Periferie romane: Colle Salario, il buio oltre la siepe (tra gestione Ater e 5Stelle)

Periferie romane: Colle Salario, il buio oltre la siepe (tra gestione Ater e 5Stelle)

A due passi dal cielo di Roma Capitale, il ridente quartiere di Colle Salario denominato “la piccola New York” sta piangendo sulle sue… cadute. E’ infatti assai frequente imbattersi in persone deambulanti su “tre zampe” per la fortuna della farmacia sanitaria locale che sta incrementando il suo fatturato con la continua vendita di stampelle.

Al Colle i marciapiedi sono impraticabili – come d’altronde nel resto di Roma e di tutta Italia – mentre, al calar del sole, si brancola nel buio (non metaforico). La sicurezza degli abitanti del quartiere resta una chimera.

Sono circa sei mesi che, nel tratto di palazzine di fronte al Centro Anziani del comprensorio ATER (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale), cadde non si sa come un lampione sulle aiuole che dividono i posti macchina. Quel lampione transennato di rosso, che si illumina al tramonto, giace inerme sul terreno al pari di una creatura abbandonata in agonia. Pena e rabbia nel contempo, in quanto i successivi lampioni risultano tutti spenti lasciando il parcheggio nella più profonda e pericolosa oscurità. Risparmio energetico per far fronte ai debiti accumulati dalla gestione Ater nei confronti del Comune?

Municipalità stellata

Il III Municipio (ex IV) fa la sua parte. Dopo l’ambigua politica dei dem , alle elezioni 2016 l’amministrazione del territorio passò di mano alla 5stelle Roberta Capoccioni (38), giovane di buone speranze, la quale peraltro si fece subito notare per una sua spiccata propensione alla cosiddetta “parentopoli” circa la scelta dei suoi collaboratori. Forse il nepotismo si è rivelato il vizio peculiare dei pentastellati alla faccia della loro tanto decantata trasparenza.

Ora, in casa 5Stelle le acque sono piuttosto agitate. Non si sa se la virginea Raggi vorrà o dovrà ritirarsi dal Campidoglio dopo le denunce a suo carico. Grillo proclama di volersi riappropriare della sua vita privata lasciando i suoi figli a gestirsi da soli come farebbe ogni buon padre di famiglia, mentre i voti delle pagelle nazionali fanno balzare in primo piano il morettino Luigi Di Maio il quale, col suo sorriso a 360°, pare si stia accattivando molte simpatie.

Di conseguenza, al III Municipio le cose si stanno ingarbugliando. Roberta Capoccioni viene sfiduciata per la perdita della maggioranza consiliare e si chiedono a gran voce le sue dimissioni.

Gli altri attori del Colle

Per il momento nessuno muove un dito, nemmeno l’agguerrita Casa Pound che, quando nel 2016 si installò a Colle Salario vincendo un concorso Ater , promise il suo appoggio alla risoluzione dei problemi degli abitanti in difficoltà (sicuramente in cambio di iscrizioni al suo movimento, non si sa con quanto successo). Viene da dire: non si sputa nel piatto dove si mangia.

Va detto inoltre che, proprio a fianco dei “tartarugati” sorge la palestra popolare capitanata dai “rossi” che convogliano i giovani del quartiere con una intensa attività sportiva. Tutti insieme appassionatamente, senza darsi alcun fastidio.

Colle Salario appare in tal modo un’oasi di pace, una collina dormiente, un luogo-non luogo dove il mondo sembra aver termine. Ma tutto bolle in pentola, in attesa che le prossime elezioni di marzo chiariscano i nuovi scenari politici.

Quando sarà rimesso in piedi il triste lampione abbandonato sulle aiuole? Forse in primavera, coi
mandorli in fiore.

A.G.A.

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