Un Orso Polare sul Palco di Villa Ada, per “Save the Arctic”

Un Orso Polare sul Palco di Villa Ada, per “Save the Arctic”

ORSO-GREENPEACE-VILLAADALa sera del 25 luglio un orso polare è stata l’attrazione più applaudita, sul palco di Villa Ada durante il concerto dei Sud Sound System con un appello a favore del progetto savethearctic.
L’animale è apparso sul palco accompagnato dai volontari di Greenpeace Gruppo Locale di Roma, perchè scelto come simbolo della campagna di Greenpeace contro le trivellazioni petrolifere nell’Artico.
Ora dopo essere stato alla “Notte Rosa” di Rimini e all’Umbria Jazz Festival di Perugia, è approdato a Roma per  potare a termine la sua mission di testimonial d’eccezione.
L’orso polare ci ricorda che nella sua casa il rapido scioglimento dei ghiacci ha aperto nuove vie di transito e l’Artico, un tempo irraggiungibile, è diventato la meta privilegiata per l’estrazione di petrolio.
A capo di questa corsa all’oro nero c’è Shell. Sono passati alcuni mesi da quando l’azienda ha miseramente fallito nel tentativo di trivellare in Alaska. Grazie alla campagna di Greenpeace, che ha già raccolto più di 3 milioni e mezzo di firme per fermare le trivellazioni, è stata dimostrata al grande pubblico l’inaffidabilità degli standard operativi di Shell.
Dopo l’Alaska, Shell ha trovato l’Eldorado tra i ghiacci della Russia Artica stringendo un accordo con la pericolosa azienda russa Gazprom per iniziare le esplorazioni in un territorio dove la corruzione dilaga e i controlli sulle compagnie petrolifere sono scarsi.
A causa delle difficili condizioni climatiche e operative in Artico, disastri come quello del Golfo del Messico sono praticamente inevitabili.
Greenpeace, sempre in prima linea per denunciare i rischi ambientali e sanitari legati all’utilizzo delle centrali a carbone che, assieme al petrolio, costituiscono la principale concausa del riscaldamento globale, rilancia la sua campagna “Save the Arctic” che ha come scopo la completa messa al bando di ogni tipo di attività estrattiva a latitudini polari.
Ulteriori Informazioni sul sito www.savethearctic.org

Redazione
28 luglio 2013

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