Intervista a Daniela Volpari: “Il lavoro dell’illustratore è come quello dell’astronauta”

Intervista a Daniela Volpari: “Il lavoro dell’illustratore è come quello dell’astronauta”

Daniela Volpari disegna da quando ha cinque anni, ha frequentato la Scuola Internazionale di Comics e da diverso tempo lavora come illustratrice nel mondo della letteratura per l’infanzia. Gira in lungo e in largo l’Italia per insegnare i trucchi del mestiere ed è seguita da una schiera di fan molto affezionati. Noi abbiamo scoperto le sue illustrazioni per caso, vagando in rete, ed è stato amore a prima vista. Da quel momento non l’abbiamo più “mollata”.

Daniela, spiegaci come realizzi le tue illustrazioni. Che tecnica usi? Con quali programmi lavori?

Comincio con uno schizzo iniziale che rifinisco nei dettagli il più possibile. Poi ricalco questo definitivo sul foglio buono e dipingo tutto con i colori a tempera.
Prima di cominciare a dipingere però spesso faccio delle prove colore con Photoshop, per velocizzarmi e avere le idee chiare.
Tendenzialmente non ritocco mai in digitale il disegno originale, a meno che non sia strettamente necessario.

Quando sei nella fase di ideazione di un personaggio o di un’ambientazione cosa fai per trovare “ispirazione”? Alcuni tuoi colleghi si lasciano trasportare più dalla mano e dall’istinto, altri invece fanno un grande lavoro di ricerca iconografica. Tu a quale delle due scuole appartieni?

Assolutamente tanta ricerca. Sono convinta che per essere veramente creativi bisogna conoscere il più possibile, altrimenti è difficile creare qualcosa di veramente innovativo.
Per forza di cose si tenderà ad essere banali, ad affidarci a ciò che conosciamo; e ciò che conosciamo non è mai abbastanza.

Finora hai collaborato prevalentemente con editori stranieri, soprattutto francesi, e meno con case editrici italiane. Come mai?

Per due motivi: uno puramente economico e l’altro perché all’estero ho avuto semplicemente più consensi per il mio stile.

Immagino che tu riceva molte proposte di collaborazione da parte degli editori. Come scegli i libri da illustrare? Cosa deve avere una storia per colpirti?

Tendenzialmente mi faccio convincere da quasi tutto 😀
Alcune volte rifiuto delle storie solo perchè non ho proprio il tempo di illustrarle, e il momento si perde. Oppure se contengono delle morali troppo impegnative ancora adesso non riesco ad affrontarle. Credo di avere un segno grafico che debba accompagnare una storia divertente, malinconica ma non troppo, sognante, leggera.
Spesso per colpirmi una storia mi basta che sia così.

Da un po’ di tempo giri parecchio l’Italia per tenere corsi di illustrazione (come quello che hai organizzato insieme a noi di 2duerighe lo scorso anno). Sembrerebbe che ultimamente ci sia un interesse crescente per questo settore. Sei d’accordo? Se sì, come te lo spieghi?

workshop daniela volpari 2duerigheSono d’accordissimo, sembra davvero un mestiere di moda 😀
Credo che il motivo sia semplice: fare l’illustratore è stupendo, e mi sento privilegiata per questo. Fino a poco tempo fa non si conosceva bene il campo, sembrava quasi un’utopia poterlo fare, un po’ come pensare di fare l’astronauta. Eppure ecco qua professionisti che lo fanno sul serio, che vengono nella tua città e ti spiegano come farlo. E poi c’è internet e puoi conoscerne a migliaia. Puoi proporre il tuo portfolio per posta e lavorare da casa. Chi non vorrebbe farlo?
In più aggiungiamo tutti quegli studenti che escono dai licei artistici senza studiare nulla in questo settore (parlo di illustrazione ma anche fumetto o animazione) è chiaro che la curiosità è tanta.

Il tuo stile “surreale” dalle atmosfere retro e romantiche è molto riconoscibile e ampiamente apprezzato. Hai un pubblico molto affezionato che ti segue, soprattutto sui social. Secondo te qual è la chiave del tuo successo? Cos’è che riesce a catturare un pubblico anche molto vario e trasversale?

Non ne ho idea 😀
Mi limito ad illustrare le cose a mio gusto, attingendo da ciò che mi piace. Principalmente lo faccio per me, sono contenta di avere dei buoni gusti 😀

Le atmosfere sognanti dei tuoi disegni sono perfette per illustrare i libri per bambini e infatti finora ti sei concentrata soprattutto sulla letteratura per l’infanzia. Hai mai pensato di realizzare qualcosa per un pubblico più adulto e cimentarti con altri generi, ad esempio quello del fumetto?

Mi piacerebbe molto tentare altre cose, il fumetto mi attira tantissimo ma allo stesso modo al momento ho troppo paura di buttarmi alla cieca.
Ho bisogno di sentirmi al sicuro con un minimo di studio su cosa sto affrontando e purtroppo di tempo non ce n’è mai. In più ogni volta ho paura di non sentirmi adeguata per il ruolo, e allora torno sempre al mio porto sicuro: al libro illustrato. Ma in futuro chissà, vedremo.

C’è un libro che ti piacerebbe particolarmente illustrare?

Mi piacerebbe molto illustrare La Storia Infinita

Consigliaci tre libri illustrati da leggere.

Domani inventerò: illustrato da Valeria Docampo e scritto da Agnès de Lestrade
L’approdo: di Shaun Tan (a metà tra fumetto e illustrazione)
Cane Nero: di Levi Pinfold

Indicaci tre illustratori italiani che apprezzi particolarmente e che dovremmo tenere d’occhio.

Elisa Ferro, Noemi Gambini, Laura Iorio.

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