Roma nel caos: la tensione rimane alta

Roma nel caos: la tensione rimane alta

Roma nel caos, tensione alta. Una grande manifestazione in protesta contro l’austerity dalle 14 di oggi pomeriggio si muove per la città sorvegliata da quattromila uomini delle forze dell’ordine scesi a presidiare gli obiettivi sensibili. Studenti, migranti, precari, terremotati, movimenti di lotta per la casa, No Tav, No Muos, No Expo e centri sociali, tutti sotto uno slogan: “Una sola grande opera: casa e reddito per tutti”.

Molti negozi chiusi per timore di subire danni, così anche le banche, che –come Bankitalia- hanno coperto con tavole di legno le vetrine per prevenire eventuali sfasci. Chiusa anche l’università  e le stazioni metro A e B Barberini, Repubblica, Castro Pretorio e Colosseo. Rimossi molti cassonetti. Rinforzato il personale dei pronto soccorso.

Una Roma preoccupata, anche se –dicono i manifestanti- “non siamo spacca-vetrine”, l’intenzione è quella di provocare “una sollevazione generale”. Ma non si protesta solo a Roma. In tutta Europa i manifestanti scendono in piazza “per rivendicare affitti più bassi, la fine di tutti gli sfratti, in particolare quelli determinati dagli speculatori immobiliari, dallo Stato e dalla Troika, la costruzione di una quantità adeguata di edilizia residenziale sociale, e per richiedere la fine dello schiacciante peso dei debiti caricato sui cittadini comuni, sull’edilizia popolare e sui bilanci pubblici”.

Intanto però nella capitale sono stati effettuati già diversi fermi: circa 300 persone controllate dai carabinieri del comando provinciale di cui 14 denunciati. Scattati diversi fogli di via e sequestrati oggetti  “da guerriglia urbana” come coltelli, fionde, lacrimogeni, petardi, moschettoni, passamontagna, bombolette spray e cappucci estintori e sanpietrini.

Lanci di bottiglie si sono registrati in un clima di forte tra via Gioberti e via Napoleone III, nei pressi della sede di CasaPound. “Un gruppo da Casapound e di Blocco studentesco è arrivato dietro il cordone della polizia – riferisce un manifestante del “comitato per la casa” – ha creato un po’ di scompiglio ma non è accaduto nulla di grave. C’è stata un po’ di sottovalutazione da parte delle forze dell’ordine ma noi abbiamo la testa sulle spalle: non ci interessano i neofascisti, oggi siamo in piazza per protestare sotto i palazzi del potere”.

Si registrano anche lanci di bombe carta all’altezza di Via XX settembre, vicino al Ministero dell’Economia, sul quale portone sono state lanciate delle uova.

La manifestazione coinvolge anche il Web: Anonymous ha oscurato i siti istituzionali del ministero delle Infrastrutture, della Cassa depositi e prestiti e della Corte dei Conti,affermando che: “l’austerithy è una delle componenti della perdita di significato dell’esistenza di ognuno. E’ evidente che solo “i pochi” possono trarre vantaggio dalle sofferenze economiche alle quali sottopongono “i molti””.

E su internet i manifestanti chiedono di lasciare accesso libero al wi-fi per eventuali blocchi comunicativi. Sempre dai manifestanti arriva la notizia dell’intenzione di accamparsi in assemblea nei pressi di Porta Pia fino a domenica notte.

La manifestazione, partita da piazza di Porta San Giovanni, proseguirà secondo il programma stabilito lungo via Merulana, piazza di Santa Maria Maggiore, via Liberiana, via Cavour, via Giovanni Amendola, viale delle Terme di Diocleziano, piazza della Repubblica, via Cernaia, via XX Settembre, via Goito, piazza dell’Indipendenza, via San Martino della Battaglia, viale Castro Pretorio, piazza della Croce Rossa, viale del Policlinico fino a Porta Pia.

di Luigi Carnevale

19 ottobre 2013

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