I medici di ‘Sanità in Rete’ scrivono una lettera aperta al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin

I medici di ‘Sanità in Rete’ scrivono una lettera aperta al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin

Una burocrazia, spesso inutile e difficile da comprendere, che soffoca la libertà d’azione del medico costringendolo a svolgere in maniera inadeguata il proprio lavoro. Questo è il succo della lettera aperta che i medici dell’associazione ‘Sanità in Rete’ hanno inviato al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Il problema sta proprio nelle nuove regolamentazioni che portano il medico di base, figura fondamentale per la salute dei cittadini, a non poter svolgere al meglio il proprio lavoro. Questo perché il tempo da dedicare ai pazienti si va a ridurre, con il passare del tempo, sempre di più in quanto chiamato a svolgere pratiche burocratiche che dovrebbero esser svolte da altre figure professionali.

Invitiamo pertanto i nostri lettori a leggere la lettera inviata al ministro al fine di comprendere quanto siano importanti immediate modifiche, alle norme vigenti, che permettano ai medici di poter tornare a svolgere il loro lavoro nel migliore dei modi.

Chi lo ritiene giusto può firmare e diffondere la petizione sul sito canghe.org cliccando su questo link:
http://www.change.org/it/petizioni/al-ministro-della-salute-no-al-medico-burocrate-di-stato?share_id=ScexxRstON&utm_source=share_petition&utm_medium=email&utm_campaign=petition_invitation

 

Onorevole Ministro,
L’ evoluzione delle normative sanitarie ha comportato e comporta un’enorme quantità di adempimenti burocratici a carico dei Medici di Medicina Generale, pena sanzioni anche gravi, cosi come imposti da leggi statali, regionali, aziendali e distrettuali.
Una mole cosi elevata di burocrazia ha superato da tempo il livello di guardia mettendo a repentaglio la serenità e le capacità degli operatori sanitari e contribuendo anche ad una pericolosa deriva dell’attività clinica del medico che mette a dura prova la tutela della salute di tutti.
La burocrazia ipovedente, ineludibile, incomprimibile ed improcrastinabile, costringe infatti il medico a darle sempre la priorità, occupando oltre il margine di sicurezza le sue capacità mentali di attenzione, serenità, ragionamento e giudizio clinico , con il risultato di ridurne l’efficienza operativa, con grave compromissione della qualità e della sicurezza del servizio.
Il paziente non riesce più ad ottenere quella risposta alla sua domanda di salute, in passato basata sul rapporto di fiducia e che, proprio grazie a questo peculiare rapporto, poteva essere garantita.
Il paziente a fronte di una sempre crescente inadeguatezza nella risposta ai suoi reali bisogni di salute trova il suo medico trasformato, di volta in volta, in operatore telematico INPS, dell’Agenzia delle Entrate, del MEF, in call center per il CUP, operatore CAF, e soprattutto vede nel suo ex-medico di famiglia l’esattore di quanto da lui dovuto per accedere alla prestazione sanitaria ed il controllore di quanto gli spetta in materia di esenzione e di accertamento dei requisiti prescrittivi, di esenzione ticket, per non parlare della giungla certificativa ancora florida nonostante la passata e recente abolizione di alcune certificazioni, abolizione troppo spesso ignorata non solo da mille piccoli burocrati ma , come nel caso dei certificati per idoneità all’immissione in ruolo nella scuola , ignorata persino da disposizioni di altro ministero e/o di Provveditorati.
Onorevole Ministro, ci scopriamo troppo spesso ormai a dialogare e a guardare un monitor mentre il viso del paziente diventa sempre piu’ sfuocato. IL risultato è diffidenza, ostilità, aggressività da parte del paziente che non si riconosce nell’essere persona ma come “contenitore di malattia” dove la sua malattia è un numero da assommarsi a da moltiplicare per altri numeri.
Il disagio di una popolazione colpita dalla crisi che stiamo attraversando trova sfogo inoltre in un aumento di domanda di salute per una sofferenza che viene canalizzata a livello della medicina generale e del territorio che nonostante le ripetute promesse rimane sotto-finanziato rispetto alle esigenze. Non stiamo parlando di modelli organizzativi ma di risorse necessarie e non procrastinabili che facciano della Medicina Generale il primo baluardo a sostegno della popolazione, liberando gli operatori sanitari dal senso d’impotenza, e permettendo loro di dare la giusta accoglienza e risposta ai bisogni dei cittadini al di là della modalità operativa del medico singolo o in associazione .
L’ Italiano vorrebbe riavere il suo medico, ed il suo medico vorrebbe tornare ad essere quello di prima per il suo paziente. Il suo medico sa quanto potrebbe dare in termini di professionalità e di specifiche competenze, esattamente l’80% in più, quello che ora è sepolto sotto la burocrazia. Restituendo questo spazio sepolto, il medico Italiano saprebbe diversificarsi e qualificarsi per dare una risposta attiva alla mutata situazione sociale, economica e sanitaria del Paese.

 

 

a cura di Enrico Ferdinandi

10 settembre 2013

 

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