La fantasia nelle pagine del nuovo millennio

di Enrico Ferdinandi

In questi ultimi anni con il progresso tecnologico ed il conseguente intrattenimento che i suoi mezzi hanno prodotto ci si è spesso interrogati su quale possa essere il futuro del libro. Problema questo molto grande soprattutto se lo si relaziona alle nuove generazioni, sempre più assorbite dallo schermo che in un sol colpo è in grado di fornire interattività, multimedialità e la visione di scenari che solo una fervida immaginazione è in grado di produrre.  Proprio per questo oggi vi parleremo dei tre libri che più di tutti hanno mantenuto alto l’interesse per la lettura nei bambini e negli adolescenti, ma non solo, nei confronti della lettura. Come potrete notare si tratta di tre libri molto legati alla fantasia, all’avventura, ad un’immaginazione connessa a quei meccanismi che vediamo spesso nei videogiochi e cartoni animati. Il libro si è dovuto adeguare ad una scrittura più moderna, flessibile, talvolta interattiva (utilizzo di mappe ecc.).

I libri in questione sono “Harry Potter e la pietra filosofale”, “Twilight” ed “Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello”.

Occorre precisare che quest’articolo non ha lo scopo di giudicare le tecniche di scrittura, retoriche o stilistiche ma vuole mettere in risalto la capacità di attrazione che opere simili, ma profondamente differenti, come vedremo, sono riuscite ad operare sul grande pubblico. Non a caso dai tre libri presi in esame sono poi stati realizzati dei film, divenuti poi dei colossal che a distanza di anni si stanno imponendo sul mercato come dei classici.

Di classici si può parlare anche dei tre libri, incominciamo con il parlare di “Harry Potter e la pietra filosofale” per meglio comprendere il perché del suo successo e le diversità che vi sono con gli altri due titoli. Bisogna rendere grande merito all’autrice di questo romanzo di fantasia,  J.K. Rowling, una parola meglio di tutte può descrivere l’effetto che ha provocato sui lettori: calamita.

Edito negli anni ’90 le avventure del mago Harry Potter sono difatti riuscite a tenere incollati sulle pagine, fino alla fine del libro, migliaia di lettori, di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali. Il modo di scrivere della Rowling è proprio caratterizzato da questa grande capacità, riuscire a stimolare l’immaginazione leggendo, abitudine che si stava perdendo. Come detto questo è un libro che non ha solo conquistato i giovani ma anche i più grandi, per questo ne parliamo per primo, poiché come vedremo gli altri due libri hanno un pubblico differente. Le avventure di Harry Potter si svolgono nell’epoca moderna ma l’ambientazione è quella del mondo dei “maghi”, un mondo nascosto agli occhi di chi non possiede poteri magici (i babbani) dove il protagonista scoprirà nel corso della storia la verità sul suo passato.  La creazione di un altrove pregno di mistero e magia è riuscito a scatenare ed a “colorare” la fantasia dei lettori che trovandosi davanti a pagine scorrevoli e poco impegnative hanno potuto abbandonarsi al racconto senza remore.

Quella di Twilight è invece una storia differente, seppur di fantasia, dove l’autrice Stephenie Mayer non parla solo di magia ma di vampiri e licantropi. Pubblicato nel primo decennio del nuovo millennio il suo successo è dovuto per lo più alle lettrici più giovani.  Qui l’immaginazione del lettore è “aiutata” da scenari già conosciuti, ciò che attrae in questo caso è una storia d’amore, spesso paragonata a quella di Romeo e Giulietta (a sproposito) e vista dalle adolescenti come mezzo per  evadere e sognare. Ambientato in epoca moderna, il romanzo che ha come protagonista una ragazza, Bella, che si innamora di un vampiro che ha tutte le carte in regola per affascinare come già detto le adolescenti. I temi ricorrenti sono quelli di un amore impossibile, che divide i protagonisti proprio a causa della differente “razza”, l’immortalità e la bellezza eterna del protagonista (che potrebbe fare lo stesso “dono” alla protagonista) permettono alle ragazze di trovare dei validi pretesti per personificarsi nei panni di Bella. Per non parlare poi del secondo pretendente, un licantropo, anch’esso bello e “superdotato” fisicamente che più volte arriverà allo scontro contro il vampiro-rivale in amore per la conquista della “Bella” protagonista.

Il terzo libro in questione ha una storia differente, scritto da John Ronald Reuel Tolkien pubblicato nel 1937 è riuscito ha conquistare generazioni di lettori con una storia di fantasia ben ponderata. Tolkien difatti a differenza della Rowling non crea una storia da zero, ma non si limita neanche a trarre ispirazione da altri romanzi fantasy come la Mayer, egli compie un vero e proprio studio delle leggende popolari, dei miti scandinavi ed europei,  è in questo modo che riesce a creare un mondo ricco di dettagli, la cartina geografica della terra di mezzo (allegata in ogni edizione del libro) è un chiaro esempio del grande lavoro che l’autore ha svolto prima della stesura del romanzo. Ricordiamo ancora una volta la differenza con Harry Potter; la Rowling non è mai precisa nelle descrizioni dei posti o dei personaggi, lascia spazio all’immaginazione del lettore, e questa è la sua forza, allo stesso modo però anche il modus operandi di Tolkien che descrive con estrema perizia e precisione ogni singolo spostamento o fatto della storia narrata serve a creare patos nel lettore ad immergerlo nell’avventura. Due modi diversi di raggiungere il medesimo risultato. Il signore degli anelli è stato il primo dei tre libri ad avvicinare i giovani lettori del nuovo millennio alla lettura, agli inizi del duemila difatti l’uscita nelle sale cinematografiche di questo primo libro ha suscitato l’interesse di molti adolescenti, questa volta con netta preferenza maschile, che nella maggior parte dei casi hanno preferito il libro al film poiché in grado di intrattenere maggiormente con digressioni e storie omesse nella versione cinematografiche.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook