto che bisogna pagare per usare alcune delle armi più interessanti.

The Last of Us non è solo Joel ed Ellie

Una delle critiche mosse alla modalità Fazioni, è che non ha niente a che fare con la storia di The Last of Us. Questo sarebbe vero se la campagna single player trattasse solo le vicende di Joel ed Ellie, ma non è proprio così che stanno le cose.

La storia di The Last of Us è anche e soprattutto il male che affligge i due protagonisti: un male causato dal mondo che li circonda.

In The Last of Us, il mondo fu colpito nel 2013 da un’epidemia di cordyceps: un fungo realmente esistente in natura, che colpisce solo le piante e gli insetti. Naughty Dog ha proposto una situazione in cui anche gli umani vengono colpiti dal cordyceps, e il risultato è l’apocalisse.

Gli infetti impazziscono, diventano estremamente aggressivi e contagiosi: basta un semplice morso e si diventa uno di loro nel giro di poche ore.

Di conseguenza, il mondo è in rovina, il progresso si è fermato per vent’anni, ed è tipico dell’uomo tirare fuori il peggio di sé in questi casi.

È questa la parte della storia da cui è tratta la modalità multiplayer di The Last of Us, chiamata appunto “Fazioni”, come le fazioni in cui sono divisi gli uomini nel mondo di gioco, ognuna con i propri ideali ed i propri metodi, accomunate solo dal voler sopravvivere e dall’incredibile impossibilità di collaborare fra loro.

La modalità Fazioni porta il giocatore più o meno nell’ordinario comune del mondo di The Last of Us, dove gli esseri umani cercano materiali utili per sopravvivere e combattono tra di loro per il controllo del territorio.

The Last of Us, oltre ad avere una trama di alto livello, offre anche un ottimo gameplay, del quale la modalità Fazioni riporta gran parte delle caratteristiche, sebbene manchino alcuni interessanti elementi survivor presenti nel single player, come le sessioni di combattimento contro gli infetti.

Si può dire che il multiplayer di The Last of Us si concentri maggiormente sulla componente sparatutto, permettendo al giocatore di affrontare continuamente le sezioni shooter con tutte le armi del gioco a disposizione, pur mantenendo gli elementi necessari a ricordare in che mondo ci troviamo (raccolta dei materiali, creazioni di armi e oggetti, fragilità, tempo di recupero con i kit medici, ecc.)

Modalità Fazioni – Un futuro migliore?

Naughty Dog ha affermato che la campagna single player di The Last of Us Part II è, ovviamente, il progetto più ambizioso che abbiano mai intrapreso, ma allo stesso tempo è cresciuta anche l’ambizione per il multiplayer di questo gioco.

La scelta di non inserire il multiplayer in questo secondo capitolo non è dovuta, a detta degli sviluppatori, al voler concentrare tutti gli sforzi sul single player (dopotutto, la modalità Fazioni non ha impedito a The Last of Us di essere un capolavoro), bensì al trovare limitante una semplice modalità di gioco per il multigiocatore che hanno in mente.

Infine, è stato promesso che rivedremo la modalità Fazioni in futuro, e questo fa inevitabilmente pensare a un’espansione stand-alone di The Last of Us Part II, o a un videogioco a parte. Personalmente, mi aspetto qualcosa a riguardo in esclusiva su PS5, per una semplice questione di server.

Il gioco multiplayer può benissimo non piacere, ma non è obbligatoriamente un brutto gioco o una brutta modalità, tantomeno qualcosa di dannoso.

Se Naughty Dog, sinonimo di garanzia da quasi un quarto di secolo, dovesse davvero annunciare un videogioco esclusivamente multiplayer, reagireste come fa un clicker quando sente un rumore?

Vi lascio come sempre con i link dei numeri precedenti di “Objection!” e vi do appuntamento al mese prossimo: vi anticipo dicendo che smonterò di nuovo un gran gioco del passato.

N°1: Objection! Discutiamo di Open World

N°2: Objection! Un open world fatto bene – Horizon Zero Dawn

N°3: Objection! Un open world fatto male – Final Fantasy XV

N°4: Objection! Speciale Days Gone

N°5: Objection! Un open world per chi non ama il genere – Marvel’s Spider-Man

N°6: Objection! Gli open world del futuro

N°7: Objection! Final Fantasy VIII non è un capolavoro

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