“Origin”, spiegata da Dan Brown

“Origin”, spiegata da Dan Brown
foto: FoxLife

Dan Brown torna nuovamente in libreria con il suo ultimo romanzo “Origin”, in cui l’Intelligenza Artificiale e la religione contrastata sono le indiscusse protagoniste.

Ci sono scrittori che hanno la capacità, in una maniera del tutto personalizzata, di calarsi completamente nella realtà che stanno vivendo loro per primi, andando a costruire un romanzo o anche solo un racconto che tocca i temi più recenti che la società affronta ogni giorno. In questo modo, anche le linee narrative che si intrecciano nelle pagine del libro ci fanno rimanere con i piedi attaccati al suolo (ma la fantasia, si sa, si scatena nelle menti), permettendoci magari di imparare anche a crearci un’idea su alcuni argomenti che ci toccano da vicino perché siamo parti integranti della nostra società.

Nel suo ultimo romanzo “Origin”, Dan Brown ci propone un nuovo caso pieno di avventure per lo studioso di simbologia americano, Robert Langdon. Lo schema è sempre più o meno lo stesso: un omicidio o apparente tale, una donna in difficoltà che si dimostra essere però sempre all’altezza della situazione e un uomo come Langdon, che con la sua astuzia e la sua intelligenza e un briciolo di disprezzo per il pericolo, riesce a risolvere l’enigma e a riportare la verità alla luce.

Anche se la meccanica che poi sta alla base dei suoi libri è più o meno simile ai precedenti, a Dan Brown glielo si può perdonare perché prima di tutto è riuscito a creare un protagonista che entra rapidamente nel cuore dei lettori proprio per la sua rettitudine e il suo animo buono (come solo Tom Hanks nei film poteva rappresentare), ma soprattutto perché in questo suo ultimo capolavoro, il tutto parte da quello che sembra essere la vittoria dei computer sulle menti umane: l’Intelligenza Artificiale che domina e si espande anche nel mondo dell’arte (contemporanea e non), gli algoritmi che stanno alla base di un computer progettato per saper rispondere come un umano, con la differenza che la sua “mente” ha accesso a molte più informazioni e nel più breve tempo possibile.

Un uomo come Edmond Kirsh, miliardario, futurologo e genio dell’informatica, raccoglie in un’unica serata alcune delle più importanti personalità nel mondo (lato arte, musica, politica, economia e non solo), per rivelare al mondo intero una sua importante scoperta scientifica, che potrebbe sconvolgere e dunque distruggere le basi su cui tutte le società del mondo sono state costruite: la religione. Che si parli di cristianesimo, di ebraismo o di Islam, non ha importanza: tutte le religioni sono solamente una grossa menzogna e tale rivelazione viene supportata da una scoperta sociologica e scientifica che rimette in discussione l’intero mondo a cui siamo abituati noi essere umani.

Lo scrittore dunque, attraverso i suoi personaggi e la sua immaginazione, mette su carta e distrugge quello che ruota intorno ai credo religiosi di tutto il mondo, come in parte aveva già fatto nel suo romanzo più famoso “Il Codice da Vinci”, tirandosi dietro indubbiamente numerose critiche come in egual misura, numerosi plausi da parte soprattutto della comunità scientifica.

Anche in questo romanzo, la sua capacità di trasportare il lettore nel mondo dell’arte a tutto tondo non manca: si inizia con il Guggenheim Museum di Bilbao in Spagna, con le sue opere di arte contemporanea, per passare poi a Casa Milà (definita anche “La Pedrera”), storica costruzione dell’artista Antoni Gaudì, per giungere poi alla Sagrada Familia, dove la nostra avventura poi si conclude.

Spesso leggendo i romanzi di questo scrittore, al di là della trama che sicuramente trascina il lettore pagina dopo pagine, tenendolo con il fiato sospeso e rischiando anche di causare una temuta asfissia, considerate le corse contro il tempo, si ha come la sensazione di star presenziando a delle lezioni di arte a 360°, diverse da quelle cui si era obbligati prestare attenzione durante la scuola o l’università: queste infatti si presentano come interattive, ricche di quei succosi dettagli che a scuola non ti insegnano, ma anzi al contrario tengono nascosti (chissà poi per quale motivo) e dalle quali si riemerge più eruditi e più ricchi, senza essersi resi conto che il romanzo è terminato e l’enigma è stato nuovamente risolto, grazie a Robert Langdon.

Rebecca Cauda

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