Anonymous. Luce sulla guerra nell’ombra di Manuel Giannantonio

Anonymous. Luce sulla guerra nell’ombra di Manuel Giannantonio

AnonymusChi di noi non hai mai sentito parlare di Anonymous o letto su qualche quotidiano questa strana parola? Pochi, suppongo. Pochissimi, però, sanno effettivamente chi si celi dietro tale misterioso nome e dietro la maschera beffarda e enigmatica con cui ormai da tempo si presenta e si mostra al pubblico questo non ben definito soggetto collettivo.

Manuel Giannantonio, in Anonymous. Luce sulla guerra nell’ombra (disponibile online su ilmiolibro.it, dove per diversi mesi è rimasto ai vertici della classifica “Top libri”, e su lafeltrinelli.it ), prova a fornirci un quadro più completo di questa “organizzazione” che si muove sottotraccia e tenta di darci qualche strumento per comprenderne le ragioni e le attività.

Nonostante, come tiene a precisare l’autore, una definizione univoca e esaustiva del  fenomeno non sia possibile, ci si può fare l’idea di Anonymous come di un gruppo di pirati informatici o “cyber attivisti” che comunicano tra loro esclusivamente tramite la rete, e che, nonostante rimangano appunto anonimi, cioè non identificati, non instaurino tra loro rapporti personali né contatti diretti, mettono insieme le loro forze e soprattutto le loro competenze informatiche al servizio di ideali e scopi comuni.

 Il fine condiviso dalla comunità di anonimi sembrerebbe essere quello di garantire l’accesso all’informazione, difendere la libertà di espressione e da ciò naturalmente conseguirebbe  la lotta contro ogni forma di censura. Sebbene questi valori o ideali appaiano piuttosto vaghi e puramente teorici, le azioni di Anonymous, che si sono susseguite negli anni a partire dal 2006, hanno avuto come obiettivi entità o situazioni ben concrete e precise. Dall’attacco a Scientology, al sostegno al movimento di rivolta detto “primavera araba”, all’adesione al fenomeno Occupy, al sabotaggio del sito del governo statunitense in seguito alla chiusura del noto portale Megaupload, sono state molte le operazioni condotte dagli anonimi e molto diverse tra loro le situazioni in cui questi ultimi hanno voluto intervenire attivamente.

La coerenza e l’uniformità, come fa notare Giannantonio, non sono in effetti le caratteristiche principali di questo gruppo, sia per quanto riguarda la scelta degli obiettivi da colpire, che per quanto concerne la stessa organizzazione interna del gruppo.  Il presupposto su cui si basa l’appartenenza al clan è l’anonimità, tutti potenzialmente possono farne parte, non essendoci alcuna barriera d’accesso né alcun criterio selettivo, ma tutti, allo stesso modo, possono dichiarare di essere Anonymous o di agire per suo conto senza che questo abbia nulla a che fare con la realtà dei fatti. La sfuggente identità della comunità virtuale viene ben evidenziata dall’autore che, riportando una citazione del Baltimore City Paper, scrive: “ Anonymous è un gruppo paragonabile al volo di uno stormo di uccelli. Come fate a sapere se è effettivamente un gruppo?Perché viaggiano nella stessa direzione. In ogni momento gli uccelli possono raggiungere una direzione totalmente contraria al gruppo di cui fanno parte, decidendo all’ultimo di cambiare idea”.

Nel libro l’autore parte da queste considerazioni generali per approfondire un discorso che va a toccare tutti gli aspetti più interessanti del fenomeno Anonymous e delle attività di cui è stato protagonista fino ad oggi.

 La prima parte dell’inchiesta si sofferma sul concetto di hacker e sulle varie sfumature del termine, sull’importanza che ha rivestito nella costituzione di Anonymous  il sito-forum 4Chan, e sul significato simbolico della maschera utilizzata dagli hacker, riconducibile al personaggio di Guy Fawkes, rivoluzionario inglese nonché protagonista di un film di successo dei fratelli Wachowski.

Successivamente l’autore passa a descrivere le modalità con cui generalmente gli anonimi conducono le loro operazioni e l’uso che fanno di internet per garantirsi l’adeguata risonanza mediatica. Prosegue analizzando in dettaglio le azioni e i casi più eclatanti in cui Anonymous si è visto coinvolto, ad esempio lo scandalo Wikileaks, il movimento di protesta Occupy Wall Street, l’hackeraggio dei siti internet di Cia e FBI, il tentativo di contrastare la feroce organizzazione di narcotrafficanti Los Zetas.

Il libro si conclude con una panoramica dell’attività di Anonymous in Italia e con un’interessante intervista ad un anonimo che l’autore è riuscito ad avvicinare.

Nonostante Giannantonio faccia emergere le ombre e le contraddizioni dei cyber attivisti, il fascino e la seduzione che Anonymous esercita su buona parte dell’opinione pubblica emerge chiaramente da questo testo, che si propone in effetti, per stessa ammissione dell’autore, come un personale “tributo a coloro i quali lottano per la libertà di parola, contro la censura, le dittature e le forme di imperialismo”.

di Redazione

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