Roma: Studenti in piazza contro la crisi, caricati dalla polizia

Mentre per domani sono previsti cortei anti-crisi in oltre 20 città italiane (da Bari a Torino, da Palermo a Milano, da Napoli a Genova), quest’oggi a Roma sono scesi in piazza molti studenti per manifestare. Il corteo era stato autorizzato solo nella zona adiacente all’Università La Sapienza, ma poi alcuni gruppi hanno preso una direzione diversa arrivando fino alla zona  del centro dove il Campidoglio ha proibito i cortei così nelle ultime ore vi sono stati alcuni scontri tra le forze dell’ordine ed i manifestanti.

Dopo alcune cariche i manifestanti sono giunti fino alla stazione Tiburtina dove però alcuni manifestanti hanno cercato di occupare il cantiere della stazione. Un poliziotto è rimasto lievemente ferito mentre alcuni studenti hanno dichiarato di esser stati ”identificati senza un motivo”. In una nota gli studenti Autorganizzati hanno dichiarato: “Nonostante la presenza di mezzi delle forze dell’ordine, gli studenti e le studentesse del Virgilio, in diverse centinaia, si sono mosse in corteo spontaneo nel pieno centro della città e del I municipio, violando qualsiasi divieto in altri licei stessa scena: tre camionette al Mamiani, e due camionette al Tasso e l’identificazione di chi non andava a scuola. Al momento, oltre mille studenti sono bloccati dalle forze dell’ordine alla Stazione Tiburtina, in una situazione di crescente tensione anche dopo che i primi manifestanti giunti sul posto sono stati identificati dalle forze dell’ordine”.
Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma, ha ribadito affermando che: “Le cariche contro gli studenti sono un errore figlio di un altro gravissimo errore. Come abbiamo detto fin dal primo momento, impedire i cortei è una decisione sbagliata e destinata a produrre tensione. La scelta di impedire i cortei si conferma dannosa perché inchioda le Forze dell’Ordine ad una gestione dell’ordine pubblico rigida e muscolare, come del resto dimostrano anche le cariche affrettate di questa mattina e le raccomandazioni preventive inviate ai presidi. Ma anche una deriva sbagliata e insidiosa per l’Italia perché, in un momento drammatico della vita del Paese, accentua la percezione di sordità e afasia delle Istituzioni nei confronti dei giovani e la debolezza totale di una politica incapace di trovare strumenti e idee per interloquire con le istanze e le inquietudine poste dai movimenti. Non ci siamo mai sottratti alle esigenze di garantire l’ordine e al bisogno di colpire i violenti: ma tutto questo non c’entra nulla con quanto avvenuto oggi”.

 

 

di Enrico Ferdinandi

 

3 Novembre 2011

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