Roma, arrestato Samuele Piccolo per illeciti: bufera in comune

Roma. Samuele Piccolo (Pdl), vicepresidente del Consiglio comunale, è finito agli arresti domiciliari con le accuse di associazione a delinquere e finanziamento illecito ai partiti.

Nel corso della mattinata sono stati eseguite delle perquisizioni nel suo ufficio durante i quali la Guardia di Finanza avrebbe trovato carte e documenti in grado di testimoniare l’illecito messo in atto da Piccolo e dai suoi familiari: attraverso una serie di società sarebbero stati creati finti crediti Iva e dirottati i fondi drenati al fisco all’attività politica del vicepresidente del consiglio comunale.

 

Agli arresti domiciliari anche suo padre Raffaele e suo fratello Massimiliano, quest’ultimo per la procura era il vero “capo” dell’organizzazione a delinquere.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno ha dichiarato: “Ho fiducia nel lavoro della magistratura. Speriamo in un rapido chiarimento di una vicenda sicuramente molto, molto brutta”.

Vincenzo Piso deputato e coodinatore Pdl del Lazio e Gianni Sammarco, deputato e Coordinatore del Pdl di Roma hanno dichiarato in una nota:

“A seguito delle indagini e dei provvedimenti della magistratura nei confronti del consigliere Samuele Piccolo, è stato stabilito di sospenderlo a scopo cautelativo dal Popolo della Libertà fino a che non sarà concluso l’iter giudiziario che lo riguarda”.

Sammarco ha inoltre dichiarato:

“Prendiamo atto delle indagini in corso su Samuele Piccolo confidando che le indagini possano fare il loro corso accertando appieno le eventuali responsabilità. La stima e la fiducia negli inquirenti da parte nostra è totale”.

Ricordiamo che nella tornata elettorale del 2008, quella che ha portato Alemanno a diventare sindaco, il giovanissimo consigliere (allora di An), Samuele Piccolo, fu quello più votato, ottenne ben 12 mila voti.

A Samuele Piccolo si contestano sopratutto tre diversi episodi di finanziamento illecito con riferimento all’ultima campagna elettorale amministrativa, proprio quella del 2008. Si tratta di cene elettorali e anche l’organizzazione dei call center per il cui allestimento sarebbero stati sottratti al fisco 122mila euro. Fu proprio il lavoro dell’efficientissimo call center che portò Piccolo a trionfare con un vero e proprio boom di preferenze elettorali. Uno dei Call Center in questione si trovava in una delle villette a schiera adiacenti al supermercato il Castoro, sulla via Casilina, quartiere Finocchio.

Enrico Ferdinandi

13 luglio 2012

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