“Sono un uomo morto”, il libro che racconta i segreti della ‘ndrangheta al Nord

“Sono un uomo morto”, il libro che racconta i segreti della ‘ndrangheta al Nord

sono-un-uomo-morto-libroNel Libro ”Sono un uomo morto”, edito da Chiarelettere, gli autori Federico Monga, vicedirettore del quotidiano “Il Mattino” di Napoli e Rocco Varacalli, collaboratore di giustizia ed ex affiliato alla ‘ndrangheta, vengono messi a nudo i segreti della ‘ndrangheta al Nord Italia, soprattutto in Piemonte e Liguria.
Rocco Varacalli, dopo aver fatto parte attiva della ‘ndrangheta per vent’anni, nel 1994 è stato arrestato e condannato in via definitiva dalla Cassazione  a 17 anni  come mandante di un omicidio. Per anni ha vissuto in località segrete e attualmente è detenuto nel carcere di Torino; nel 2006 Varacalli ha deciso di pentirsi e di collaborare con la giustizia.
Nella sua confessione Varacalli spiega come come funziona l’organizzazione e ripercorre tutte le fasi della sua complicata vicenda umana, raccontando del perchè della scelta di pentirsi, delle minacce, delle stragi e degli omicidi, fino alle pressioni della famiglia, che è arrivata a disconoscerlo.
Significativo un brano della lettera di alcuni famigliari di Rocco Varacalli,  pubblicata sul quotidiano “Calabria Ora” il 22 aprile 2010, dopo le sue rivelazioni al processo Stupor mundi  in merito al ruolo delle cosche calabresi nel traffico internazionale di droga, dove in un passaggio si legge: “Non siamo più la sua famiglia, non è degno, come non lo è mai stato, di dire che fa parte di una famiglia pulita, pulita e onesta come la nostra.“.
La sua confessione è diventata la colonna portante dell’inchiesta Minotauro che nel giugno 2011 ha portato all’arresto di 150 persone, nonché al coinvolgimento di diversi politici e imprenditori locali.
Ora i processi da lui innescati sono ancora in corso, ma intanto Varacalli si definisce “un morto che cammina”.
Federico Monga, narra del primo incontro con Varacalli avvenuto nel 2010 in un albergo lungo un’autostrada nei pressi di Torino, realizzato attraverso  un avvocato calabrese, con l’intento di realizzare un’intervista, ma poi le rivelazioni  sul grande potere delle cosche calabresi al nord,  sono state così tante ed interessanti che si è deciso di fare un libro.
In questo libro, per la prima volta un appartenente alla criminalità organizzata calabrese racconta tutta la sua vita, raccontando nei minimi particolari le infiltrazioni della ‘ndrangheta. Arriva perfino a raccontare come lui stesso ha smerciato centinaia di quintali di cocaina e eroina, e come ha fatto a riciclare denaro sporco attraverso una sua piccola ditta di costruzioni.
Varacalli nella sua confessione svela come siano identici i linguaggi utilizzati in Calabria e quelli replicati al nord: non c’è alcuna differenza tra quello che succede a Reggio Calabria e quello che  succede a Torino, Milano e Genova.
In un episodio del Libro “Sono un uomo morto” si racconta  dell’inaugurazione del centro commerciale Le Gru di Grugliasco nel dicembre del 1993, dove in presenza delle Autorità  e di diversi politici, c’erano anche Antonino Dramesino e Domenico La Torre, due affiliati all’onorata società calabrese, ma anche i grandi nomi della ‘ndrangheta trapiantati in Piemonte, come i Belfiore, i cugini di Mario Ursino e gli Ietto. In quell’occasione è arrivato Berlusconi in elicottero, accompagnato da Confalonieri, che stringeva le mani e ringraziava tutti per la costruzione dell’ipermercato.
Varacalli all’epoca non era ancora entrato tra le fila della “Cupola” e  solo più avanti avrebbe capito che la ‘ndrangheta aveva riciclato una montagna di denaro nei 21 mila metri quadrati del nuovo ipermercato.
Nelle pagine di questo libro, denso di riferimenti,  si può scoprire come troppi hanno “usato” la malavita calabrese per vincere le loro battaglie personali e guadagnare consenso.

Sebastiano Di Mauro
14 aprile 2013

Info:
SONO UN UOMO MORTO
Autori: Federico Monga e Rocco Varacalli
Editore: Chiarelettere
Collana : Principio Attivo
Pagine: 176
Prezzo: euro 13.90

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