Roma, Municipio X, Santori: “I cittadini non vogliono una nuova Genova”, le istituzioni respingono la manifestazione

Roma, Municipio X, Santori: “I cittadini non vogliono una nuova Genova”, le istituzioni respingono la manifestazione

maltempoRoma, come il resto del Paese, tenta di far fronte all’arrivo delle piogge e con esse, alle numerose e ragionevoli preoccupazioni fondate, legate ai conseguenti allagamenti e danni alle abitazioni e alle attività commerciali. I residenti delle zone dell’Infernetto, di Stagni, di Dragona, di Bagnoletto e di Ostia Antica, si sono resi protagonisti  di un’azione dimostrativa, occupando pacificamente l’aula consiliare del X Muncipio in segno di protesta, per manifestare tutto il proprio sdegno contro la cattiva gestione e la totale mancanza di manutenzione della rete idrica e fognaria di interi quartieri di Roma.
Come segnala il consigliere regionale del Lazio, Fabrizio Santori, nonostante l’avanzamento di richieste ragionevoli e di dieci giorni di presidio, i cittadini non sono stati ricevuti in Municipio e i due milioni di euro resi disponibili tardivamente dalla regione Lazio, non sarebbero che una goccia nel mare, rispetto ai 650 milioni necessari per mettere in sicurezza l’area interessata dalle problematiche connesse alle sempre più frequenti inondazioni.
Secondo Santori, il minisindaco Andrea Tassone, il sindaco Ignazio Marino e il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, non sarebbero dunque pronti ad alcun confronto  e tenterebbero semplicemente di accontentare  e ‘sedare’ le richieste dei cittadini in protesta, stanziando cifre insufficienti.
“E’ indecente che ogni inverno migliaia di cittadini tremano al solo pensiero di poter rimanere dal giorno alla notte senza casa o rischiare la propria vita e quella dei propri cari” rincara la dose il consigliere regionale.
Nel frattempo, sono pronti a scendere in piazza e a rivendicare l’immediato intervento delle istituzioni, anche i residenti di altri quartieri, come quello di Piana del Sole nel Municipio XI: continuano le controversie, specchio di un Paese impigliato nello stallo paludoso della burocrazia, della polemica e, in senso letterale, del fango.

Michela Maggi

01 novembre 2014

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