“Maledetto Zeman”, un libro di Andrea Corti

Zdenek Zeman, una delle figure più controverse della storia del calcio, amato da molti e odiato da troppi, uomo carismatico ma silenzioso, allenatore vincente nel gioco, nella mentalità e nell’animo, ma con la bacheca inesorabilmente vuota. Zdenek  Zeman, il “paladino” del calcio pulito, ci viene descritto da Andrea Corti nel libro “Maledetto Zeman”, edito da Editori Internazionali Riuniti, che ripercorre, attraverso il racconto di partite memorabili, le gesta da allenatore e da uomo di calcio del boemo, da quando era semplicemente il nipote dell’ex allenatore della Juventus Čestmír Vycpálek, passando per le memorabili stagioni al Foggia e arrivando fino al suo attuale ritorno alla Roma.

Vittorie e sconfitte delineano con assoluta precisione i tratti del profilo umano e calcistico di un uomo che ha provato, senza riuscirci, a cambiare il mondo del calcio, sempre più infarcito di interessi trasversali e di giochi di potere distanti anni luce dalla pura e innocente semplicità racchiusa nel gesto di tirare un calcio ad una palla che rotola.

Il recente Inter-Roma del 2 settembre 2012, raccontato con passione e positivo coinvolgimento emotivo da Andrea Corti, segna per Zeman il ritorno sul palcoscenico calcistico di primo livello, dopo anni di purgatorio nelle serie minori, e rappresenta la rivincita di un uomo costretto, secondo i suoi sostenitori, a vedersi relegare in una posizione ombrosa e defilata a causa del suo carattere schietto e pungente, che lo ha giustamente portato ad esprimere la sua opinione quando in realtà sarebbe stato più comodo restare in silenzio.

La sfida del 1991 tra il neopromosso “Foggia dei miracoli” e l’Inter è un ricordo sbiadito dell’esordio fortunato di un giovane allenatore boemo, che avrebbe costruito su quella gara una rampa di lancio per iniziare un percorso calcistico che nel corso di due decenni sarebbe passato per l’8-1 inflitto alla Fiorentina di Ranieri nel 1995, avrebbe proseguito verso il sorprendente 2-0 della Roma sulla Juve nel 1998 e il celebre derby romano terminato 3-3, e sarebbe arrivato alla vittoria decisiva del Pescara a Genova.

Il coinvolgente racconto di Andrea Corti si inerpica in maniera audace e animata tra le rocce scoscese e impervie dell’elogio ad un personaggio che, a causa delle sue dichiarazioni aguzze e impavide, non è affatto immune da giudizi dissacranti e derisori, soprattutto da parte di quel popolo bianconero, punto nell’orgoglio dal boemo nel corso degli anni, che rappresenta la maggioranza calcistica in Italia, nel numero di tifosi prima che nelle vittorie.

Un libro, dunque, che dà una lettura del personaggio Zeman che non può essere unanimemente condivisa, ma che è capace, con il suo linguaggio passionale ed emotivamente trascinato, di elettrizzare anche coloro che considerano il boemo un allenatore coerente solo nelle sconfitte e nel trovare bersagli fragorosi su cui sparare.

Giuseppe Ferrara
14 novembre 2012

 

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