Ys X: Proud Nordics – La magia del classico

Queste ultime settimane le ho passate solcando i mari di Ys X: Proud Nordics, l’edizione definitiva dell’ultimo capitolo della saga di YS sviluppata da Nihon Falcom e PH3 GmbH ed edita da NIS America giocandolo sulla nuova Nintendo Switch 2.
Ho vissuto l’avventura di Adol e Karja per la prima volta in questa nuova edizione che comprende anche tutti i dlc usciti per questo capitolo e devo ammettere di essermi goduto appieno questa narrazione nella sua versione portatile.
Tuttavia più giocavo il titolo e più nasceva in me una domanda: qual è la vera forza di queste produzioni? Cos’è che mi tiene attaccato alla storia di questi due personaggi in una produzione che strizza fortissimo l’occhio alle vecchie glorie del passato degli jrpg senza stravolgere pressoché niente?
Ys X: Proud Nordics – Una vita in mare
La storia di Ys X: Proud Nordics racconta il viaggio di Adol e Karja tra le isole del golfo di Obelia. Due giovani ragazzi sconosciuti che, dopo qualche scaramuccia iniziale, si ritrovano legati da un vincolo magico e di conseguenza costretti a dover combattere fianco a fianco contro le minacce che invaderanno la cittadina di Carnac e le altre isole vicine.
Un viaggio metaforico nella vita dei due giovani e di tutti i personaggi comprimari che arricchiranno man mano la vita della nave, ma anche fisico alla scoperta delle varie isole che formano il golfo, tra misteri da svelare e sfide marittime con altre navi. Una narrazione costante che, sia in termini di racconto che in termini di gameplay sembra volersi snocciolare con calma, un pezzettino alla volta, lasciando sempre quell’ombra di mistero ad avvolgere gli avvenimenti.
Una scelta narrativa che spezza inevitabilmente il ritmo della narrazione che segna una netta distinzione tra i momenti di racconto e i vari mini dungeon che compongono l’azione del titolo: tra i primi dove pare esserci una calma apparente tra i personaggi in quanto sembra quasi che la minaccia non esista, e i secondi dove si andranno ad affrontare le forze nemiche con conseguente tensione narrativa.
Una scelta strana e particolare che, complice la moltitudine di attività possibili durante la navigazione, rende il ritmo di gioco davvero altalenante e molto nelle mani del giocatore.

Mare, vascelli, battaglie
Se il ritmo e i toni della narrazione di Ys X: Proud Nordics cambiano a seconda di come si vuole affrontare la storia, lo stesso vale per il suo gameplay, il quale è nettamente diviso in due tra la vita a bordo della nave e quella sulla terraferma.
Il gameplay di Ys X: Proud Nordics si potrebbe definire principalmente come un action con elementi da gioco di ruolo. Il giocatore dovrà destreggiarsi tra parate e schivate dei colpi e concatenare al meglio le abilità dei due protagonisti per avere la meglio sui nemici. Inoltre i due avranno a disposizione attacchi e abilità combinati da sfruttare per infliggere danni ancora maggiori e la possibilità di cambiare, anche in combattimento, il personaggio in uso.
Questo, unito ad un albero delle abilità da sviluppare secondo il proprio gusto e la scelta di emblemi piuttosto che altri, porta ad un alto tasso di variabilità e personalizzazione degli scontri a terra anche se, soprattutto con i nemici più importanti e grossi, verrà premiato maggiormente il buon timing di parate e schivate, che daranno vita ad attacchi specifici per il combattimento in atto.
Inoltre cambierà molto il modo di affrontare l’esplorazione libera e i boss presenti nelle varie fasi di gioco. Da una parte si avranno molti nemici a schermo e spesso la precisione lascierà spazio ad attacchi ad ampio raggio per colpire il maggior numero di nemici a scapito di qualche colpo preso, mentre contro i boss ogni parata o schivata sarà preziosa tanto da far prediligere talvolta l’attesa di parare un attacco a qualche colpo azzardato.
Una volta saliti sulla Sandras (questo il nome della nave) la musica cambia leggermente. Si potrà potenziare la nave secondo il proprio gusto e scegliendo di potenziare prima un aspetto piuttosto che un altro ( ad esempio agendo prima sulla velocità di marcia e successivamente sulla potenza di fuoco) per poi lanciarsi in duelli marittimi con altre navi che tra palle di cannone e manovre al limite della navigazione, salvo alcuni casi specifici in cui sarà richiesto un abbordaggio in pieno stile pirata.

Musica, atmosfera e magia
Durante tutte le mie ore su Ys X: Proud Nordics ho apprezzato davvero tanto la musicalità classica e senza tempo del titolo. Quella colonna sonora rilassante che si ripete all’apertura del menù e in ogni punto delicato della narrazione mi ha fatto tornare ai vecchi Final Fantasy (giusto per citare un nome noto), e anche le colorazioni scelte non si discostano troppo da quello stile inconfondibile dei classici jrpg.
Per quanto io abbia un debole per i giochi di ruolo e, soprattutto, per quei titoli che permettono di solcare i mari all’avventura, ammetto che Ys X: Proud Nordics sembra mancare di qualcosa per uscire dalla bolla della nicchia degli amanti di questo genere.
Sarà la trama non troppo coinvolgente, sarà lo stile di combattimento intrigante ma già visto e sperimentato, sarà che i suoi protagonisti non spiccano né per carisma né per stile grafico, ma ogni aspetto di questo gioco sembra voler rimanere ancorato a quei classici senza tempo che, per quanto li si ami, non riescono ad arrivare al pubblico più generalista.
Non che questo sia un male per forza: non mi sono pesate le ore passate ad accompagnare Adol e Karja nel loro viaggio alla scoperta del golfo di Obelia e dei suoi misteri, ma più ci giocavo e più mi rendevo conto che, se avessero osato di più, forse sarebbe stato possibile uscire da quella cerchia ristretta di amanti del genere.
Ma forse, vista la vastità di scelta presente nell’attuale mercato videoludico, è proprio questa formula classica e senza tempo ad essere il grande punto di forza di produzioni come Ys X: Proud Nordics, un titolo che non ha bisogno di grosse spiegazioni ma che promette a chi lo acquista quel sapore intramontabile dei grandi classici.




