Napoli in scena. Antropologia della città del teatro, di Stefano de Matteis

Nel libro di Stefano De Matteis, Napoli in scena. Antropologia della città del teatro, ritroviamo un approfondito ed erudito  trattato sul teatro che ci descrive Napoli, così come è  nell’immaginario collettivo, immergendoci in quella che è la cultura della città-teatro per eccellenza, per raccontarcela in tutte le sue sfaccettature.
In tempi come quelli che stiamo vivendo, dove tutto ruota intorno alle immagini, e alle notizie mordi e fuggi, il rischio che la memoria di una grande tradizione  scompaia è veramente alto. Non sono tanti i giovani che sanno ancora veramente chi è Totò o Eduardo e, meno che meno, chi siano Murolo e Bruni.
Napoli in scena, un libro dunque che è un  vero concentrato di cultura che aiuta a far riflettere fornendo abbondanti e dettagliate nozioni di che ci fa conoscere questa città divenuta oramai un’attrazione turistica, che è costituita soprattutto dalla vecchia Napoli sotterranea.
Napoli, città dove si è sempre fatto ricorso alla metafora della scena, tanto che gli stessi abitanti sono convinti di vivere su un palcoscenico, dal quale recitano ogni giorno la loro vita quotidiana. Per vedere se c’è del vero nello stereotipo della Napoli-teatro, il lettore viene guidato nei vicoli della città antica, come in un caleidoscopio, attraversando storie di vita, scorrendo giornali e testi letterari, seguendo tracciati familiari o rituali di interazione, fino ad affrontare alcuni aspetti della produzione e dei consumi culturali.

Per mettere poi il tutto alla prova nel confronto con le storie raccontate dal teatro, attraverso Raffaele Viviani e  Eduardo De Filippo, ma anche dai tanti meno noti e talvolta anonimi autori, attori, cantanti che hanno costruito la storia e rafforzato l’identità della città, che per  anni è stata protagonista culturale indiscussa sia del  teatro, che della canzone.

Stefano De Matteis è nato a Napoli nel 1954, ma ha lavorato a Milano fin da 1977, prima con Feltrinelli e Garzanti, poi con Mario Spagnol in Longanesi. Si occupa di rappresentazioni culturali e di processi rituali: ha dedicato i primi lavori alla cultura popolare (Follie del varietà, Feltrinelli, 1980), per poi occuparsi di religiosità e devozione (con Antropologia delle anime in pena, scritto insieme a Marino Niola, Argo, 1993 e La Madonna degli esclusi, D’Auria, 2011). Su Napoli ha scritto Lo specchio della vita (il Mulino, 1991). Sempre per il Mulino ha curato l’edizione italiana di Dal rito al teatro e Antropologia della performance di Victor Turner; e per le Opere di Ernesto de Martino ha curato la nuova edizione di Naturalismo e storicismo nell’etnologia. Nel 1992 De Matteis è tornato a Napoli, fondando prima con Gustav Herling la rivista Dove sta Zazà, e poi avviando nel 1999 la casa editriceL’Ancora del Mediterraneo, da cui è natanel 2005 la siglia Cargo.

Sebastiano Di Mauro
15 marzo 2013

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