“Made in Jail”, al Teatro Palladium di Roma parte il Festival ‘Carcere e Cultura’

“Made in Jail”, al Teatro Palladium di Roma parte il Festival ‘Carcere e Cultura’

untitled-1«Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato». È così che recita l’articolo 27 della Costituzione che sancisce i principi di non colpevolezza fino a condanna definitiva e di personalità della pena, attribuendo ad essa una funzione rieducativa e ripudiando ogni trattamento contrario al senso di umanità. Si dice che uno dei modi per giudicare il grado di civiltà di una nazione sia quello di osservare il modo in cui essa tratta i detenuti. Il principio della “rieducazione” costituisce uno dei baluardi fondamentali della nostra Carta Costituzionale e indica la finalità ideologicamente più avanzata cui tende la pena che consiste nel creare, da parte dello Stato, le condizioni necessarie perché il condannato possa successivamente reinserirsi nella società in modo dignitoso mettendolo in condizione, una volta ritrovata la libertà, di non commettere più altri reati.

È in virtù di tali principi che si può guardare al carcere come luogo di produzione di cultura: in carcere si fa e si produce teatro, si scrivono libri, si imparano mestieri, si diventa, tra l’altro, attori, musicisti e artisti. La cultura è fattore di coesione sociale, di educazione e ri-educazione, ma anche e soprattutto, nel caso delle discipline artistiche più praticate nelle carceri, ponte verso l’esterno. Con questa consapevolezza nasce il Festival “MADE IN JAIL”, per contribuire a rendere visibili le importanti realtà culturali di alcuni istituti penitenziari della Regione Lazio.

Il festival, promosso dal Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo dell’Università degli Studi Roma Tre, patrocinato da Roma Capitale, è realizzato con il contributo della Regione Lazio e dell’Ufficio del Garante dei diritti dei detenuti del Lazio ed è diretto da Valentina Venturini, docente di Storia del Teatro presso l’Università Roma Tre.

MADE IN JAIL”, festival ad ingresso gratuito dedicato a teatro e cultura in carcere, si inserisce nell’ambito della terza missione dell’università, un concetto legato alla polis, alla necessità che la gente si incontri sulle tematiche sociali.

Protagonista di questa prima edizione al Teatro Palladium dall’11 al 14 dicembre, è l’arte nelle tante sfaccettature, il teatro certo, ma anche il cinema, la musica, le arti pittoriche, la letteratura. Saranno infatti proposti spettacoli teatrali, libri, video e musica rigorosamente “made in jail”, prodotti culturali realizzati appositamente per questa occasione in vari istituti penitenziari del Lazio.

«È una vera e propria necessità dell’Università aprirsi al sociale e a tutte quelle forme che concorrono ad una formazione culturale e scientifica», spiega Valentina Venturini, direttrice artistica della manifestazione. E aggiunge: «Nel Lazio ci sono quindici istituti penitenziari e in ognuno di questi si fa stabilmente teatro. Un teatro che, in molti casi, prima di essere “parte del progetto trattamentale” è, e vuole essere, teatro tout-court, un’isola galleggiante che non cambia il mondo ma cambia chi la fa. Questa è la prima edizione di un festival che nasce come rassegna delle varie culture praticate nelle carceri del Lazio, portando all’esterno esperienze che fino ad oggi (solo di rado) è stato possibile vedere fuori dai penitenziari».

Molte sono le realtà culturali e in particolare teatrali degli istituti penitenziari italiani: “MADE IN JAIL” vuole semplicemente mettere sotto i riflettori quelle del Lazio, poco conosciute che possono sembrare minori e che sono, invece, di grande valore (non solo sociale). Tra queste (alcune più conosciute, altre meno): Adynaton, ArteStudio, Associazione Made in Jail, Associazione PerAnanke, Compagnia Sangue Giusto, Compagnia Stabile Assai, King Kong Teatro, La Ribalta-Centro Studi Enrico Maria Salerno, Muses, Presi per caso, Rodez, Teatro degli Incerti.

Il festival MADE IN JAIL nasce con l’obiettivo di contribuire a rendere visibile il ponte tra l’esterno e le varie realtà culturali in carcere. L’arte può davvero rendere liberi, e manifestazioni come queste possono rendere visibili anche realtà “chiuse” – come quella formata dai detenuti e dalle detenute di alta sicurezza che non possono portare la loro arte “fuori” – restituendole alla cultura e al pubblico “esterno” attraverso gli audiovisivi. È il caso del video sui dieci anni della compagnia del Teatro Libero di Rebibbia, dei cortometraggi in cui sono protagonisti i minori reclusi a Casal del Marmo, o, ancora, del corto realizzato Prove chiuse realizzato attraverso il montaggio di Frammenti del laboratorio teatrale AdDentro dallo spettacolo La favola del figlio cambiato (Compagnia Sangue Giusto e detenute della Casa Circondariale di Civitavecchia).

Un esempio famoso è quello di Salvatore Striano, ex detenuto reso popolare dall’interpretazione al cinema di Gomorra e Cesare non deve morire, che ha scoperto il suo talento per la recitazione proprio nel laboratorio della Ribalta diretto da Fabio Cavalli a Rebibbia.

Un altro caso che ha riscosso grande successo è quello dei Presi per caso, la Rock band di detenuti, ex detenuti e non detenuti del penitenziario di Rebibbia che, nel concerto di chiusura del Festival lanceranno il nuovo progetto discografico Fuori! ed eseguiranno alcuni dei loro classici, brani ironici ed amari sulla condizione carceraria.

Il carcere come luogo di produzione di cultura sarà anche argomento di tavole rotonde come ‘Dentro. Libri dal carcere’ (la presentazione del libro Pensieri dal carcere di Pierre Clémenti – attore amato da Buñuel, Pasolini, Glauber Rocha, Bertolucci, Jancsó e João César Monteiro – avverrà alla presenza del figlio, invitato per l’occasione dalla Francia), ‘Teatri in carcere nel Lazio’ o ‘Cultura e recidiva’. Riflessioni proposte da addetti ai lavori, aperte al confronto con il pubblico. Per suscitare spunti e riflessioni ulteriori, contribuendo a rendere più solido il ponte tra il carcere e la società libera.

Il programma completo della manifestazione è consultabile sul sito madeinjailfestival.net

Informazioni:
TEATRO PALLADIUM –
Piazza Bartolomeo Romano, 8
1114 dicembre 2014
INGRESSO GRATUITO
Info: tel. 0657338424 – 57338339 – [email protected] madeinjailfestival.net

Eleonora La Rocca
7 dicembre 2014

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