Norma Bruni, svelata la biografia della “dannata diva” oscurata dal Fascismo

Norma Bruni, svelata la biografia della “dannata diva” oscurata dal Fascismo

Norma Bruni, svelata la biografia della “dannata diva” oscurata dal Fascismo
Norma Bruni, svelata la biografia della “dannata diva” oscurata dal Fascismo

La figura di Norma Bruni è probabilmente sconosciuta alla maggior parte degli italiani, salvo ad alcuni nostalgici che, con il favore dell’età avanzata, ricorderanno la sensualità del suo giovane corpo e l’impostato tono e gravità della voce. “Norma Bruni – Una “voce di carne” nell’Italia in guerra”, di Manuel Carrera, è un volume che si propone l’ambizioso incarico di riportare alla luce la storia di Norma Mistroni, figlia umilissima di un muratore e una casalinga, che quasi per caso venne catapultata dalla normalità di Bologna alla ribalta torinese, dove gli anni antecedenti alla guerra avevano visto sorgere l’Eiar, Ente Italiano Audizioni Radiofoniche, il predecessore dell’odierna Rai.

Manuel Carrera, storico dell’arte e dottorando di ricerca presso La Sapienza di Roma, propone con uno stile fresco, efficace e riccamente descrittivo la “venuta al mondo” della Bruni, così chiamata in omaggio alla sua folta capigliatura scura, che incorniciava la bellezza così benvoluta dalla propaganda del Fascio, il ruolo che ebbe nel sollevare gli animi degli uomini chiamati al fronte («Erano tempi di forte in cui una voce della radio, da sola, poteva risultare erotica»), quest’ultimo sottolineato anche da Enzo Biagi, padre nobile del giornalismo italiano, e poi via, sul bordo più scivoloso di una parabola discendente, l’inizio della fine. Le spese folli della “Divina Norma”, ma soprattutto l’irrimediabile cambiamento portato in dote dal periodo post-bellico, segnarono l’allontanamento forzato della Bruni dagli ambienti che contano, al quale certo contribuì la sua partecipazione attiva alla propaganda musical-culturale della Repubblica Sociale Italiana. A nulla valse, tra il 1955 e il 1957, e poi ancora a sprazzi negli anni ’60, una serie di appuntamenti, televisivi e radiofonici, che la videro protagonisti.

Il Carrera, rispolverando una leggenda dolorosa su una canzone altrettanto triste, ci tratteggia con delicatezza gli ultimi mesi di vita di Norma Bruni, una diva che non ha avuto davvero modo di essere tale fino in fondo, osteggiata dai poteri forti, vittima innocente di un mondo in perenne mutamento. Il volume, dalla pregevole ricchezza iconografica, è corredato da ampi contenuti “extra”, come si suole dire per certi cofanetti di DVD, tra i quali una tripla intervista a Isa Bellini, Lidia Martorana e Lia Origoni, che ricordano la figura di Norma Bruni con nostalgia e serafica bontà, omaggiando un passato ormai lontano, ma sempre vivo e vitale negli occhi e nel cuore di chi sa riconoscere il buongusto. “Norma Bruni – Una “voce di carne” nell’Italia in guerra” è corredato da una completa discografia, frutto di un lavoro di ricerca particolarmente valido, che riguarda ogni aspetto del volume. Si tratta, nella sua particolarità argomentativa, di un libro che può non solo interessare coloro che ricordano la sensuale diva, ma anche chi – per gusto personale o per studio – voglia approfondire la propria conoscenza di una donna incastonata nel periodo più travagliato, da qualsiasi lato lo si guardi, della storia d’Italia. «Ogni onore e gloria», per voler citare un passo del messale, al lavoro di Manuel Carrera, degnamente coadiuvato da Angelo Zaniol nella prefazione, da Virgilio Zanolla per l’introduzione al volume, da Simone Calomino per le interviste e da Roberto Berlini per lo studio discografico.

Il volume può essere ordinato in tutte le maggiori librerie anche on-line e tramite il sito della casa editrice, Edizioni Nuova Cultura: http://www.nuovacultura.it/prodotto.php?ipd=1808

Stefano Maria Meconi

6 dicembre 2013

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