SalTo Extra: Alessandro Baricco e l’audacia del Gioco

SalTo Extra: Alessandro Baricco e l’audacia del Gioco

Ad intervenire nella serata conclusiva di questa eccezionale ma sentita edizione Extra del Salone Internazionale del Libro, insieme ad altri nomi della letteratura contemporanea e della musica, c’è stato anche Alessandro Baricco. Il fulcro del talk condotto da Nicola Lagioia si è concentrato sull’ultimo saggio dello scrittore: The Game, edito Einaudi e pubblicato nel 2018.

Negli attuali tempi inaspettati e bui che abbiamo vissuto e stiamo tuttora vivendo, pur senza sapere le regole del gioco, ciò su cui vuole porre l’accento il saggio dello scrittore torinese parte proprio da questo presupposto: non siamo e non saremo mai capaci di prevedere le nostre effettive capacità mentali o fisiche che siano, ma in vista di un futuro che avanza minaccioso (sia in senso lato che letterale), noi giochiamo. Partecipiamo.

L’audacia di partecipare va di pari passo alla prudenza di questi giorni bui. È, infatti, un articolo pubblicato dallo scrittore su Medium, a guidare la riflessione sull’importanza di applicare queste due regole -audacia e prudenza- non solo di questi tempi, ma sempre. Con tutte le cose della vita.

Dice Baricco: «Audacia non è solo coraggio […] c’è dentro un tratto di brillantezza», quella che ci porta consapevolmente o inconsapevolmente ad essere dei visionari che rischiano, ma con intelligenza.

Salone del Libro Baricco
Credit: Michele D’Ottavio

Questi lunghi mesi di quarantena ci hanno resi giocatori e testimoni di una partita a scacchi dall’aspetto “analogico” ambientata in un mondo digitale, come la definisce lo scrittore: paradosso tra due mondi che ha visto i vecchi e i nuovi sistemi generazionali giocare sotto un’infinita mole di pressione che spesso è stata un incentivo positivo non trascurabile. Ma non sono state le vecchie generazioni a riconoscere per primi il pericolo di questo virus, sono state le nuove, ricorda Baricco. Infatti, in un sistema sociale e scientifico ancora prettamente novecentesco, ai loro allarmi non è stato dato il giusto credito.

«I giovani oggi, quelli nati dentro il Game, sono capaci di guardare il mondo con il desiderio invece della paura».

Il fulcro intorno a The Game sono i cambiamenti digitali che hanno portato all’avvento di un’era che progressivamente, un decennio dopo l’altro, ha soppiantato l’idea del mondo che avevamo prima. Un po’ come farà questo virus. Idee nuove di lentezza, velocità e automaticamente di vicinanza e di distanza.

Abbiamo inventato Internet (la mente di Dio), auspicando il suo sviluppo fino a farlo diventare parte integrante della nostra vita, ma non saremo mai capaci di calcolare ciò che avverrà nel prossimo secondo. Infatti, in una sorta di cronaca dettagliata che ha il suo inizio negli anni Ottanta del secolo scorso, in The Game Baricco ripercorre di pari passo i tentativi, gli errori e i successi di tutta una creazione digitale che si è evoluta fino a somigliarci. O a somigliare alla nostra idea di perfezione. Una crescita simbiotica che ha portato l’uomo a rinnovarsi senza limiti, fino al giorno d’oggi.

Giorni infatti, quelli attuali, in cui ci siamo accorti che prima di tutto questo non avevamo capito fino in fondo il vero senso dell’interconnessione, realizzando quanto sia stato fin troppo frivolo il nostro approccio alla tecnologia, mentre sperimentavamo annichiliti una pandemia che nessuno aveva considerato.

Il web, i social, le app, gli smartphone, i computer, decenni dopo la loro introduzione nell’idea generale del mondo sono diventati a tutti gli effetti strumenti indispensabili per tenerci vicini, informarci, studiare, lavorare, condividere, creare contenuti. Sperimentare virtualmente ciò che prima di questo 2020 si riteneva superfluo, rilegato a una sfera astratta che mai prima d’oggi abbiamo sentito così concreta. Gesti vecchi ma nuovi, più considerevoli, anche più grati quando avvicinano.

Abbiamo iniziato ad usare il web raggiungendo consapevolmente, forse per la prima volta, il senso primo della sua creazione. È stato senz’altro appropriato chiudere questi quattro giorni di talk e incontri virtuali, in attesa di tempi migliori, re-introducendo i temi affrontati in The Game di Alessandro Baricco.Questa volta non solo più Torino come base di raccolta, ma anche le nostre case sparse in tanti punti distanti, eppure, più che mai interconnessi.

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