Un’ode a Sekiro e ad altri (i gamers vogliono giocare) – Objection!

Un’ode a Sekiro e ad altri (i gamers vogliono giocare) – Objection!

Bentornati a “Objection!” La rubrica per parlare dei videogiochi e dei generi videoludici che più fanno discutere.

Sono passati tre mesi da The Game Awards 2019, ma le discussioni sui premi per i videogiochi dell’anno passato proseguono. Nell’ultimo numero della rubrica nel 2019, ho spiegato perché avrei premiato Death Stranding come gioco dell’anno, ma rimane il fatto che tale premio sia andato a Sekiro: Shadows Die Twice.

Sembrerà paradossale, ma in questo numero vorrei spiegare invece il motivo per cui Sekiro merita il premio di gioco dell’anno 2019, ed è un motivo, in fondo, abbastanza scontato: si parla tanto di trama, di originalità, ma la verità è che i gamers vogliono giocare.

Sekiro – L’evoluzione sottovaluta dei “Souls”

Il paradosso nei giudizi su Sekiro, sta nel fatto che tutti lo apprezzano molto, non vedono dei difetti significativi, ma nessuno sembrerebbe volerlo elogiare più di tanto.

Sarà per l’ambientazione nell’era Sengoku (che non attira come, ad esempio, il dark fantasy medievale), oppure per l’essere puramente un action (alcuni preferiscono la saga di Dark Souls a Bloodborne per via della maggior componente GDR), o ancora, perché non ha avuto lo stesso impatto di Dark Souls nel mondo videoludico.

E’ vero che Demon’s Souls e Dark Souls hanno influenzato i videogiochi nel decennio trascorso al punto tale da cambiarli, ma ciò non significa che non possano essere superati: Dark Souls è un capolavoro, ma della sua epoca, in quanto il suo stile è stato evoluto da alcuni giochi pubblicati negli anni successivi, come Bloodborne (lui si, capolavoro assoluto), ma anche Dark Souls III per larghi tratti, oppure lo stesso Sekiro, che è un’ulteriore evoluzione dello stile di Hidetaka Miyazaki.

Ad esempio, nonostante un gameplay esclusivamente action, Sekiro migliora la possibilità presente nel primo Dark Souls di poter scegliere quale strada intraprendere per prima, in quanto l’assenza di una componente GDR rimuove qualsiasi sbilanciamento nella difficoltà.

Un altro esempio apprezzabile è la trama: raccontata stavolta in maniera classica, che non disdegna qualche elemento di narrazione tramite lore, e che va soprattutto a riprendere lo stile della scoperta in Bloodborne, dove l’incipit è solo la punta dell’iceberg che il protagonista andrà pian piano a svelare.

Come inserire in Sekiro questo stile narrativo di Bloodborne? Tramite alcune boss fight che, per la difficoltà e per gli eventi raccontati, sono impostate a sembrare quasi uno scontro con un boss finale, andando poi a rivelare invece un mondo che si espande ogni volta, sia nelle aree di gioco che nei concetti trattati dalla trama.

sekiro

Sekiro non è privo di difetti, ma non ne ha di così evidenti. Si può giusto puntare il dito contro L’IA nemica nelle fasi stealth, ma in questa generazione non c’è un solo videogioco che non lasci a desiderare con l’IA, e non sarà di certo FromSoftware a renderla più realistica.

Forse a questo gioco è mancato una sorta di fascino estetico, quasi fosse scontato che Miyazaki creasse un’altra grande opera, ma con il passare degli anni, e una conseguente osservazione più oggettiva, probabilmente ci si ricorderà di Sekiro per il suo valore effettivo.

Completismo

Sekiro riesce ad eccellere senza inventare nulla, e questo non deve essere obbligatoriamente penalizzante: “originale” non sempre è sinonimo di “migliore”. Death Stranding è un videogioco decisamente innovativo, e anch’esso potrebbe mostrare il suo reale valore in futuro, influenzando altri videogiochi con il suo nuovo stile, ma ora come ora ha i suoi motivi per far discutere.

Questo concetto sull’originalità entra in favore anche per altri titoli, come l’ormai diffuso (restando anche in tema con Death Stranding) genere open world.

Seguire, ad esempio, la narrazione di The Witcher 3 è bellissimo, così come perdersi nel realismo di Red Dead Redemption II, o nell’esplorazione libera di The Legend of Zelda: Breath of the Wild, ma i giocatori amano anche il completismo, seppur meno rispetto agli anni 2000.

Dunque, un giocatore potrebbe, ad esempio, apprezzare di più Assassin’s Creed: Odissey, per la possibilità di personalizzare come meglio crede il/la protagonista, per le numerose attività da svolgere. Oppure preferire Days Gone a The Last of Us: il capolavoro di Naughty Dog non è un open world, quindi è meno dispersivo, ha una trama più potente ed è migliore nella componente survivor, ma un giocatore potrebbe voler impersonare una sorta di eroe improvvisato e cercare di ripulire il mondo dagli uomini malvagi e dall’apocalisse zombie, piuttosto che limitarsi a sopravvivere.

assassin's creed

I gamers possono amare il completismo perché, appunto, vogliono giocare. Dopotutto, cambiare gli equilibri nella guerra del Peloponneso, sconfiggere pian piano una setta che controlla il mondo greco, diventare un mercenario sempre più forte, fare il possibile per migliorare un mondo post apocalittico, ecc. Non si sta agendo comunque sul mondo di gioco?

Certamente i videogiochi vanno sempre realizzati con criterio, ma la motivazione del “si fanno sempre le stesse cose” non regge molto: anche i videogiochi più brevi prevedono determinate attività da svolgere nel gameplay, quelli più ampi sono per chi invece vuole dedicare più tempo a queste attività.

Io vi lascio come al solito con i link ai precedenti numeri di “Objection!” e vi do appuntamento al mese prossimo.

 

N°1: Objection! Discutiamo di Open World

N°2: Objection! Un open world fatto bene – Horizon Zero Dawn

N°3: Objection! Un open world fatto male – Final Fantasy XV

N°4: Objection! Speciale Days Gone

N°5: Objection! Un open world per chi non ama il genere – Marvel’s Spider-Man

N°6: Objection! Gli open world del futuro

N°7: Objection! Final Fantasy VIII non è un capolavoro

N°8: Objection! The Last Of Us è un ottimo Multiplayer

N°9: Pokédex di Galar? Non è la prima volta – “Objection!” a Pokémon Rubino e Zaffiro

N°10: Objection! – Death Stranding è il gioco dell’anno

N°11: Objection! Discutiamo di DLC

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