Sandro Pertini: ”La politica delle mani pulite”

“La politica delle mani pulite”, di Sandro Pertini è  in libreria edito da  Chiarelettere. Il “prezioso” volume che fa parte della  collana Instant Book e riporta  alcuni discorsi e scritti del Presidente più amato dagli Italiani. Ancora molti lo ricordano con immenso piacere, perchè era una persona diversa dai soliti politici a cui siamo abituati a guardare, soprattutto per la sua integrità morale fuori dal comune.

Il libro apre con il famoso discorso che Pertini si sentì in dovere di rivolgere agli italiani  dopo aver visitato le zone colpite dal terremoto in Irpinia, in esso col cuore diceva: Un appello voglio rivolgere a voi italiane ed italiani, senza retorica, un appello che sorge dal cuore di un uomo che ha assistito a tante tragedie, a degli spettacoli che mai dimenticherò, di dolore e di disperazione in questi paesi. A tutte le italiane e gli italiani: qui non c’entra la poltica, qui c’entra la solidarietà umana”

Le altre sezioni trattano  La questione morale; L’impegno politico: Una testimonianza di rigore e umanità; Pertini presidente della Repubblica; Il grande disegno europeo. Vengono anche riportati alcune lettere, discorsi, interviste, messaggi presidenziali in televisione, a cominciare  dagli anni della prima guerra mondiale fino agli anni in cui ricopri la carica più alta dello stato. Il materiale pubblicato è stato messo a disposizione da Mario Almerighi, magistrato e presidente dell’Associazione Sandro Pertini Presidente, che ne ha curato la prefazione, nella quale lo definisce “Un capo di Stato diverso dagli altri” ed effettivamente lo fu, perchè nessuno ha mai preso posizione nell’interessarsi dei problemi che affliggono il nostro Paese, come lo fece lui e non certo per interessi personali o di casta, ma anzi spesso uscendo fuori dai protocolli cerimoniali e destando stupore e preoccupazione.

Sandro Pertini il cui vero nome anagrafico era Alessandro Pertini  era nato a San Giovanni di Stella, 25 settembre 1896  e fu un convinto antifascista fino alla morte avvenuta  il 24 febbraio 1990. L’Italia lo ebbe come il suo settimo presidente della Repubblica dal 9 luglio 1978 al  29 giugno 1985,  come successore di Francesco Cossiga e predecessore Giovanni Leone.

Una delle più belle  espressioni di Sandro Pertini fu: “Non accetterò mai di diventare il complice di coloro che stanno affossando la democrazia e la giustizia in una valanga di corruzione.”
Del  suo settennato si ricorda anche la svolta politica che impresse al paese, avviando per la prima volta un’alternanza laica alla presidenza del Consiglio, dapprima con l’incarico a La Malfa, che non andò a buon fine, poi a Spadolini e a Craxi. Erano gli anni di piombo e Pertini in quel periodo fu un Baluardo contro il terrorismo, senza mezzi termini denunciò la pericolosità della P2  e diede pieno appoggio a Tina Anselmi che presiedeva un apposita Commissione.

Sandro Pertini aveva un modo tutto suo di appartenere allo Stato e solo lui ha potuto pronuciare una frase come questa: “Amici miei io non resto un minuto di più su questa sedia se la mia coscienza si ribella. Non accetterò mai di diventare il complice di coloro che stanno affossando la democrazia e la giustizia in una valanga di corruzione”. Quanto risuonano diverse da quelle che siamo abituati a sentire nel mondo della politica attuale.

Pertini, oltre al tema del terrorismo, proprio del suo tempo, affrontò con egual interesse e come precursore il tema della  disoccupazione giovanile, della libertà, della giustizia sociale, dell’unità Europea e di tanto altro. Il suo pensiero è ancor oggi attualissimo e potrebbe rappresentare una guida. A saper leggere tra le righe, si può azzardare che forse la crisi politica ed economica che stiamo vivendo lui la scorse già allora. Se chi doveva capirlo lo avesse fatto, probabilmente avremmo potuto imboccare una strada diversa che ci avrebbe risparmiato le lacrime e sangue di oggi.

Info:
Editrice Chiarelettere pag.100 euro 7,00  – disponibile sia in formato cartaceo, sia ebook

Sebastiano Di Mauro

13 febbraio 2012

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