Un “Diablo futuristico”: The Ascent
Ogni volta che ci si trova davanti un videogioco d’azione con visuale isometrica, il primo pensiero va subito a Diablo. Questo è dovuto al fatto che, nel 1996, Blizzard Entertainment trovò con Diablo un sistema che unisce un gameplay action alla casualità con la quale vengono generati i livelli dei Roguelike.
Diablo diede praticamente il via a un genere, ma in un periodo dove era più semplice dare nomi propri anziché usare il termine “like” (ad esempio, i “Doom-like” divennero presto “first person shooter”) essendo il mondo videoludico meno esteso e articolato.
Al giorno d’oggi, basterebbe cambiare anche solo di una virgola le caratteristiche, per esempio, di un Souls-like e qualcuno potrebbe non considerarlo più come tale. Eppure ne esistono di videogiochi isometrici che si discostano molto da Diablo. Ad esempio, cosa si potrebbe suggerire a chi vorrebbe un “Diablo futuristico”? La risposta potrebbe essere in un videogioco recente.
Si tratta di The Ascent, sviluppato da Neon Giant come titolo cross-gen in esclusiva Microsoft, disponibile fin dal day-one anche su Xbox Game Pass.
The Ascent – Il cyberpunk, il futuro e le guerre corporative
Qualche settimana fa è stato illustrato come Diablo sia una saga dark fantasy medievale che elogia l’umanità in una guerra tra angeli e demoni*, trattando così l’essenza dell’uomo in una storia che trae ispirazione dalla religione ebraica.
In un “Diablo futuristico”, quale trama umanistica potrebbe esserci se non la distopia del cyberpunk?
Estremizzare i problemi della società attuale, trasformando l’estetica in cibernetica, esternando il classismo ai massimi livelli, e rendendo lo sfruttamento lavorativo come un vero e proprio schiavismo sotto falso nome.
Proprio quest’ultima voce riguarda la trama di The Ascent: il protagonista lavora per la megacorporazione Ascent Group, ma la sua vita viene stravolta quando, improvvisamente e incredibilmente, l’IA che gestisce questa azienda smette di funzionare.
The Ascent Group è ufficialmente caduta: impossibile da contattare, impossibile ottenere pagamenti per i suoi dipendenti, e con il rischio di creare terreno fertile per stravolgere la società dell’Arcology dov’è ambientato il gioco.
Il protagonista dovrà cavarsela tra chi vorrebbe sfruttare la situazione per cambiare finalmente le cose, chi ha paura di perdere la propria posizione, e chi vorrebbe trarre vantaggio per estendere il proprio potere.

Parlando di cyberpunk nel mondo videoludico, non può che venire a mente la celebre e travagliata opera di CD Projekt RED, e il mondo di gioco di The Ascent potrebbe creare un misto di gioia e rammarico per i fan di Cyberpunk 2077.
Questo potrebbe avvenire perché i ragazzi di Neon Giant, pur con un budget decisamente minore, tramite il gigantesco complesso urbano dell’Arcology hanno realizzato quello che sarebbe dovuto essere Night City: una vera e propria società cyberpunk.
Sicuramente è più facile creare un mondo immenso con una visuale isometrica, ma c’è da dire che gli sviluppatori hanno curato il mondo di The Ascent nei minimi dettagli. A partire dalla grafica, curatissima al punto tale da non sfigurare nemmeno giocando con visuale in prima persona tramite una mod su PC, passando per un’ambientazione dove quasi tutto è futuristico, dalla tecnologia all’estetica dei personaggi, molti dei quali sono addirittura alieni.
L’essenza del cyberpunk è in ogni dove nell’Arcology, dai centri urbani pieni di pubblicità estreme e attività di ogni genere ai bassifondi pesantemente colpiti dal degrado, il tutto in un mondo di gioco che si estende davvero sia in orizzontale che in verticale.
Ambienti più o meno popolati da civili, siano essi umani, alieni o robot. Con molti di essi è possibile interagire semplicemente per dialogare, ma molti parlano anche tra di loro, con dialoghi sempre inerenti alla realtà presentata dal gioco. I dialoghi più approfonditi avvengono quando si interagisce con qualche PNG inerente a una missione, con i quali si apre sempre una finestra di dialogo a scelta multipla per ottenere diverse informazioni inerenti l’obiettivo e gli ambienti e i personaggi che lo riguardano.
I civili reagiscono anche alle sparatorie, fuggendo via spaventati o addirittura con la possibilità di rimanere uccisi.
Se dovesse sfuggire qualcosa di tutto ciò, The Ascent presenta anche un Codex al quale viene aggiunta automaticamente ogni nuova informazione appena raccolta, sia essa inerente ad ambienti, PGN, nemici, ecc.

