Omofobia: La facciata della chiesa Valdese di Roma imbrattata con scritte antigay

Omofobia: La facciata della chiesa Valdese di Roma imbrattata con scritte antigay

atto-vandalico-facciata-chiesa-valdese-romaUn grave atto vandalico e intimidatorio è apparso sulla facciata della comunità valdese di Roma, dove ieri mattina, poco prima delle 9 il pastore della Chiesa ha scoperto le scritte offensive scritte con vernice nera sulla facciata appena restaurata. Inoltre su un muro laterale della chiesa gli ignoti vandali hanno lasciata, stavolta con della vernice rossa, una frase contro gli omosessuali e una svastica. La polizia, inteveniva sul posto e sequestrava la bottiglietta con la vernice nera, lasciata sul marciapiede.

Sulla facciata della Chiesa da qualche giorno era stata esposta la bandiera rainbow, perché sabato 17 maggio 2014, era stata programmato un incontro di preghiera, alle ore 17, in concomitanza della Giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia.

L’iniziativa, organizzata in collaborazione con la Refo (Rete evangelica fede ed omosessualità), prevedeva anche un concerto “Altrove”, Viaggi musicali nel tempo e nello spazio” alle ore 20 con ingresso libero.

Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, appresa la notizia dichiarava:”E’ un gravissimo attacco. Alla Chiesa Valdese da sempre sensibile e attenta ai diritti delle persone lgbt va la nostra solidarietà. Questa azione deve trovare una condanna unanime da parte di tutti, dalle istituzioni all’opinione pubblica. Ci sono gruppi omofobi spesso di estrema destra che pensano di intimidire e spaventare, ma non possono riuscirci, anche se questo episodio come altri sono un campanello d’allarme” .

L’assessore Cattoi, assessore alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità di Roma Capitale. dichiara: “Esprimo la mia più ferma condanna per la scritta omofoba accompagnata da una svastica sulla facciata della Chiesa Valdese di piazza Cavour, dove è esposta la bandiera rainbow. Un ennesimo tentativo di contrastare il cammino per affermare la piena parità di diritti per tutte le persone”.

Anche Flavio Romani, presidente di Arcigay, è intervenuto per condannare l’azione vandalica, dicendo: “Esprimiamo innanzitutto solidarietà piena alla comunità credente: quest’attacco, la traccia infame di un fascismo di ritorno, colpisce un’istituzione religiosa che in occasione della Giornata internazionale contro l’omotransfobia, espone una bandiera rainbow sulla facciata della chiesa e organizza una veglia di preghiera per le vittime di omotransfobia. Insomma, perfino la preghiera irrita gli omofobi della capitale. È evidente allora che stiamo davvero raschiando il fondo: intolleranza e discriminazioni sono pratiche che in Italia, anziché venire messe al bando, traggono forza e legittimazione da un clima diffuso di sottovalutazione e dal proliferare di modelli, in politica soprattutto, che nella sostanza ricalcano i medesimi contenuti delle scritte che oggi imbrattano la chiesa romana. La soluzione – dice Romani – non è di certo a portata di mano, ma la presa di responsabilità delle istituzioni rispetto a questi episodi, sempre più ricorrenti, potrebbe quantomeno iniettare fiducia in chi subisce queste infamie o ne é spettatore impotente. Invece per ora l’unica sicurezza sono quelle svastiche e il fatto che non saranno le ultime che saremo costretti a vedere”.

Redazione
16 maggio 2014

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook