GIALLO DI BRACCIANO: restano con Federica Mangiapelo i misteri della notte di Halloween
A tre mesi dalla tragica morte della sedicenne Federica Mangiapelo, dopo che le cronache ci hanno riportato gli esiti dell’autopsia e delle analisi tossicologiche, ci piace ricordare questa ragazza e non solo per dovere di cronaca. Come noto, Federica, uscita col suo fidanzato per festeggiare la notte di Halloween dello scorso anno, fu trovata esanime sulla spiaggia di Vigna di Valle al Lago di Bracciano all’alba del 1° dicembre.
L’autopsia ha rilevato che la morte è avvenuta per “miocardite”, una lesione in una zona ventricolare causata da un’infezione: una specie di “corto circuito” simile a quello del giocatore del Livorno, Pier Mario Morosini, crollato lo scorso anno sul campo di calcio. Da parte degli esami tossicologici non sono risultate assunzioni di droga né di alcool.
Questi i fatti crudi del triste caso di Federica. Restano gli interrogativi. Dove sono finiti la borsetta e il cellulare della ragazza, mai più trovati? Come poteva la ragazza, in quella notte assai fredda e piovosa, incamminarsi da sola verso casa dopo aver litigato con il fidanzato che, secondo le sue dichiarazioni, l’avrebbe lasciata scendere dalla macchina? Perché si sarebbe diretta proprio su quella spiaggetta in preda al malore? Ipotesi assurde, che non stanno in piedi.
Il 23enne Marco di Muro resta al centro dell’angosciosa vicenda, unico indagato per “omissione di soccorso e morte in conseguenza di altro reato”, vale a dire non aver provveduto a chiamare i soccorsi ed aver poi abbandonato la fidanzata ormai morta sulla spiaggia. Questi gli addebiti.
I genitori di Federica, Luigi e Rosella, intervistati da Giancarlo Magalli nella trasmissione “I fatti vostri” dei giorni scorsi, hanno dichiarato che il Di Muro non solo non rispose quella notte alle loro ripetute chiamate al cellulare, angosciati per il mancato rientro a casa della figlia, ma che da allora non si è fatto più vivo nemmeno per atti formali tramite il suo avvocato. Secondo loro, è più che evidente che la figlia sia stata portata su quella spiaggia e lì lasciata per togliersi da ogni responsabilità.
Con precedenti penali per droga, il cameriere di Anguillara risultò positivo al narcotest, al contrario di Federica. La relazione col Di Muro, più grande di lei di sette anni, si rivelò subito assai negativa per una ragazza ancora quasi adolescente, trascinandosi fra litigi ed episodi di violenza per gelosia, anche denunciati dai genitori di Federica.
Si spera che la morte della ragazza di Bracciano non venga sbrigativamente archiviata per “morte naturale”, ma che sia fatta piena luce sulle gravi responsabilità che l’hanno causata. E’ quanto i genitori sconsolati si augurano, nella fiducia che la giustizia indaghi fino in fondo alle dinamiche del fatto. Quella sconsiderata notte di Halloween 2012 ha strappato alla vita la giovanissima Federica, la cui sola colpa era quella di essere troppo bella.
Angela Grazia Arcuri
Redazione di Roma
2 marzo 2013




