La Piccola Farmacia Letteraria in quel di Firenze

La Piccola Farmacia Letteraria in quel di Firenze
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Terminate le vacanze di Natale, festeggiato l’inizio dell’anno che fa capolino e che di corsa ad ognuno verrebbe voglia di assestargli in bel calcio dritto negli stinchi; finite le abbuffate (ma quando mai?) in cui i canditi del panettone sono ormai diventati parti integranti delle barbe folte e dei nostri fianchi che si allargano.

Questi sono alcuni mali (necessari) che ci auto – infliggiamo perché in fondo a Natale va così: si mangia, si esagera, non si digerisce, ci si maledice. Però ci sono anche quelle paturnie, quelle malattucole che purtroppo arrivano senza che nessuno le abbia cercate e fanno a gara a chi di queste riesce a darci più noie e musi lunghi: pigrizia, abbrutimento, piagnistei, litigate futili e inutili scatenatesi dal nulla che tendono poi ad essere le più lunghe da chiarire.

Per questi e altri malesseri psico – fisici, ci viene in aiuto una cura che tutto può dalla notte dei tempi e che possiede ancora oggi più che mai dei poteri curativi: la Letteratura. Ecco perché a Firenze è nata La Piccola Farmacia Letteraria, un luogo dove trovare un rimedio che calzi a pennello con la causa che ha scatenato il male che affligge un qualsiasi individuo.

Il negozietto di 40 metri quadri è sorto nel quartiere di Gavinana in via di Ripoli 7/R dalla mente originale della proprietaria Elena Molini. Ed è proprio lei che riesce a spiegare in breve qual è stata la sua idea creando uno spazio come questo: quattro mura che contengono davvero dei farmaci particolari (e per certi versi anche meno nocivi), i libri quindi, che come i blister e i contagocce presenti nelle farmacie, sono differenti e capaci di alleviare la mente e il corpo da quello che li stanno affliggendo.

Ogni libro presente in questa Farmacia Letteraria, ha al suo interno un bugiardino in cui vengono riportate le modalità di utilizzo, la posologia, gli effetti collaterali (che possono essere catalogati tutti come positivi, fuori da ogni dubbio).

Proprio come le più classiche delle medicine, ogni romanzo è capace di alleviare il malanno specifico, quindi la proprietaria di questo piccolo luogo ameno ha deciso di catalogare la sua libreria in più di 60 categorie di libri, ognuna corrispondente allo stato d’animo o al malanno fisico che va a curare.

Un’idea originale e dal gusto retrò insieme, che cerca comunque di stare al passo con i tempi, dando la possibilità di ordinare telefonicamente e di vedersi consegnare a casa quel romanzo che può non essere presente nella Farmacia Letteraria al momento: all’ingresso è possibile consultare una sorta di almanacco delle varie malattie che possono tormentare l’animo umano e a fianco un ricco catalogo di testi presenti fisicamente in libreria: così facendo chiunque, di riffa o di raffa, può venire accontentato.

La lettura sembra essere di tutti, quando però la realtà dei fatti è ben diversa: ci sono ancora molti soggetti (delle più svariate età) che si avvicinano con diffidenza al libri o che proprio non contemplano questi piccoli oggetti potentissimi come parti integranti delle proprie vite. Creando uno spazio come questo si vede in lontananza anche la volontà di fare in modo che davvero TUTTI possano comprendere quanto la lettura sia curativa, nel senso più lato del termine: capace di far sorridere tramite il Gioco dell’Oca, per cui per ogni libro acquistato ne vengono suggeriti altri tre, da cercare tra gli scaffali in base a cosa è piaciuto di più di quello specifico romanzo: chi lo ha scritto, l’ambientazione o più semplicemente il genere narrativo.

Come si comporta Amazon nel momento in cui ciascuno di noi acquista un libro, tramite un algoritmo, profila i nostri comportamenti d’acquisto e mette in risalto quella tipologia di romanzo che potrebbe interessarci, considerati appunto i nostri precedenti acquisti.

Qui è di casa l’umanità, la fisicità della persona che ha aperto uno spazio così particolare e all’avanguardia, che cerca di riportare il piacere della lettura nella vita di tutti i giorni, passando attraverso le paturnie che possono crucciare la singola persona, le quali a loro volta si curano proprio con i libri: da “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” di Enrico Brizzi arrivando a “Armi, acciaio e malattie” di Jared Diamond, tante pagine stampate in grado di far rispuntare un briciolo di ottimismo e di umanità anche dove ormai questi due sentimenti vengono sempre messi in secondo piano.

La lettura riesce dove spesso niente può.

Rebecca Cauda

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