Elezioni 2013, report da Roma: fra indecisioni, errori e speranza

Dalle otto di questa mattina oltre 50 milioni di italiani sono chiamati alle urne per rinnovare il Parlamento italiano. In Lombardia, Lazio e Molise si rinnova anche il consiglio regionale.

Il primo voto invernale della storia repubblicana sta mettendo in difficoltà, causa neve, i cittadini del nord Italia. Nonostante ciò l’affluenza alle urne sembra essere molto buona, alle ore 12 nelle principali città italiane hanno votato il 20% degli elettori.

In questi giorni più volte i media hanno cercato di sensibilizzare i cittadini su quanto sia importante votare: un diritto ed allo stesso tempo un dovere che tutti dovremmo esercitare. Stamani abbiamo condotto una ricognizione nei seggi dei principali municipi di Roma per vedere se i cittadini stiano rispondendo alla chiamata alle urne e per darvi le nostre sensazioni sul clima che aleggia dentro e fuori dai seggi.

Per prima cosa segnaliamo una grande affluenza, naturalmente i nostri sono dati empirici dati dalla mera osservazione. Le persone sembrano vivere queste elezioni politiche con grande attesa, c’è come un clima di staticità espressiva fra i cittadini che sembrano quasi in apnea, stanno come trattenendo il fiato fino al verdetto finale, quello che martedì sancirà il vincitore di queste elezioni. Un verdetto che molti sperano possa cambiare le sorti dell’Italia e spingere via la crisi allontanando lo spettro Grecia.

Al primo municipio un ragazzo sulla trentina ci ha raccontato: «sto per entrare a votare ma non so ancora chi voterò. Prima di queste elezioni avevano una certa idea politica ma adesso mi sembra quasi che non ci siano più tante differenze».

Al settimo municipio una madre di famiglia ci ha detto: «speriamo che qualcosa cambi da martedì, sentire di quello che succede in Grecia mi mette tanta paura e spero che da queste elezioni ne venga fuori qualcosa di buono altrimenti non so cosa potrà succedere».

Al quarto municipio un’anziana signora ci ha invece confessato: «io lo so chi votare, è sempre la stessa cosa da sempre ma per la regione non ho capito come devo fare. A dire il vero non so nemmeno quante schede mi daranno».

All’ottavo municipio abbiamo invece registrato lamentele da parte degli elettori per alcuni disattenzioni all’interno dei seggi, questa è la testimonianza di un ragazzo 24enne: «quando sono entrato per votare mi hanno dato anche la scheda per votare al Senato, non si erano accorti che 25 anni li faccio fra un mese. Io li ho guardati mi sono avvicinato alla cabina ho visto che non se ne erano ancora accorti allora sono tornato indietro e gli ho detto che si erano sbagliati e che se io avessi votato allora quale voto per il Senato sarebbe stato annullato? Se ne sarebbero trovati uno in più così dal nulla».

Enrico Ferdinandi

(Twitter @FerdinandiE)

24 febbraio 2013

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