La variante di Lüneburg, gli scacchi come metafora della vita

La variante di Lüneburg, gli scacchi come metafora della vita

La variante di Lüneburg, edito Adelphi Edizioni nel 1993, è il primo romanzo di Paolo Maurensig, nato nel 1943 a Gorizia ed ora vive a Udine dove ancora oggi svolge l’attività di agente di commercio. Maurensig scrive anche altri romanzi come Canone Inverso del 1996 e Teoria delle ombre del 2015 con cui vince il Premio Cortina D’Ampezzo nel 2016.

Maurensig con questo suo primo romanzo si fa conoscere totalmente, soprattutto per lo stile semplice della sua scrittura che non banalizza affatto il tema trattato, ma anzi lo valorizza permettendo di entrare ancora più a fondo nella storia e coinvolgersi totalmente in essa.

Tutto ha inizio con la misteriosa morte di Dieter Frisch, ricco uomo d’affari e grande appassionato di scacchi che viene trovato morto nella sua villa in mezzo ad una vecchissima scacchiera di sua proprietà. In pochi si soffermano su tale mistero così da non capire che questa morte è semplicemente l’ennesima mossa del gioco.
Mentre sta viaggiando in treno, la sera del giorno precedente la sua morte, Frisch è impegnato in una partita a scacchi con il suo collaboratore di fiducia, fino a quando nel loro scompartimento entra un giovane che si mostra attratto dal gioco e segue attentamente la loro partita.
Frisch rivolgendogli la parola viene allora a sapere che il giovane, di nome Hans Mayer, è stato in passato un campione di scacchi e racconta loro come si è avvicinato al mondo degli scacchi e come il suo maestro Tabori, “un uomo che ha giocato all’inferno” lo portò ai massimi livelli di gioco. Hans idolatra la bravura di quest’uomo nell’insegnamento, però racconta anche di come non godesse di buona salute e proprio per questo spesso era costretto a sparire per giorni e curarsi. Accadde così che, dopo un lungo periodo di assenza, il maestro si ripresenta da lui ormai in fin di vita, comunicandogli la sua decisione di adottarlo e di confidargli il suo misterioso passato da scacchista e della sua ultima partita definita “mortale”.
Questo è un punto cruciale del romanzo, che non vi voglio svelare per lasciarvi godere questa “partita” unica, giocata in solitaria, tra il lettore e lo scrittore. Vi anticipo solamente che una volta venuto a conoscenza della triste esistenza avuta dal suo maestro ormai diventato padre adottivo, il ragazzo è mosso da un desiderio di vendetta e da quel momento dedica a questo la sua intera vita, in perenne attesa della prossima mossa.

È un romanzo meraviglioso da leggere ma difficile da recensire perché racchiude dentro di sé molti eventi importanti della Storia, quella con la esse maiuscola. Personalmente sono proprio questi aspetti ad avermi colpito perché alcuni sono stati una rivelazione.

Perché consiglio questo romanzo? Sicuramente ciascun lettore scoprirà un gioiello al suo interno, qualcosa di prezioso, oltre ad avvenimenti storici importanti raccontati con delicatezza ma sempre in modo molto realistico.

Concludo con una piccola perla del romanzo che sicuramente non dimenticherò mai:

“Se è vero che l’affermazione della propria individualità è sempre stata una legittima aspirazione dell’uomo, è altrettanto vero che l’uomo ha cercato anche di coltivare una scienza che quell’aspirazione fosse in grado di soffocare in qualsiasi momento.”

La variante di Luneburg

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