“Costellazioni Ermeneutiche”. Per parlare di “Interpretazione e Libertà”

“Costellazioni Ermeneutiche”. Per parlare di “Interpretazione e Libertà”

Costellazioni-ermeneutiche-locandinaL’Accademia d’Ungheria ospita nelle giornate del 30 e 31 gennaio un incontro di Filosofia intitolato: “Costellazioni Ermeneutiche: Interpretazione e Libertà”. L’ambientazione è Palazzo Falconieri a Roma, dove ha sede dal 1927 l’Accademia d’Ungheria a seguito dell’acquisto dell’immobile da parte dello Stato ungherese. L’Accademia possiede una biblioteca specializzata di più di 20.000 volumi. L’organizzazione dell’incontro è a cura del Dottor Csaba Olay, docente presso l’Università degli Studi di Loránd Eötvös di Budapest.
L’incontro vedrà la partecipazione di relatori provenienti da diverse università europee, principalmente italiane, francese e ungheresi. Il convegno si svolgerà spalmato su due giornate e avrà come oggetto il pensiero ermeneutico nella sua vasta estensione di argomenti e nella sua capacità di inserirsi tanto in contesti prettamente teorici quanto pratici.
Nonostante le sue origini affondino nel pensiero antico dove per ermeneutica si intendeva l’arte o la tecnica interpretativa dei testi, essa è inconfondibilmente associata al pensiero del Novecento e a filosofi quali Martin Heidegger e Hans-Georg Gadamer, le cui opere, non a caso, sono quelle principalmente prese in esame dai relatori del convegno.
Il tratto che accomuna i due pensatori, il secondo allievo del primo, è l’idea di pensare l’ermeneutica , cioè l’interpretare e di conseguenza il comprendere, non come metodologie di vita, non come uno dei modi in cui l’uomo esiste, ma come il modo principale in cui l’uomo esiste. L’uomo nel suo esistere primariamente comprende ed il comprendere non è un apprendere informazioni nuove, ma è innanzitutto un pre-comprendere.
Il famoso “circolo ermeneutico”, lungi dall’essere il circolo vizioso che all’apparenza può risultare, è in realtà da vedersi come il circolo della possibilità stessa di comprendere. Ogni nostra comprensione non è mai neutra, ma ricca e piena di quello che siamo: storici, determinati, dialoganti. Il convegno, nel suo tentativo di affrontare le varie sfide poste dall’ermeneutica, concentra la sua attenzione su due concetti chiave, ossia “interpretazione” e “libertà”, concetti non così “vetusti” come generalmente si è soliti pensare dei paroloni altisonanti della filosofia. Il nostro vuole essere un invito, un protrettico alla filosofia e vi esortiamo ad accoglierlo.

Raffaella Antonini
27 gennaio 2014

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