“Finisco di contare le mattonelle”, l’esordio di Elisabetta Romagnoli

“Finisco di contare le mattonelle”, l’esordio di Elisabetta Romagnoli

“Finisco di contare le mattonelle” è la graphic novel con cui Elisabetta Romagnoli esordisce nella collana “Le città viste dall’alto” di Bao Publishing, un progetto che racchiude lavori nuovi, freschi, soprattutto di autori giovani e, spesso, inediti.
Da un punto di vista stilistico il fumetto di Elisabetta Romagnoli è molto curato e molto preciso nel delineare i personaggi, gli ambienti che fanno da sfondo a tutta la storia. Il disegno, l’uso dei colori e la scelta di unire i dialoghi dei personaggi con il racconto della protagonista, Chiara, rendono la lettura del fumetto molto godibile, spensierata e divertente.

Chiara è un personaggio che inevitabilmente suscita simpatia e riesce a catturare il lettore nel suo mondo; un mondo fatto di insicurezze, ricordi e rimpianti di un passato che non ha smesso di condizionarla. All’inizio della storia Chiara appare come una ragazza molto sicura di sé, perfino un po’ spavalda: una donna di mondo, una da “copertina”. Una costruzione destinata a saltare dopo la lettura delle prime vignette. Infatti, grazie ad un excursus nel passato della ragazza, riusciamo a comprendere sia il motivo del suo viaggio sia chi ci sarà ad accoglierla: Matteo, appunto, il primo amore della sua vita. Matteo è un ragazzo che Chiara conosce fin da adolescente e con il quale ha condiviso momenti importanti e significativi. I due, infatti, facevano parte dello stesso gruppo di scout e, durante una gita in montagna, Chiara fa di tutto per essere notata, per mettere in ombra potenziali “rivali”. Sfortunatamente non riesce a far breccia nel cuore del suo amato e vive il suo rifiuto quasi come se fosse la prova della sua incompletezza ed inadeguatezza. Questo episodio segnerà il corso della sua vita; cercherà in tutti i modi di dimostrare di essere all’altezza di quel ragazzo che, inevitabilmente, ha trasformato in un idolo. Fingerà, prima di tutto a se stessa, di essere una persona che non è, raddoppiando la finzione perché anche Matteo deve crederlo, lui e il resto del mondo. Racconterà di viaggi in città lontane per rafforzare quell’immagine di donna matura, sicura ed indipendente, che vuole a tutti i costi trasmettere a Matteo, così che possa rimpiangere la ragazza che un tempo ha snobbato. Molto divertenti appaiono i tentativi di Chiara di mostrare tutta la sua presunta scaltrezza, malizia e furbizia; tentativi che si rivelano dilettanteschi e buffi. Non posso svelare il finale perché rovinerei la lettura, però concludo dicendo che Chiara tornerà dal viaggio, quello che chiamiamo vita, completamente cambiata.
Consiglio di leggere questo fumetto perché è molto divertente e solare. Solare sia per la scelta della città nella quale in parte è ambientato, sia per come vengono resi i dialoghi, per la freschezza con cui viene trattato un argomento che comunque è molto serio: l’insicurezza di una ragazza. L’autrice, però, riesce a farci vivere questa insicurezza con leggerezza e spensieratezza. In fondo chi di noi è perfettamente sicuro di sé? Chi di noi non tornerebbe indietro nel passato soltanto per poter dimostrare che quel ragazzino imbranato si è trasformato in un supereroe senza indugio né paura? Ma, in fondo, forse nessuno di noi lo vorrebbe perché ci rendiamo conto, crescendo, di amare il ricordo dell’adolescente impacciato, con il cuore e gli occhi pieni di speranza.

Valentina Fabbio

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