Roma, torna l’allarme sicurezza: tre vittime nel giro di poche ore

Roma, torna l’allarme sicurezza: tre vittime nel giro di poche ore

Torna l’allarme sicurezza nella Capitale. A pochi giorni dai gravi fatti di cronaca che hanno visto protagonista la città di Milano, a Roma, nello stesso giorno, due agguati ed una sparatoria, tornano a farci riflettere sull’attuale stato di sicurezza nelle nostre città.

Nella mattinata un uomo è stato ucciso a colpi di pistola a Focene (Comune di Fiumicino). Da quanto si è appreso l’uomo è stato colpito alla testa, l’assassino è poi fuggito a bordo di uno scooter.

Sempre nel mattino nel V municipio, Tor Sapienza, è stato ucciso Claudio D’Andria, romano di 62 anni. Il killer lo stava aspettando, quando ha visto l’uomo, che stava rientrando a casa dopo aver passeggiato con il cane, gli ha sparato in piena fronte (con una pistola calibro 7.65), poi è fuggito a piedi. Il delitto, un’esecuzione in piena regola, secondo prime indagini, potrebbe esser legato allo spaccio della droga. La vittima risulta incensurata ed era in pensione da sei mesi, dalla sua fedina penale si apprende però che nel 2004 venne indagato per spaccio di stupefacenti. A ritrovare il suo corpo un passante che, verso le 7:00 ha notato un corpo nei pressi della farmacia di viale Giorgio Morandi.

Nella sera, verso le otto, ad Anzio, sul litorale romano, è avvenuta invece una sparatoria che ha provocato una persona morta e una ferita gravemente. Secondo una prima ricostruzione dei fatti due uomini si muovevano in auto, stavano percorrendo corso d’Italia quando sono stati raggiunti da diversi colpi di pistola. Per uno di loro l’aggressione è stata fatale, l’altro è riuscito a scappare prima di essere soccorso.

A cosa è dovuta l’escalation di violenza di questi ultimi mesi? Secondo il sindaco di Milano, Pisapia, si tratta: «un’emergenza sociale aggravata dalla crisi economica che incide sulla vita di tutti i cittadini. E inevitabilmente anche sulla sicurezza».

Se poi si pensa che anche lieti eventi come una finale di coppa Italia vengono quasi completamente ‘deviati’ dalla paura di scontri e violenze (ricordiamo il sequestro di numerose armi e minacce di morte ai giocatori) allora è il caso di valutare quale sia la strategia migliore per fermare un’emergenza sociale che sfocia sempre più in atti di insensata, e gratuita, violenza.

 

Enrico Ferdinandi

(Twitter @FerdinandiE)

28 maggio 2013

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