I romani preferiscono le bionde: Eurhop Beer Festival

I romani preferiscono le bionde: Eurhop Beer Festival

eurhopUna ricerca della Pennsylvania State University ha dimostrato che, scritta nel nostro Dna, la percezione dei sapori varia da persona a persona. Analizzando due geni responsabili della percezione del sapore amaro già precedentemente messi in relazione con il consumo di alcool, c’è chi è meno predisposto al sapore amaro, coloro a cui la birra può risultare insopportabile.

Evidentemente i numerosissimi visitatori dell’Eurhop Beer preferiscono il sapore dolce, ossia la birra in tutte le sue declinazioni.

Il Salone delle Fontane dell’Eur ha aperto le porte alla seconda edizione del Festival della Birra Artigianale con la presenza di 52 birrifici provenienti da 10 paesi e più di 300 birre in degustazione. La parte del leone l’ha fatta l’Italia a cui sono uniti birrifici di Scozia, Polonia, Belgio, Germania, Inghilterra, Repubblica Ceca, Norvegia, Canada e Stati Uniti.

L’evento organizzato anche quest’anno dal “Ma Che Siete Venuti a Fa” di Roma in collaborazione con Publigiovane Eventi, editrice della rivista nazionale “Fermento Birra Magazine” e della guida turistica “Eurhop!”, ripete la formula dello scorso anno: nel biglietto d’ingresso è compreso il bicchiere ed una guida, preziosa per il visitatore. Vi sono infatti elencati tutti i Birrifici presenti nella fiera con accanto l’elenco delle birre presenti e le loro caratteristiche e gradazioni alcooliche con uno spazio per esprimere il gradimento. Suggerimento per ricordarsi, se qualcuno dopo tutti gli assaggi non sia in grado di farlo, quali siano state le preferite.

Splendida la location ed eccellente l’allestimento curato da 3bStudio, ideato con materiali da cantiere che contrastano con il classicismo delle colonne del salone. Interessanti e da seguire le degustazioni live di Lorenzo Kuaska Dabove, famoso beertester , che racconta anche a chi si accosta per la prima volta al mondo delle birre artigianali, la storia ed i diversi stili della birra.

Ne abbiamo provate alcune. Per un giro europeo super partes menzioniamo il Birrificio Fyne Ales, scozzese, con la sua “Jarl”. Chiara ad alta fermentazione, 3,8° la componente alcolica. Fresca e dissetante, fortemente agrumata e resinosa grazie all’uso del nuovo luppolo Citra. Retrogusto amarissimo, speciale, da berne a litri.

Del Birrificio Opperbacco della provincia di Teramo abbiamo scelto la Bianca Piperita”, in stile blanche con gradazione alcoolica 4,2° di frumento non maltato, avena, buccia d’arancia e coriandolo con l’utilizzo di menta piperita e miele di produzione locale. Salendo di gradazione, 6°, una “Zinnebir” del Birrificio belga Brasserie de la Seine, una bionda dorata al malto leggermente amara con un lungo retrogusto. Dal profumo complesso sviluppa un’intensa fragranza fruttata. Per finire un’altra italiana, la “Triple” del Birrificio Extraomnes della provincia di Varese. Birra impegnativamente alcoolica, 8,6°, ad alta fermentazione non pastorizzata e rifermentata in bottiglia. Dorata con un profumo maltato e fruttato equilibrato da un etilico piccante e pungente.

Insomma un festival di colori: opalescente, ambrato, paglierino, rosso cupo, bruno scuro, oro, bruno intenso; e di profumi di coriandolo, di pepe, di ciliegia, di ribes, di menta, di miele, di coriandolo, di malto.

Non ricordiamo altro. Nemmeno come siamo tornati a casa.

-Eurhop Beer Festival, Il Salone Internazionale della Birra Artigianale.

 Roma, Salone delle Fontane – Eur 3-4-5 ottobre 2014

Flavia Cataldi

06 ottobre 2014

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