Ostia: sul lungomare con gli sci?

Ostia uguale Dubai?  L’ analogia  è piuttosto  cacofonica . Eppure,  esiste il progetto  nel calendario 2012  del XIII Municipio di Roma  di  costruire  delle piste invernali da sci sul lungomare  del  Lido romano.  2012, anno delle meraviglie. Ma, se soltanto  il progetto dovesse andare  in…porto,  l’equazione  con Dubai avrebbe come risultato  un’incognita con parecchie x.

    Il progetto  prevede  infatti due piste da sci di 70 e 90 metri da costruire  in un tratto di pineta  della litoranea, del costo di 1,5 milioni di euro  con finanziamenti privati  e criteri di ecosostenibilità.
   Bene, ma tutti gli altri problemi di Ostia?  Le spiagge  libere di Capocotta irraggiungibili in estate anche agli stessi residenti per crisi endemica di parcheggi,  la sistemazione delle strade e dei marciapiedi pieni di buche,  gli ospedali fatiscenti, ecc. ecc. ?  E i crateri lunari che costellano l’asfalto di Roma, in strade costruite non a regola d’arte  per il risparmio  delle imprese appaltatrici? E la scarsa illuminazione  pubblica  dei quartieri periferici della capitale? Una metropoli, per essere chiamata tale,  dovrebbe  irradiarsi funzionalmente  dal centro alla periferia.
   I cittadini romani non sembrano così entusiasti del progetto,  in tutt’altre faccende preoccupati  che di recarsi d’inverno a Ostia con gli sci in spalla. Le piste da sci potrebbero inoltre  rivelarsi un flop  come rendimento economico, proprio per  la  scarsa propensione,  noi del centro-sud,  verso gli sport invernali.  C’è il  pericolo di uno spreco  come tutte quelle  costruzioni che disseminano l’Italia, mai usate  e abbandonate al degrado. E coi tempi che corrono, non sembra proprio il caso di allargarci troppo.   
    Farsi prendere da megalomanie e spirito di emulazione degli Emirati Arabi, scintillanti di  ricchezze,  sarebbe come voler  mettere una  bella statua  d’arte contemporanea  davanti a una casa che cade a pezzi. Un “vorrei ma non posso”….

Angela Grazia Arcuri

19 aprile 2012

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook