Maria Stella Giorlandino, la “lady Sanità” delle notti romane, ritrovata a Pompei

Maria Stella Giorlandino, la “lady Sanità” delle notti romane, ritrovata a Pompei

imagesQuello che sembrava assumere i connotati di un ennesimo “giallo” si è concluso ieri sera con il ritrovamento di Maria Stella Giorlandino a Pompei, mentre pregava nella Basilica del Santuario della Madonna. In evidente stato confusionale, con abiti dismessi e sporchi, ha detto alla polizia subito avvisata della sua presenza in Basilica che motivo della sua fuga è stato quello di voler “stare sola cercando solo momenti di serenità”.

La Giorlandino, architetta e pittrice, nota alle cronache mondane della Capitale per i fastosi ricevimenti nella sua villa con piscina sull’Appia Antica, meta di personaggi della politica e dello spettacolo, è imprenditrice e titolare dei Centri diagnostici “Artemisia Lab”, siti a Roma e in altre parti d’Italia. Da mercoledì 25 scorso, la signora sessantenne non aveva fatto ritorno a casa, lasciando la sua Smart bianca chiusa a chiave in Via Lancisi, uno dei Centri Artemisia. Era stata anche avvistata da un capotreno alla stazione di Napoli, dove chiedeva informazioni per procedere verso Palermo, dove, a suo dire, “l’aspettavano”.

Già da tempo la Giorlandino, aveva espresso le sue inquietudini perché si sentiva “perseguitata” dalle forze dell’ordine per un presunto abuso edilizio nella sua villa sull’Appia. Ma all’origine di ciò pare vi sia un contenzioso di carattere patrimoniale che si trascina da anni col fratello Claudio, medico, il quale gestisce il Centro sito in Viale Liegi ai Parioli. Lo stesso, dopo la scomparsa della sorella, si era detto convinto in un allontanamento volontario, in quanto episodi del genere si erano verificati anche in passato, quando la Giorlandino trovava nella fuga da casa, anche di alcuni mesi, la soluzione a problemi familiari.

Su alcuni organi di stampa si è ventilato anche che l’Artemisia Lab rientri nella rosa dei controlli che la Procura di Roma sta da anni effettuando tra i laboratori privati di analisi cliniche, tendenti a verificare versamenti di tangenti alla Asl e alla Regione per diventare strutture “convenzionate”. Le indagini proseguono nel riserbo più assoluto.

Angela Grazia Arcuri
29 giugno 2014

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