Roma: malato di mente viveva chiuso in gabbia come un animale

Un uomo di 30 anni con gravi problemi psichici era tenuto dai suoi familiari come un animale, chiuso in una specie di gabbia: una stanza chiusa a chiave dall’esterno con una cancellata di ferro e senza finestre.
Questa la scena che si sono trovati di fronte gli uomini della polizia di Porta Maggiore (Roma) che durante un intervento nell’abitazione hanno constatato di come l’uomo vivesse tra i suoi stessi rifiuti. Dalla casa fuoriusciva un forte cattivo odore e all’interno la sporcizia era ovunque, non solo nella “stanza/gabbia”.

A trattare in questo modo l’uomo erano sua madre, la zia ed il fratello che viveva lì anche con la sua compagna, di 22 anni, con la quale ha un figlio di 4 mesi.
Gli agenti sono intervenuti dopo la segnalazione di una lite familiare proprio tra il fratello dell’uomo malato di mente “recluso in gabbia” e la sua convivente, i poliziotti hanno però trovato davanti ai loro occhi una situazione ancor più grave. Il 30enne con problemi psichici è stato portato dal 118 nel reparto di psichiatria dell’ospedale San Giovanni, mentre il bambino di 4 mesi e sua madre sono stati affidati agli assistenti sociali.
In queste ore gli uomini della polizia stanno valutando le responsabilità dei familiari del giovane in merito all’episodio.
Ennesimo tragico fatto di cronaca dettato dall’ignoranza che latita in maniera sempre maggiore su tematiche come quella delle malattie psichiche, tragedia a quanto pare messa in atto da un uomo forse ancor più malato del fratello “ingabbiato”.

Enrico Ferdinandi

1 marzo 2012

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