La domanda comanda,verso il capitalismo dei consumatori. Ben oltre la crisi.

La domanda comanda,verso il capitalismo dei consumatori. Ben oltre la crisi.

Nell’avvicinarsi al libro si scorge un post it che sventola con scritto su: “il consumatore un imbelle? Pure però un agente economico!”

Poi ci si imbatte nelle dediche:

Ai sociologi che stigmatizzano il consumare e imprimono stigmate a chi consuma.
Agli economisti che non sanno misurare la forza economica di quel fare.
Ai politici che non scorgono quella forza, ancor meno la rappresentano.
A quei consumatori tremuli che obbediscono invece di comandare.

Parla a chi deve ascoltare; ad uno ad  uno li prende di petto.

Ai Sociologi rifila una sequela: se non si mangia ma si ingrassa, se si veste alla moda che passa di moda, se per andare da qui a lì si acquista un Suv, non si è rimbambiti anzi. Si è affrancati dal bisogno, non più in una posizione di dipendenza. Si sta sul mercato in posizione di forza: badanti non più badati!

Agli Economisti, che continuano a millantare il credito delle Imprese per la crescita economica manda a dire di dover rifare i conti poiché la sovraccapacità produttiva mostra come abbiano più bisogno i  produttori di vendere che i consumatori di acquistare.

Ai Politici, approposito di bisogno, che organizzano le tutele per i consumatori, li fa saltare  dalla sedia.  Insipienti,  non rappresentano la forza economica di quelli che, con la spesa,  fanno il 60% del Pil. Già, proprio quei consumatori tutori della crescita, altro che tutelati!

Ai Consumatori da’ uno scappellotto e rifila i compiti per casa.  Alla sovraccapacità dell’offerta tocca rispondere mettendo l’unica merce scarsa sul mercato: la domanda. Basta dilettantismo, occorre farsi “Professional consumer”.

Non pago,  entra a piedi pari nella crisi, intravvede le cause, le causali, infine i rimedi.

Porta alla luce l’arcano: “ I redditi erogati dalle imprese a chi lavora alla produzione risultano insufficienti ad acquistare quanto prodotto. Questo  impalla il meccanismo dello scambio.”

Per uscire dal guado, politiche deflattive hanno ficcato dentro debito in forma di credito per dare sostegno alla spesa, fin quando quel credito ha fatto sboom.

Tra l’eccesso di offerta, l’insufficienza della domanda,  un credito ormai inattingibile ed un mare di guai individua un pertugio dal quale uscire per andare oltre la crisi.

Ne scrive la regola:  “La crescita si fa con la spesa. Così viene generato reddito, quel reddito che serve a fare nuova spesa. Tocca allocare quelle risorse di reddito per remunerare chi, nella “Libero Mercato S.p.A.”, con la spesa, remunera.”

Essipperchè, dentro quella allegra società  scorge squilibri da raddrizzare, ruoli da onorare, risorse da impiegare, azioni da retribuire.

Il montepremi da allocare, pressappoco 1500 miliardi di euro.

Fiuuuuuuu:  non  male!

Alberti editore 2013

http://www.alibertieditore.it/?pubblicazione=la-domanda-comanda-verso-il-capitalismo-dei-consumatori-ben-oltre-la-crisi

di redazione

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