In un “Diablo futuristico”, si spara
Non mancano armi da corpo a corpo in The Ascent (solo per i nemici), ma è normale aspettarsi che in un gioco futuristico, in genere, ci siano armi da fuoco con le quali combattere.
I detrattori dell’approccio “più caotico” di Diablo III potrebbero apprezzare il fatto che le sparatorie di The Ascent possono rivelarsi un po’ più ragionate. Questo è dovuto al fatto che le fasi d’azione del gioco si basano molto sul posizionamento, trattandosi di battaglie dove si combatte da soli contro più nemici, esattamente come in Diablo, ma con la maggior parte di questi ultimi che attaccano a distanza, anche partendo da fuori schermo, e possono anche sfruttare lo scenario a loro volta.
Sfruttare lo scenario, appunto, è fondamentale per il posizionamento, a partire dalle numerose coperture disponibili: è presente un comando per accovacciarsi e un altro addirittura per alzare la mira, in modo tale da potersi riparare e sollevare l’arma oltre il riparo.
Anche i nemici potrebbero sfruttare in minor parte questo sistema, sebbene preferiscono accerchiare il giocatore, spesso sembrando sicuri del loro equipaggiamento, e ricorrere alla copertura solo quando sembrerebbero sentirsi in difficoltà.
“Posizionamento” significa anche sapersi muovere: gli scenari dell’Arcology sono immensi ed è bene ricordarlo, soprattutto quando si è in difficoltà. L’aver raggiunto l’area di un combattimento non significa dover per forza restare nei paraggi al costo di farsi ammazzare.
Ma perché limitarsi alla difesa? The Ascent permette anche un approccio aggressivo, magari equipaggiando una potente arma a corto raggio e avvicinarsi al nemico, schivando i colpi con il comando per la rotolata.
Non mancano le interazioni con lo scenario, come la possibilità di far saltare in aria oggetti esplosivi, acquistare oggetti di ripristino in uno dei numerosi distributori presenti lungo le strade, e persino distruggere alcuni muri per trovare un’altra strada. Quest’ultima funzione potrebbe essere utile in battaglia così come per evitare i nemici, tenendo conto che molti di questi diventano aggressivi solo quando viene invaso il loro territorio e se si accorgono della presenza del protagonista.

Non si può parlare delle armi in The Ascent senza citare la componente GDR del gioco: non troppo complessa, ma presente in egual misura con la componente action.
Il personaggio giocante può acquisire esperienza fino a ottenere un aumento di livello, grazie al quale può sbloccare punti abilità per migliorare le varie statistiche: barra della salute, mira, colpo critico, capacità di schivata, ecc.
E’ possibile equipaggiare fino a due armi diverse, senza restrizioni per la tipologia di arma, alle quali può essere aggiunta un’arma tattica, ovvero uno dei vari tipi di granata presenti nel gioco.
In battaglia si può passare da un’arma all’altra in qualsiasi momento con la semplice pressione di un tasto; i proiettili sono illimitati, ma l’arma può scaricarsi e necessitare qualche secondo per essere ricaricata, sia in automatico al termine di un caricatore che manualmente (dimensioni del caricatore e tempi di ricarica dipendono dal tipo di arma). Più complicato il sistema per ripristinare la possibilità di lanciare le granate (se ne può lanciare solo una prima del ripristino), che si ricarica sconfiggendo più nemici o raccogliendo determinati oggetti che questi possono lasciar cadere una volta sconfitti.
Alle armi si aggiungono abilità chiamate Augmentations, presenti sotto forma di oggetti equipaggiabili. Gli Augmentations offrono la possibilità di stravolgere il modo di combattere, fornendo poteri come un pugno in grado di creare un’onda d’urto, o la possibilità di far esplodere i nemici. Queste abilità hanno un breve tempo di ricarica (anche in questo caso dipende dal tipo di Augmentations) ma hanno anche un costo della barra dell’Energia, potenziabile tramite i punti abilità ottenuti salendo di livello.
Non mancano all’appello le armature, distinte per testa, busto e gambe. Gli oggetti sono ottenibili per lo scenario, sconfiggendo i nemici, o interagendo con i vari negozianti dell’Arcology, ognuno dei quali svolge mansioni diverse: c’è chi vende armi e chi le potenzia, chi vende armature, chi granate, e persino chi è in grado di modificare l’estetica del personaggio giocante.
Alcuni oggetti costano molto fin dalle prime ore di gioco, ma è anche vero che ottenere molto denaro in The Ascent non è poi così difficile (al contrario di Cyberpunk 2077, dove il dislivello tra il denaro ottenibile e il costo di alcuni oggetti è notevole).
Infine, può esserci uno scenario cyberpunk senza le connessioni alla rete? Sarebbe stato un peccato se il protagonista di The Ascent non avesse potuto utilizzare il suo Cyberdeck per le funzioni di hackeraggio. Meno importante rispetto alle sparatorie, non semplice da potenziare, ma il Cyberdeck resta uno strumento che offre funzioni molto utili, dal basilare sblocco delle porte a funzioni avanzate come l’apertura di forzieri bloccati o l’uso di torrette militari.

Il team di Neon Giant che ha dato vita a The Ascent è composto da sole dodici persone, il che potrebbe aver comportato alcuni limiti nello sviluppo del gioco. Uno dei limiti che sicuramente interessa il nostro paese è il fatto che il gioco non possiede ancora una localizzazione in italiano, sebbene gli sviluppatori abbiano detto di voler assolutamente renderla disponibile in futuro.
E’ innegabile, tuttavia, che questo team di sviluppo svedese sia stato particolarmente abile nel coprire questi limiti ed esaltare il meglio del lavoro svolto con The Ascent, impreziosito persino da una notevole cura dei dettagli, come la già citata grafica, ma anche le diverse impostazioni disponibili, tra cui la scelta del livello di difficoltà (piuttosto soddisfacente).
Nell’attesa di vedere se The Ascent avrà ulteriori aggiornamenti, compresa la lingua italiana, e se arriverà anche su console PlayStation, vi lascio con i link precedenti articoli di questa miniserie su Diablo:
*Diablo – L’Eterno Conflitto elogia l’umanità




