Constance – La difficoltà di sfidare se stessi
Constance di Blue Backpack (lo stesso studio dietro a The Berlin Apartment di cui potete leggere l’approfondimento del nostro Ciro), è un metroidvania dal forte impatto artistico ma che racchiude nella sua breve storia tematiche forti e impattanti, raccontate anche attraverso i dettagli che farciscono il mondo di gioco e il viaggio della sua protagonista.
Un titolo nato dall’esigenza del team di raccontare un periodo di crisi creativa, ma che si troverà ben presto a raccontare anche diversi stati d’animo che accompagnano tutti noi durante questi momenti bui.
Lasciamo quindi da parte lo stile avventuroso e combattivo del metroidvania che ha conquistato i cuori degli amanti del genere in questi ultimi mesi, Hollow Knight: Silksong, e tuffiamoci nel viola acceso di Constance.
Constance – Un labirinto di dettagli
Come lascia intuire l’immagine di copertina del titolo stesso, Constance racconta il viaggio di una pittrice che, armata del suo fidato strumento di creazione, dovrà affrontare diverse sfide per riuscire a salire su di un treno bloccato da misteriosi filamenti dorati.
Come da tradizione del genere il viaggio di Constance partirà in maniera tranquilla per poi evolvere la propria difficoltà man mano che gli scenari si susseguiranno. Le quattro macro aree in cui si suddivide la mappa di gioco sono tematiche e particolareggiate, tutte con elementi artistici ben specifici e che lasceranno diversi indizi ad un occhio attento sul focus della narrazione.
Constance dovrà affrontare elementi di vita quotidiana, come lampade da scrivania ad esempio, e dovrà impegnarsi costantemente per riuscire a superare gli ostacoli apparentemente insormontabili che le si porranno davanti. Questo si traduce, in termini di gameplay, in un costante mix di esplorazione e platforming dove bisognerà dosare ogni piccola goccia dell’inchiostro della protagonista per riuscire a superare le sfide senza incorrere nel deterioramento (una meccaniche che permette di spingersi oltre le capacità consumando vita anziché inchiostro).
Come in ogni metroidvania, maggiore attenzione corrisponde a maggiore ricompensa, sono molte infatti le aree nascoste o i premi importanti posizionati dove sessioni particolarmente difficili di platforming o dietro a muri all’apparenza indistruttibili. E per venire in soccorso del giocatore a Constance verrà donata una macchina fotografica e qualche istantanea per poter selezionare i luoghi importanti e poterli rivedere direttamente dalla mappa.
Le abilità di Constance verranno sbloccate man mano che si verrà in contatto con una tela vuota e si potranno disegnare su una sorta di taccuino nell’inventario di gioco.

Burnout, insicurezza e famiglia
Il lato sicuramente più affascinante di Constance appare dopo aver sconfitto il primo vero nemico della narrazione. Ogni boss importante infatti sarà anticipato da diverse linee di dialogo che suggeriranno al giocatore qual è lo stato d’animo della protagonista. Tuttavia è proprio dopo aver affrontato e sconfitto il nemico che il gioco si prende una pausa, facendoci vedere scorci di vita della protagonista attraverso dei minigiochi.
I temi sono impegnativi e, come detto in apertura di questo articolo, forse è proprio grazie a l’interattività data dall’essere un videogioco che risultano essere così impattanti e così chiari.
Il senso di burnout, così come il senso di inesattezza e il non apprezzare il proprio lavoro ad esempio, sapranno essere duri e chiari anche senza grosse spiegazioni o grossi giri di parole. Quel malessere talvolta indescrivibile sembrerà prendere forma in quei piccoli intermezzi composti da mini giochi, talmente ben fatti che rimarranno sicuramente impressi nella mente del giocatore anche dopo aver portato a termine l’intera opera.
Spesso ci si domanda come facciano i videogiochi a trasmettere questo tipo di emozioni ma nel caso di Constance il dubbio non verrà. Le situazioni saranno tanto semplici e comuni che sarà inevitabile ripensare a qualche piccolo momento della nostra vita, riflettendo su quanto facile trovarsi in quelle situazioni senza accorgersene.

Conclusioni
Constance è un metroidvania molto semplice ma che allo stesso tempo è capace di trasmettere molto. Si sposa perfettamente con la frenesia della vita moderna, regalando un’esperienza non eccessivamente lunga e che non richiede nemmeno di essere completata in ogni sua sfaccettatura per poterne godere appieno.
Nella mia partita, ad esempio, ho finito la storia principale in meno di una decina di ore per poi spingermi a provare diverse sfide secondarie e zone di platforming che avevo lasciato indietro. Ovviamente la durata è puramente soggettiva, così come la difficoltà generale dell’opera, ma penso di poterla definire alla portata di tutti (salvo per alcune parti volutamente più difficili ma opzionali).
Se devo forzatamente fare una critica al titolo, questa ricade sicuramente nel poco coinvolgimento dell’esplorazione “secondaria”. Ho di fatto finito il gioco senza sentire il bisogno o la necessità di migliorare le mie abilità o di aumentare la mia vita, ma anche questo ritengo sia un “problema” soggettivo e derivante dall’abilità di ognuno.
Ci tengo però a suggerirvi di dare un’occhiata a questo piccolo gioco, perchè sono sicuro che sarà in grado di regalarvi diverse ore di intrattenimento e, soprattutto, di lasciarvi pensare e riflettere a lungo, anche diverse ore dopo i titoli di coda.





