The Binding Of Isaac: un arcade meravigliosamente blasfemo

The Binding Of Isaac: un arcade meravigliosamente blasfemo

Un arcade meravigliosamente blasfemo

Era il non poi così tanto lontano 2011 e un piccolo e controverso progetto vide la luce fra piogge di critiche ed elogi da parte della critica specializzata e dei player a causa dei suoi forti contenuti. Il titolo era The Binding Of Isaac e nel corso degli anni, con l’aggiunta di sempre nuovi e corposi DLC, si è conquistato una communuty di nicchia molto affezionata, diventando uno dei nuovi simboli del hardcore gaming, a causa della sua grande complessità.

The Binding Of Isaac è un arcade in 2D, in una sorta di ibrido fra un rogue like e un bullet hell, due generi in voga nel mondo dei videogiochi negli anni 80/90, mescolati ad una ambientazione lugubre, macchiata dal fanatismo religioso estremo e deviato. Un universo da incubo insomma, e dopo qualche centinaio di ore passate sul titolo, noi di 2duerighe siamo pronti a darvi il nostro parere, in vista del imminente arrivo del nuovo DLC.

Lo scantinato di Satana

Nelle due versioni, che abbiamo avuto il piacere di giocare, Rebirth e Afterbirth, abbiamo impersonato Isaac, un piccolo bambino terrorizzato e in lacrime, in preda ad un attacco di panico, vittima di gravissimi problemi psicologici. Il bimbo si ritrova costretto a scendere in un orribile incubo onirico composto dalle sue più grandi paure per salvarsi la vita da chi dovrebbe amarlo di più al mondo. Infatti nel video iniziale, la madre del piccolo Isaac si prepara a sacrificare la vita del figlio per volere di Dio, dando il via ad una una catena di eventi al limite della follia e caratterizzato da fortissime tinte noir. Isaac quindi si ritroverà a scendere in una cantina immaginaria alla ricerca disperata di un rifugio, un basement, composto da numerosi piani che ci condurranno sempre più in profondità nella mente del piccolo, fino a farci incontrare con il male assoluto.

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Un gameplay che è un connubio fra generi, ma che al contempo risulta originale

La struttura principale di The Binding Of Isaac è quella di un rogue like procedurale con permadeath (morte permanente) , composto da piani (livelli) di difficoltà sempre crescente, sviluppati interamente in modo “casuale” attraverso un codice (seed) di riferimento. Pad alla mano, il gameplay ricorda per certi piccoli aspetti anche il genere dei bullet hell, dove il focus del gioco era sconfiggere nemici e boss, evitando una moltitudine di proiettili su schermo ed era quindi incentrato tutto sulla skill del giocatore. Tuttavia il titolo si discosta in parte da questo genere proprio a causa della quantità sensibilmente inferiore di proiettili su schermo e per un sistema di gioco che premia anche un pizzico di fortuna oltre che alla semplice bravura del giocatore. Lo schema dei comandi è abbastanza intuitivo e semplice, ma è anche ben integrato con tutte le altre caratteristiche di gioco. Ci si muove con l’anologico sinistro all’interno dei livelli composti da numerose stanze, e si spara con l’analogico destro nelle quattro direzioni cardinali.

Come dicevamo prima, la seconda anima di questo titolo è quella di un Rogue like con livelli procedurali, permadeath, e pick-up di oggetti completamente casuali che cambiano completamente le caratteristiche del nostro personaggio durante la partita.

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Ogni livello normale è composto da:

  • Numerose stanze piene di avversari randomici, con bonus e caratteristiche variabili
  • Una stanza del “tesoro” con un premio custodito all’interno di natura casuale
  • Una stanza del boss, con all’interno un nemico temibile scelto fra la vasta pool (gruppo) di boss per ogni piano
  • Un negozio dove è possibile, con sufficiente valuta di gioco, ottenere oggetti e potenziamenti
  • Due stanze nascoste contenti potenti bonus o gravi minacce
  • Stanze opzionali di varia natura (coursed room, sacrifice room , arcade room etc etc)

Questa continua casualità può portare, in rari casi, il giocatore a trovarsi in condizioni dove gli oggetti e i potenziamenti acquisiti possono permettergli di arrivare addirittura a rompere le meccaniche di gioco e quindi ad ottenere vittorie praticamente gratuite. Tuttavia può accadere anche l’inverso e potrebbe succedere di ritrovarsi con potenziamenti molto scadenti e nemici estremamente complessi da battere; ma non crediate neanche per un istante che The binding of isaac sia un gioco dove la fortuna è l’unico fattore predominante.

