Effetto serra: fra 50 anni rischio aumento temperature “irreversibile”

di Enrico Ferdinandi

Secondo uno studio condotto dalla Stanford University nei prossimi decenni vaste aree del Nord America, della Cina e del Mediterraneo potranno esser soggette a periodi di grande caldo, ciò comporterebbe grandi danni non solo per l’ecosistema ma anche per la nostra salute. Da qui al 2070 difatti, secondo quanto riportato dallo studio, si pensa che la maggior parte delle aree tropicali e gran parte dell’emisfero settentrionale potrebbero subire un aumento “irreversibile” delle temperature a causa dell’effetto serra. Le prime avvisaglie di questo fenomeno potrebbero avvenire già da qui a 20 anni. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Climate Changee l’autore delle studio il dottor Noah Diffenbaug ha affermato che: “Secondo le nostre proiezioni grandi aree del mondo potrebbero riscaldarsi così velocemente che entro la metà di questo secolo, anche le estati più fresche saranno le più calde degli ultimi 50 anni”.

Il problema del surriscaldamento della crosta terreste già da tempo è al centro delle riflessioni di scienziati ed associazioni che si impegnano nella sensibilizzazione delle masse per far comprendere quanto sia importante vivere ed effettuare le proprie attività cercando di inquinare il meno possibile. Riuscire a far si che l’ecosistema nel quale viviamo si preservi nel futuro vuol dire assicurare alle future generazioni di poter vivere godendo a pieno della vita proprio come possiamo noi quest’oggi. Continuare ad inquinare e favorire lo sviluppo dell’effetto serra non è certamente la via migliore per assicurare a chi verrà dopo di noi un futuro roseo. Ogni uomo non dovrebbe mai scordare che il nostro più grande compito non è rimanere nella storia ma far si che la storia vada avanti seguendo quel ciclo naturale di rigenerazione che permette al genere umano di vivere su questo pianeta da millenni. Come diceva Cicerone: “La fama di questo mondo è poca cosa se paragonata all’infinito che ci attende” è molta cosa invece riscoprire il significato del rispetto verso la natura e verso l’uomo prima che le nostre azioni “poco pensate” ci portino a situazioni “irreversibili” come annunciato dalla studio della Stanford University.

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