Confessione senza altari, di Visar Zhiti. Si può trovare la vita anche nel fango

Confessione senza altari, di Visar Zhiti. Si può trovare la vita anche nel fango

Visar Zhiti.Niente, nemmeno la prigionia, può fermare la libertà che sta nei versi di un poeta. Quando poi questi versi riescono a cogliere verità acute e profonde, che solo occhi sensibili sanno cogliere, allora ci troviamo davanti a pura Poesia. ‘Confessione senza altari’, del poeta albanese Visar Zhiti, è proprio questo: una pura poesia che ci ricorda che l’amore, sentimento che muove più degli altri i nostri ingranaggi, si può trovare ovunque e ci può far rimanere vivi anche nei momenti di massimo decadimento o scoramento.

Quando anche nel fango e nella prigionia ti rendi conto che può regnare tanta struggente beltà, fatta di sogni, desideri e libertà che non possono essere celate o vietate, allora lì ti rendi conto che perfino nell’Inferno può esserci speranza per i peccati e gli errori umani. Questo è il messaggio più profondo che emerge dalla poesia di Visar Zhiti, poeta incarcerato per i suoi versi (definiti, senza motivo, come propaganda anti-comunista) e costretto ai lavori forzati in una miniera/purgatorio dove ha conosciuto aspetti dei sentimenti umani in grado di mettere a dura prova la stabilità di chiunque.

Nonostante i divieti e le proibizioni Zhiti in quei giorni di prigionia non ha smesso di scrivere. Anche se privo di penne e fogli ha continuato a guardare il mondo con gli occhi del poeta e così facendo ha regalato a noi lettori spaccati di una realtà cruda, spietata ma in grado di insegnare tanto. Ha imparato a memoria decine di poesie, altre le ha fatte imparare ad altri detenuti, alcune le ha scritte su dei panni con il sangue. Queste sono poesie per non far dimenticare e per sperare. In carcere i cuori diventano duri:

Se tu sapessi, amore,
quanto ti ama il mio cuore.
I tuoi lunghi capelli taglieresti,
e un maglione per me faresti

– che te ne pare di questo stornello,
scritto da un detenuto? –
Chiesi a un compagno di cella.
– Poveretto, avrà avuto freddo! – mi disse
e tacque.

Il tempo, maglione strappato,
lascia penetrare il vento nelle ossa della patria.

Duri perché costretti a sopravvivere facendo cose prima impensabili, come non dichiarare la morte di un compagno, lasciarlo seduto con la schiena sul muro, come se dormisse, per riscuotere per qualche giorno ancora la sua razione di cibo. Ma ci sono cuori, come quello di Visar, che anche quando si fanno duri a causa della paura e della fame non smettono di cercare l’amore e lo trovano anche là dove gli altri vedono solo fango:

Tu hai solo una mela
e la fame è molto più grande di
1001 mele.

Tutti, tutti
mordono con lo sguardo la tua mela,
quel poco di paradiso
che ti vergogni di mangiare

e non si trova un cantuccio di solitudine
dove almeno piangere, piangere.

Sapevo che nel fango
si sarebbe trovata la morte,
ma la vita no, fratello, non la vita!

 

 

INFO.

Titolo: Confessione senza altari
Autore: Visar Zhiti
Editore: Diana edizioni
Pagine: 267
Prezzo: 10 euro

 

Enrico Ferdinandi

(Twitter @FerdinandiE)

15 maggio 2013

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