“Il telefono senza fili”. Marco Malvaldi torna in libreria con i vecchietti del BarLume

“Il telefono senza fili”. Marco Malvaldi torna in libreria con i vecchietti del BarLume

malvaldiVenerdì scorso si è tenuto un altro interessante incontro presso la libreria Pagina 348 che, anche questa volta, ha ospitato un protagonista del panorama editoriale italiano. Un autore che si può ormai definire “di casa” alla libreria indipendente del laurentino, date le numerose occasioni in cui è venuto a incontrare i lettori del quartiere. L’amicizia tra lo scrittore in questione e Marco Guerra dura infatti da parecchi anni, nello specifico da quando il libraio, colpito dai suoi romanzi, andò a scovarlo letteralmente a casa sua, in quel di Vecchiano, quando era ancora uno sconosciuto per il grande pubblico.

Dopo il romano Fabio Bartolomei, quella di venerdì è stata dunque la volta del pisano Marco Malvaldi, autore di uno dei libri più venduti di questa stagione, “Il telefono senza fili”, edito da Sellerio. In questo romanzo Malvaldi riprende le vicissitudini degli ormai famosi vecchietti del BarLume, alle prese con nuove indagini e un nuovo caso da risolvere. Questo quinto libro della serie, che segue a “La briscola in cinque”, “Il gioco delle tre carte”, “Il re dei giochi” e “La carta più alta”, è stato accolto con grande entusiasmo dal pubblico tanto da schizzare fin da subito in cima alle classifiche, segno di quanto la vetusta combriccola di Pineta fosse attesa con ansia.

Ne “Il telefono senza fili” tornano alla ribalta i nostri investigatori sui generis che questa volta devono vedersela con la scomparsa di una donna. Vanessa Benedetti è la proprietaria, insieme al marito, di un agriturismo un po’ particolare per la sua posizione non proprio strategica, si trova infatti “accosto ar Danubio”, un corso d’acqua che per anni è stato la discarica di tonnellate di residui di concia ed ora è una “specie di discoteca all’aperto per zanzare”.  Una mattina, la donna si reca dal Bertelloni, macellaio del paese, per fare un ingente rifornimento destinato, a suo dire, a una bella grigliata per i suoi ospiti tedeschi.  Tali ospiti teutonici, però, incomprensibilmente saranno avvistati nel ristorante che Aldo gestisce in compartecipazione col barrista Massimo. La strana circostanza e la successiva scomparsa della donna daranno il via alle congetture degli ottuagenari detective, condite come al solito di espressioni vernacolari e raffiche di battute esilaranti.

Marco Malvaldi, da abile comunicatore quale è, ha saputo tenere desta l’attenzione dei presenti raccontando del suo ultimo libro ma ha saputo coinvolgere i partecipanti spaziando fra argomenti diversi. Ha esordito con un’“analisi sociologica” di Massimo il barrista, riconducendo il personaggio d‘invenzione a una categoria sociale reale e diffusa nel mondo mediterraneo: quella degli esercenti pubblici burberi, ovvero quei baristi o negozianti che si permettono di trattare male i propri clienti o anche di rimproverarli insegnando loro qualcosa, qualora fosse necessario. Atteggiamento del tutto incomprensibile e improponibile in contesti come quello anglosassone o del nord Europa, a tal punto che i lettori danesi (i romanzi del BarLume sono stati tradotti anche in danese) leggono come un’invenzione letteraria, del tutto fantasiosa, la proverbiale scontrosità di Massimo.

 L’autore si è poi soffermato sul personaggio di Ampelio, costruito sull’immagine di suo nonno, uomo di spirito e di carattere, tanto che, racconta lo scrittore, non appena venne a sapere (nel lontano 2007) che sarebbe diventato il protagonista del primo romanzo del nipote, avanzò immediatamente pretese sui diritti. Un uomo tanto avaro quanto generoso, capace di slanci improvvisi e sorprendenti come quello che lo portò a regalare una Clio nuova fiammante al nipote appena diciottenne, con conseguente impennata della popolarità di quest’ultimo, unico tra gli amici ad avere una propria macchina, oltretutto ancor prima di essere patentato.

Ma tra i vecchietti del BarLume c’è anche un altro componente della famiglia Malvaldi, lo stesso Marco, che nell’intellettuale del gruppo, Aldo, proietta il se stesso in tarda età. Con il personaggio non a caso condivide la passione per la cucina, la musica barocca e l’arte rinascimentale.

Lo scrittore non si è limitato a parlare dei romanzi più noti e ha raccontato qualcosa anche delle altre sue pubblicazioni.  Recentemente Malvaldi si è infatti dedicato alla scrittura di libri di genere diverso che vanno, per esempio, da “La famiglia Tortilla” (EDT), una originale guida gastronomica di Barcellona, al saggio matematico-scientifico “Capra e calcoli”, (edito da Laterza), una bella riflessione sul computer, sulla sua storia, sulle opportunità che il suo utilizzo può offrire all’essere umano e contestualmente sui problemi e gli errori che esso può causare.

Cristina Nicosia

24 novembre 2014

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