Un libro tira l’altro: l’iniziativa del “libro sospeso”

Un libro tira l’altro: l’iniziativa del “libro sospeso”

il-libro-sospesoDal sud al nord, da Salerno a Milano: trasmigra velocemente l’iniziativa “Il libro sospeso”. Si tratta di entrare in libreria, concedersi i propri acquisti e scegliere un libro da pagare e lasciare in cassa, che il libraio affiderà a un cliente a caso tra i 10 e i 18 anni.

Nata nella Libreria Ex Libri Cafè di Polla (Sa), l’idea prende spunto dal famoso caffè sospeso napoletano. L’iniziativa, pubblicizzata su internet tramite l’hashtag #librosospeso, non ha impiegato molto a conquistare altre librerie sparse per l’Italia, con buone probabilità (e speranze) che si diffonda ancora.

Il progetto è libero e aperto alle integrazioni, ma l’idea originale prevede una fascia d’età ben definita, quella giovanile. Immaginarne il motivo è semplice: stando alle statistiche, più della metà dei giovani non ha mai aperto un libro se non costretto dalla minaccia dell’interrogazione.

 Visti gli avvilenti dati, è probabile che l’iniziativa coinvolgerà solo i ragazzi che lettori lo sono già -con la conseguenza di non strappare nemmeno mezzo punto percentuale alle statistiche dell’Istat. Quello di avvicinare i giovani alla cultura è un problema tanto rilevante nella società contemporanea quanto difficile da realizzare. Ma il bello di alcuni progetti locali è forse proprio questo: l’assenza di presuntuose ambizioni rivoluzionarie.

Quella del libro sospeso è una proposta semplice, fresca, volta a creare una rete di contatto alternativa e a suo modo intima. Si può chiedere al commesso della libreria il nome del tuo benefattore e i recapiti per contattarlo, oppure no, decidendo di saperne solo quello che il libro da lui lasciato ti suggerisce.

Martina Perseli
14 aprile 2014

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