Cinesi uccisi a Roma: trovato impiccato uno dei killer

Uno dei killer dei due cinesi uccisi a Roma lo scorso 4 gennaio è stato quest’oggi trovato impiccato a un’arcata di un capannone agricolo abbandonato sito nei pressi di via Boccea. Si tratta di Mohamed Nasiri, 30 anni, di nazionalità marocchina, il più giovane dei due ricercati, l’altro, anch’egli di nazionalità marocchina è ancora latitante e secondo le forze dell’ordine potrebbe già essere all’estero.

Per qui inquirenti è certo che si tratti di suicidio, la morte secondo i medici legali, risale ad almeno 3 giorni fa.
Nasiri aveva ucciso Zhou Zheng di 31 anni e la figlioletta Joy di 9 mesi nel corso di una rapina avvenuta a pochi metri dall’abitazione della famiglia asiatica, in via Giovannoli, nel quartiere di Torpignattara, era presente anche la moglie e madre delle vittime Lia, unica sopravvissuta. Alcuni abitanti del quartiere di Torpignattara hanno affermato che dietro alla morte di Nasiri c’è la mafia cinese. Un cittadino del quartiere, che è voluto rimanere anonimo, ha affermato: “Se l’hanno trovato impiccato è stata la mafia cinese. Io non dico il mio nome perché sto in questa strada da tanti anni, e ho tre belle nipoti che mi voglio godere fino alla fine”.
La portavoce della comunità cinese a Roma Lucia Hui King, dopo esser stata informata della morte di uno dei due killer, ha affermato: “E’ una notizia che ci lascia sgomenti. Non capiamo cosa stia succedendo. Non volevamo la morte di nessuno ho avvisato i parenti di Zhou Zhen, mi hanno detto che aspettano di conoscere la verità. Vogliono la verità”.
Verità, almeno quella sulla fine del secondo killer che potrebbe uscire fuori grazie al telefono cellulare trovato vicino al corpo di Nasiri Mohammed che in queste ore è esaminato dagli esperti della scientifica. I tabulati telefonici potrebbero contenere informazioni importanti sul complice del delitto ancora latitante.

Enrico Ferdinandi

16 gennaio 2012

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