Roma: come recuperare il cronico ritardo su turismo e trasporti

Si è tenuto nella facoltà di lettere e filosofia di Tor Vergata il 15 ottobre scorso, il convegno intitolato “Roma: trasporti, turismo e città ospitale: il contributo delle imprese e dei city users” organizzato da Niccolò Costa, docente a Tor Vergata di Sociologia del Turismo. L’obiettivo era quello di sensibilizzare le aziende e le associazioni, in relazione all’importanza che mobilità e ospitalità rivestono in termini di competitività turistica, nelle grandi metropoli. Se ben pianificate, mobilità ed ospitalità possono infatti trasformarsi in un moltiplicatore d’immagine e in un incubatore di imprenditorialità per le grandi città, offrendo una irripetibile opportunità economica per gli stakeholders che intendano praticare politiche di marketing territoriale. Un esempio sotto gli occhi di tutti sono state le Olimpiadi di Londra del 2012: esse testimoniano come sia possibile rigenerare un sistema produttivo in flessione, mediante un’oculata programmazione e gestione dei due assets sopracitati.

Nel corso dei lavori si è parlato dell’importanza di costruire lobby trasversali rispetto alle categorie di appartenenza, in un ottica di piena collaborazione, che deve prevedere un nuovo modo di rapportarsi fra loro da parte di associazioni ed imprese.
A tal proposito Serafino Lo Piano, vicepresidente di Unindustria Roma, ha inquadrato senza mezzi termini il problema, sottolineando la perdurante mancanza di dialogo tra i diversi poli turistici nel mercato turistico laziale e in particolare tra i diversi decisori in ambito politico ed economico, e di conseguenza ha auspicato la necessità di mettere a sistema la Capitale con le realtà turistiche circostanti.
Varie le criticità da affrontare. A partire dal fatto che il sistema di mobilità romano non è ben comunicato: questo causa in primo luogo la congestione continua degli itinerari turistici classici e, di conseguenza, la riduzione della permanenza media dei turisti. Se poi i limiti relativi all’accessibilità nei trasporti si vanno a sommare con un sistema di informazione turistica quantomeno arretrato, i due fattori in modo sinergico impediscono al turista di fruire appieno di un territorio ad altissima vocazione turistica anche al di fuori delle mura aureliane. Si vanifica così l’opportunità di offrire al turista esperienze ad alto contenuto culturale che potrebbero indurlo a estendere il periodo di permanenza, e a incrementare il budget previsto per il suo soggiorno.
Roma, per essere competitiva, deve sviluppare politiche di mobilità integrata che coinvolgano i diversi attori della filiera, e soprattutto servano a comunicare, oltre che garantire, la presenza di un sistema efficiente di trasporti, a partire dal momento in cui il turista pianifica il suo viaggio, e non al suo arrivo.
Un’ulteriore criticità che limita la mobilità e la fruizione della città da parte di cittadini e turisti, è la mancanza di politiche relative al trasporto di merci nel circuito urbano. Si pensi che in Italia il 65% delle merci è trasportato su gomma: ebbene l’80% di esse è prodotto nelle aree metropolitane, che si trovano spesso in una condizione di sovraccarico e di congestione delle arterie stradali e autostradali che dovrebbero veicolare tali merci contestualmente al traffico turistico.
Natale Mariella, vice presidente dell’associazione A.n.i.t.a, nel suo intervento ha poi illustrato i vantaggi di alcuni modelli di city logistics presenti in Europa, in particolare in Olanda e in Germania, sottolineando le ricadute positive che potrebbero aversi se tali modelli venissero importati in Italia, sia in termini di diminuzione del numero di mezzi nelle aree urbane, sia per quanto riguarda l’abbattimento dei livelli di CO2.
Nella parte finale del convegno si sono alternati gli interventi di diversi imprenditori operanti nel turismo, fra loro, Antonio Fraccari direttore di AdR Mobility Roma, ha snocciolato alcuni dati sui principali mezzi di trasporto utilizzati dai viaggiatori delle compagnie aeree per raggiungere l’aeroporto di Fiumicino. Da un’analisi effettuata su un campione di 2500 passeggeri, emerge che il 27% degli utenti, utilizza il treno per raggiungere l’aeroporto, il 25,1% il taxi, il 16,4% utilizza bus privati, mentre infine il 12,4% utilizza l’automobile privata. Complessivamente si è registrato un calo negli spostamenti effettuati da mezzi privati in favore di quelli pubblici grazie a una offerta
di questi ultimi abbastanza competitiva.
In conclusione, nei diversi interventi di questo convegno è emersa, come comune denominatore, la necessità di un ripensamento del rapporto tra pubblico e privato per favorire il rilancio turistico del territorio romano. Protagonisti di questo ‘rinascimento’ economico debbono essere proprio gli attori appartenenti alla filiera turistica, i quali, essendo a diretto contatto con il turista potrebbero favorirne l’interpretazione di esigenze e necessità. In tal modo, si instaurerebbero sinergie vincenti in grado di migliorare la qualità del servizio, garantire un tasso di permanenza media dei turisti maggiore, con la possibilità di favorire la de-stagionalizzione di alcune aree.
Infine, si determina la necessità di una legge ad hoc sul turismo che regoli l’interazione fra queste variabili, e che dia finalmente respiro ad un settore in grado di dare uno slancio decisivo all’economia del nostro territorio.

Massimo Pasquetto
27 ottobre 2013

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