Il Sottobosco, di Claudio Gatti e Ferruccio Sansa

Il libro che spiega come berlusconiani, dalemiani, centristi, uniti nel nome degli affari, si ritrovano tutti insieme d’amore e d’accordo.

Non è nuovissimo, ma sempre attuale, perchè le dinamiche di cui parlano gli autori de “Il sottobosco” rimangono invariate da sempre, proprio a conferma che il denaro è il motore di tutto….Gli autori, Claudio Gatti e Ferruccio Sansa, pongono in risalto il grande male italiano della politica e degli affari  della politica, un intreccio di interessi che raramente emerge alla luce del sole ma che condiziona in modo decisivo la vita del paese.
Nel “sottobosco” troviamo il business, che  nulla ha a che fare  con il  partito di appartenenza, mentre mira agli interessi di pochi, piegando l’interesse generale. L’attrazione comune è quella data dal denaro che mette d’accordo tutti, fino ad arrivare al  paradosso dove apparentemente  le correnti si destra e sinistra si combattono, mentre nel sottobosco trovano sempre un accordo che avvantaggia entrambe. Non è difficile vedere lobbisti di sinistra, conquistare poltrone e strappare contratti ovunque, appoggiandosi a uomini di potere centristi o berlusconiani. Così fino a quando le regole del merito e della sana competizione sono così meschinamente  falsate, nessun taglio sarà efficace se non riuscirà a spaccare questa corteccia così spessa e diffusa. Così come non potrà mai esserci nessun rilancio vero finché al potere rimarranno  gli uomini del sottobosco.

Il libro spiega ad esempio come D’Alema e Berlusconi, ufficialmente due politici schierati l’uno contro l’altro, in realtà alimentano un nucleo di potere che da vent’anni paralizza l’Italia. Chiari esempi ci vengono dalla cronaca recente, come  l’affare del petrolio venezuelano, dove da una parte Roberto De Santis, chiama D’Alema “fratello maggiore”,  dall’altra Marcello Dell’Utri, ritenuto dal tribunale di Palermo cinghia di trasmissione tra Forza Italia e la mafia,  e in mezzo un mediatore come l’ex democristiano Aldo Micciché, latitante ed emissario della ’ndrangheta in America latina.
Ma anche di Gianpi Tarantini, “un uomo fortemente insicuro e instabile” che “finisce per avvicinarsi a un Valter Lavitola decisamente più scafato”, che ci immergono nell’inchiesta di Bari sulle escort “planate sulla capitale per alleviare le notti insonni del premier” e, più in generale, “la visione berlusconiana in cui sesso, affari e politica si intrecciano”. Con l’atout di bottiglie di vino a 1500 €, coca a go-gò e ovviamente affari, non certo per i cittadini. E, come se non bastasse, si parla anche  dei rimborsi elettorali, dei soldi ai giornali di partito anche quelli defunti.
Quindi anche questo governo tecnico, apparentemente distaccato dalla politica, che sembra voler chiudere la parentesi berlusconiana, non riuscirà a risanare il paese definitivamente perchè, come si dice nel libro, rimangono troppe cose da cambiare, a cominciare dal sottobosco. Là dove ci sono personaggi che non sono affatto attaccati al dovere, né hanno a cuore le sorti del Paese, né tanto meno il senso di responsabilità, ma al contrario  fanno ogni sforzo per mantenere i loro privilegi e  concludere più affari possibili.
Questi personaggi rischiamo di averli alla prossima campagna elettorale a sostenere insieme il sistema, per rimanere attaccati alle loro poltrone, che oramai sono logore e consunte, quindi probabilmente cambieranno la tappezzeria per dare l’apparenza di cambiamento, mentre invece saranno le solite facce che continueranno a campare sulle spalle di chi lavora e paga le tasse. Infatti il cavaliere, per dirne una, nell’ipotesi di andare al voto nel 2013 ha accelerato il suo  programma, affinché gli eventi non lo prendano in contropiede, e lo scorso 18 luglio ha registrato il nome del nuovo partito che si chiamerà“GrandeItalia”.
Claudio Gatti (1955) risiede negli Stati Uniti dal 1978 ed è inviato speciale de “Il Sole 24 Ore”. Collabora con il “New York Times”, l’“International Herald Tribune” e il “Philadelphia Inquirer”. Con Roger Cohen ha scritto IN THE EYE OF THE STORM (Farrar, Straus and Giroux, 1991), scelto dal “New York Times” tra i “libri dell’anno” del 1991. In Italia ha pubblicato RIMANGA TRA NOI (Leonardo, 1991), in cui ricostruisce i rapporti politici e diplomatici tra Stati Uniti e Italia dal dopoguerra alla fine della guerra fredda. Ha pubblicato il romanzo IL PRESAGIO (Rizzoli, 1996) e i libri d’inchiesta IL QUINTO SCENARIO (Rizzoli, 1994), sulla strage di Ustica, e FUORI ORARIO, sulle ferrovie italiane (Chiarelettere, 2009).
Ferruccio Sansa (1968) vive a Genova ed è inviato de “il Fatto Quotidiano”. Ha collaborato tra l’altro con Radio Popolare, “Micromega” e con giornali tedeschi e inglesi, da “Geo” a “The Guardian”. Ha pubblicato con Luigi Offeddu i libri RAGAZZI DI SATANA (Bur, 2005) e MILANO DA MORIRE (Bur, 2007). Per Chiarelettere ha scritto due inchieste sul degrado dell’ambiente in Italia e sul rapporto tra il mattone, la politica e la criminalità organizzata: IL PARTITO DEL CEMENTO (con Marco Preve, 2008) e LA COLATA (con Andrea Garibaldi, Antonio Massari, Marco Preve, Giuseppe Salvaggiulo, 2010). Ha pubblicato una raccolta di racconti, SE CI FOSSIMO PARLATI (De Ferrari, 2001), che ha vinto il Premio Teramo 2001.
Leggete con attenzione questo libro per scoprire, o meglio ancora per capire e convincersi come, purtroppo,  nella politica italiana  non c’è traccia di uomini  “duri e puri”, ma piuttosto di tutto un sottobosco di personaggi che  agisce solo in nome del dio denaro. Non ci si stupirà dungue che il tanto discusso “conflitto di interessi” è stato e rimarrà forse un nodo irrisolto sotto qualunque governo.

Sebastiano Di Mauro
27 agosto 2012

Info:
Edizioni Chiarelettere
Collana Principio Attivo
pp. 208, euro 15,00

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