The Binding of Isaac: Repentance, una lettera d’amore ai fan

The Binding of Isaac: Repentance, una lettera d’amore ai fan
Fonte immagine: trailer ufficiale

Il percorso di The Binding of Isaac

Abbiamo già parlato estesamente di The Binding of Isaac: Rebirth, l’arcade 2D che accorpa elementi roguelike a parti di vero e proprio bullet hell e che dal 2014 ha ottenuto diverse aggiunte sotto forma di DLC a pagamento; in particolare, l’espansione The Binding of Isaac: Afterbirth è uscita nel 2015, mentre quella successiva, Afterbirth+, è stata pubblicata due anni dopo (date riferite all’uscita su Steam).

Arrivati ormai al tramonto del 2020, i tempi sono maturi per qualche elemento nuovo all’interno di una serie così longeva, ed è infatti fissato per il 31 dicembre 2020 il debutto dell’ultima espansione dal nome The Binding of Isaac: Repentance, che a detta dei produttori sarebbe un’espansione talmente grossa e importante da potersi quasi ritenere più un sequel che un vero e proprio DLC.

Ma prima, due parole su Afterbirth e Afterbirth+

In merito ai contenuti aggiuntivi già disponibili su ogni piattaforma, la fanbase e la critica sono entrambe abbastanza coese nel giudizio da assegnare ad entrambe: positivo per The Binding of Isaac: Afterbirth, negativo per The Binding of Isaac: Afterbirth+.

Il problema principale del secondo DLC sta nella quantità di contenuti aggiunti: se Afterbirth aveva infatti aggiunto tanti nuovi nemici, boss e una nuova modalità di gioco – la Greed Mode – Afterbirth+ ha un po’ deluso sotto questo aspetto, portando sul tavolo di fatto un numero molto più ridotto di nemici e boss nuovi, un nuovo piano e un boss finale, Delirium, che tuttora presenta glitch sfruttabili e situazioni in cui il giocatore è inevitabilmente portato a subire danni, a prescindere dalla propria bravura e/o conoscenza del gioco.

Questo aspetto, in un gioco in cui è presente la permadeath e alcuni personaggi della resistenza ridotta o del tutto inesistente – basti pensare a The Lost o The Keeper – diventa un vero e proprio ostacolo e rallentamento al raggiungimento degli, e non più una sfida stimolante.

Occorre tuttavia spezzare una lancia in favore di Afterbirth+: se fino ad Afterbirth non vi era molto spazio offerto ai giocatori per personalizzare il gioco tramite le mod realizzate dalla community, con Afterbirth+ è stata inserita un’opzione in-game per attivare le mod (a patto di rinunciare alla possibilità di raggiungere gli obiettivi, per impedire ai furbetti di completare il gioco inserendo strumenti particolarmente potenti), oltre a svariati booster pack contenenti nuovi oggetti e nemici realizzati dai fan stessi e aggiunti gratuitamente al gioco.

Il contributo dei fan al mondo di gioco

Questa attenzione dei produttori di The Binding of Isaac al lavoro e alla dedizione dei fan del gioco è un aspetto piuttosto peculiare, in un contesto in cui le aggiunte realizzate da terze parti sono di norma considerate quasi illegali e, in casi come quello della Nintendo Switch, può addirittura portare ad essere bannati dai contenuti online, arrivando al blocco totale del proprio account Nintendo.

È risaputo che il mondo di Steam e dei giochi su PC è nettamente differente sotto questo punto di vista e ciò ha portato, nel caso di The Binding of Isaac, ad una produzione molto florida e di fatto costante negli anni di materiale aggiuntivo da parte dei fan incalliti.

Tra le mod più famose e scaricate spicca Antibirth, un insieme di contenuti aggiuntivi applicabile su Rebirth e contenente nuovi piani, personaggi giocabili, nemici, musica, oggetti e tanto altro.

Perché Antibirth è speciale?

Ciò che distingue Antibirth da altre mod è innanzitutto il lavoro enorme di produzione dietro al contenuto scaricabile gratuitamente.

Un aspetto che personalmente ritengo quasi memorabile di Antibirth è la colonna sonora realizzata da Mudeth, ripensata totalmente e arricchita di brani assegnati a livelli inediti, con uno stile omogeneo e orecchiabile che accompagna il giocatore nelle sue avventure.

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Fonte immagine: trailer ufficiale

Poi c’è, naturalmente, la fedeltà allo stile originale di The Binding of Isaac: Rebirth, riscontrabile anche negli elementi più innovativi. A un primo sguardo, quando la mod fu rilasciata in dicembre 2016, pareva quasi un contenuto “ufficiale” realizzato dagli sviluppatori di Nicalis.

Ogni novità introdotta da Antibirth è perfettamente coerente col mondo di gioco, e seppure qualche volta il bilanciamento sia compromesso da oggetti e sinergie particolarmente “overpowered”, in linea generale funziona tutto piuttosto bene e l’esperienza è perfettamente godibile.

Un lavoro che ha attirato l’attenzione…

… al punto da convincere i produttori di The Binding of Isaac: Rebirth (e annessi DLC) a coinvolgere gli ideatori di Antibirth includendoli nel team e a lavorare ad una nuova espansione.

E così arriviamo a The Binding of Isaac: Repentance. Di questa espansione sappiamo che conterrà una grossa parte dei contenuti introdotti da Antibirth, ad eccezione della colonna sonora che verrà nuovamente implementata da Ridiculon, autore dei brani della già corposa soundtrack di gioco; verranno però aggiunti nemici, boss e livelli che hanno già debuttato in Antibirth, insieme a materiale del tutto inedito.

Alcune immagini di gioco mostrate dal canale Twitch di Tyrone Rodriguez, membro del team di sviluppo di Repentance, mostrano un gioco molto più fluido e godibile alla vista sotto vari aspetti, con aggiunte minori di qualità del gioco (QoL) e rimozioni di glitch che in passato si sfruttavano per semplificare l’esperienza, ma che rappresentavano a tutti gli effetti degli errori di programmazione.

Conclusioni

Manca ormai poco alla release ufficiale di Repentance, e l’attesa carica di aspettative dei fan è sempre più palpabile.

Chi ha giocato Antibirth sa che ciò che sta per arrivare è un lavoro curato, ricco di nuove sfide ed emozioni, e che soprattutto tiene conto di ciò che sono le esperienze dei giocatori. Questo è un aspetto che i curatori di Antibirth avevano ben in mente durante la realizzazione della loro opera, e che si può dire con certezza sia stato trasposto anche in questa nuova avventura.

Questa è una storia di cooperazione e sinergia tra sviluppatori e fan che ha pochi precedenti nella storia videoludica, e ci auguriamo di vederne di più in futuro: ci dimostra infatti come la pratica di recepire le critiche costruttive e ascoltare i suggerimenti di chi ha dedicato tante ore a un prodotto può portare a risultati più che positivi.

Articolo a cura di Giulia Mancosu

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