Domani si inaugura al museo delle cere di Roma la statua dedicata all’ex pooh Stefano D’Orazio

Domani alle ore 15.00 verrà inaugurata al Museo delle Cere di Roma la statua dedicata a STEFANO D’ORAZIO, il poliedrico autore, ex batterista e manager dei Pooh, che nel 2009 ha lasciato la storica formazione della musica italiana per dedicarsi a “nuove emozioni e nuovi progetti”, tra cui i fortunati musical da lui scritti o tradotti in italiano con grande successo negli ultimi anni (da “Aladin” e “Pinocchio” fino a “Mamma Mia!”).

 

La statua è stata posizionata nella sala dedicata ai musicisti italiani contemporanei, insieme a quelle di artisti quali Pavarotti, Bocelli, Zucchero e Ligabue: con sembianze di un realismo impressionante, STEFANO D’ORAZIO appare in piedi, dietro alla sua storica e mastodontica batteria, con il suo classico sorriso tra l’ironico ed il disincantato, classico di chi, come lui, non si è mai preso troppo sul serio.

Il Museo delle Cere di Roma è in Piazza SS. Apostoli 68 (Piazza Venezia) ed è aperto tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 21.00 (per info: www.museodellecere.com).

STEFANO D’ORAZIO così commenta la notizia della statua di cera a lui dedicata: “Nel Museo di Roma, come a New York e a Londra, ci sono delle sezioni dedicate ai contemporanei in vita e non solo a quelli che decidono le sorti del mondo, ma anche a coloro che più semplicemente ne raccontano le emozioni. Essere stato immortalato accanto a dei nostri grandissimi come Ligabue, Bocelli, Pavarotti e Zucchero, è certamente gratificante, anzi credo che mi monterò sicuramente la testa! Mi sono andato a vedere qualche giorno fa e devo dire che mi sono fatto impressione. Le tecniche ed i materiali che sono stati usati per realizzare la nuove statue del Museo, credo vengano dal cinema e somigliano incredibilmente ai soggetti originali, dalla pelle, ai peli nel naso, alle unghie, insomma dei veri replicanti. La “lapide” poi, che hanno piazzato accanto al mio Avatar, mi ha fatto particolarmente piacere perchè non fa solo riferimento al mio fortunato trascorso, ma parla anche del mio presente il che mi fa sperare in un buon futuro.”



18 ottobre 2011

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