Sembra quasi in controsenso con quanto vi abbiamo detto fino ad adesso, ma la conoscenza del giocatore nel funzionamento di ogni singola meccanica di gioco, ogni moveset e comportamento degli avversari, ogni singolo oggetto e come questo crea sinergie con gli altri già in proprio possesso, è fondamentale. Ci è infatti spesso capitato di fare delle inizio partite stupende con oggetti devastanti e potentissimi, prenderne uno sbagliato a metà game, per nostro errore, e rovinare di conseguenza tutta la partita, visto che il nostro personaggio era cambiato in modo imprevedibile. Il livello molto alto di sfida è quindi dovuto non solo ai feroci avversari e alle meccaniche complesse, non solo al rischio di morte permanente del nostro personaggio con conseguente perdita definitiva di tutti i potenziamenti ottenuti fino a quel momento, ma anche e soprattutto dalla necessita di conoscere, con il tempo e l’esperienza, le funzioni e le abilità di ciascuno delle centinaia di oggetti presenti in gioco e disponibili casualmente nei livelli.

Non dovete tuttavia preoccuparvi eccessivamente, ogni boss sconfitto e ogni oggetto ottenuto verrà comunque salvato in una banca dati fissa e nelle future partite avrete la possibilità di incontrarli nuovamente. Ogni partita sarà tuttavia completamente diversa dalle precedenti, donando una longevità mostruosa al gioco. Un titolo quindi, dall’aspetto quasi “semplicistico”, ma con una grandissima profondità e complessità, da scoprire e da giocare con grande pazienza e passione.

Tante modalità aggiuntive, tutte maledettamente curate nel dettaglio

Oltre alle normali partite con caratteristiche completamente casuali, è possibile anche scegliere di giocare due modalità aggiuntive, una che sono le Challenges (sfide) , e l’altra che è la greed mode. Le Challenges sono delle partite costruite dagli sviluppatori con personaggi base modificati appositamente, con combo di oggetti specifici per creare sfide di difficoltà e lunghezza variabili. Sono ben 30, tutte diverse ed estremamente divertenti.

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La Greed mode è invece una modalità che si discosta completamente dalle partite standard presentando un sistema ad orde di nemici e oggetti acquistabili tramite denaro. Ci spieghiamo meglio, il nostro personaggio si troverà per quasi tutta la durata del livello, in un unica e immensa stanza dove nasceranno nemici ad ondate una dopo l’altra senza interruzione. Ogni ondata uccisa ci fornirà denaro aggiuntivo con il quale comprare oggetti nel negozio per potenziarci sempre di più e resistere a sempre nuovi avversari. Il nostro compito sarà quindi gestire al meglio le nostre finanze di livello in livello e arrivare a battere il temibile Boss finale con quante più monete possibili in nostro possesso. Arrivati alla fine potremo infatti donare i nostri sudati risparmi per sbloccare nuovi contenuti per il gioco. Una modalità interessante, longeva, e molto divertente.

The Binding of isaac ci ha tenuto impegnati per centinaia di ore con un gameplay immediato, ma dalla immensa profondità. Ci ha fatto imprecare più e più volte per la sua estrema difficoltà e ci ha regalato soddisfazioni immense nel conseguimento di obbiettivi estremamente complessi, facendoci trattenere letteralmente il fiato per interminabili istanti nella speranza di non essere colpiti. Ci ha stregati con la sua lore disturbata e la sua insana atmosfera al punto da restare intrappolati fra le sue crudeli regnatele. Un gioco dedicato agli hardcore gamers più incalliti e a chi cerca un titolo senza peli sulla lingua sulla rappresentazione disturbata della religione più estrema.

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